|
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
ARCHIVIO
SArchivio documentiDichiarazione di Maurizio
Mascoli
Seg.
Generale Fiom Campania SU
VICENDA SANTORELLI,SCONFITTA
ARROGANZA AZIENDA "E' stata
sconfitta l'arroganza di un'azienda che, con il licenziamento di Santorelli,
credeva di poter risolvere la vertenza Avio di Pomigliano d'Arco". Questo
il commento del segretario generale della Fiom-Cgil Campania, Maurizio Mascoli
sul provvedimento di reintegro del delegato Fiom licenziato lo scorso mese di
marzo. "Il decreto del Tribunale di Nola - precisa Mascoli -
condanna la condotta antisindacale di Avio e ordina il reintegro immediato del
delegato Fiom licenziato. Ora la Fiom e tutto il sindacato dei metalmeccanici
rilancerà, con tutte le iniziative necessarie, la vertenza per ridare una
prospettiva industriale all'Avio di Pomigliano e garanzie occupazionali per
tutti i lavoratori, innanzitutto a quelli sospesi a tutt'oggi, senza che vi
sia stato alcun accordo sindacale". Napoli,18/7/2007
DICHIARAZIONE DI MAURIZIO MASCOLI SEGRETARIO GENERALE FIOM CAMPANIA SUL
REFERENDUM DEI
METALMECCANICI “ Anche in Campania è stata una grande
prova di partecipazione democratica con oltre 200 assemblee e 22.000 lavoratori
che hanno votato nel referendum in 167 aziende della regione L’adesione alla piattaforma unitaria per il rinnovo
del contratto registra un risultato significativo: Il SI supera l’80%. Anche all’Alfa di Pomigliano il SI prevale con il
60% dei voti. Ma molte assemblee e il voto di Pomigliano ci
segnalano un disagio sociale diffuso, in particolare degli operai addetti alla
linee di montaggio. Il sindacato dovrà farsi interprete delle esigenze
di riconoscimento sociale e di miglioramento delle condizioni di lavoro e di
salario emerse dal confronto con i lavoratori e dal voto nel referendum non solo
con il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro, ma anche nel confronto con il
governo su pensioni, precarietà e rilancio Industriale.” Napoli,1
Giugno 2007 COMUNICATO SINDACALE UNITARIO
Fim,
Fiom, Uilm della Campania esprimono soddisfazione per la partecipazione e il
risultato del referendum sulla piattaforma
unitaria per il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici che si è registrato
nella regione. Hanno
partecipato al voto,infatti, il 70% dei lavoratori interessati ed il consenso
alla piattaforma, superiore
all’80% dei voti espressi, è prevalente in tutte le grandi
aziende metalmeccaniche . Anche
dal mezzogiorno viene cosi
confermato il sostegno dei lavoratori alle scelte unitarie di Fim – Fiom –
Uilm per un Contratto Nazionale che garantisca nuovi diritti ed un significativo
riconoscimento salariale.
Le Segreterie Regionali
Fim – Fiom – Uilm
Campania Napoli,1 Giugno 2007
Risultati del Referendum per l'approvazione della Piattaforma : rinnovo CCNL 2007 Provincie Presenti Votanti Si No B/N % Si % No N° Aziende Addetti Avellino
4.276
3.072
2.332
559
181
80,7
19,3
14
4.496 Benevento 604 531 514 17 0 96,8 3,2 10 664 Caserta 4.185 3.296 2.701 473 122 85,1 14,9 23 5.327 Napoli 18.734 12.357 9.166 2.945 246 75,7 24,3 77 21.659 Salerno 3.257 2.667 2.473 165 29 93,7 6,3 43 3.573 TOTALE 31.056 21.923 17.186 4.159 578 80,5 19,5 167 35.719
Dichiarazione di Maurizio Mascoli, Segretario Generale della Fiom Campania, sulla vertenza Ergom “Lo sciopero dei lavoratori Ergom in corso da alcuni giorni e la manifestazione con il corteo che ha attraversato il centro di Napoli fino alla Prefettura, a cui hanno partecipato oltre 500 lavoratori degli stabilimenti di Napoli e Marcianise, ha come obiettivo un vero piano industriale che garantisca il rilancio e l’occupazione del gruppo in Campania. Il trasferimento delle attività dalla zona orientale di Napoli a Pomigliano d’Arco e la chiusura del sito di Marcianise prefigurano, infatti, un assetto con centinaia di esuberi. Solo il coinvolgimento diretto della Fiat nel negoziato in corso presso l’Assessorato Regionale alle Attività Produttive può determinare le garanzie finanziarie, produttive e, soprattutto, occupazionali necessarie per raggiungere un accordo.La Fiat è, infatti, unica committente della Ergom per componenti in plastica, in particolare per le vetture prodotte dall’Alfa di Pomigliano d’Arco, non a caso gli scioperi in corso ne hanno bloccato le attività.” Napoli, 2 aprile 2007
DICHIARAZIONE DI MAURIZIO MASCOLI SEGRETARIO GENERALE FIOM CAMPANIA “
Il licenziamento di Antonio Santorelli delegato RSU Avio e
Presidente del Direttivo Regionale della Fiom è inaccettabile. L’azienda
ha portato così a estrema conseguenza
una ignobile provocazione in stile anni ‘
50 contro il sindacato ed i lavoratori in lotta. L’obiettivo
è quello di evitare un accordo sulla rotazione della Cassa integrazione, che si
era profilato nell’ultimo incontro con la mediazione del Prefetto di Napoli. Allo
stesso tempo si vuole così impedire la ripresa
del confronto in sede di
Ministero per lo Sviluppo Economico sul futuro industriale dell’Avio in
Campania negli stabilimenti di Pomigliano d’Arco e Acerra. E’
necessario che il licenziamento sia revocato
e per questo chiediamo che intervengano il Presidente della Giunta
Regionale Antonio Bassolino e il Ministro del Lavoro Cesare Damiano”. Napoli,
16 marzo 2006
CGIL ARCHIVIO
STORICO DELLA CAMPANIA Quaderni
dell’Archivio Storico Fiom di
Pomigliano d’Arco L’
Alfasud nella
stagione dei movimenti SEMINARIO
PUBBLICO Venerdì
23 Febbraio
CGIL – Salone “ G. Federico” Via Torino, 16 – Napoli ore 17
Relazione: Vincenzo Barbato – esecutivo regionale Fiom Campania
Conclusioni: Massimo Brancato – segretario generale della Fiom di
Napoli. Presiedono:
Rocco Civitelli, Amedeo Marzaioli, Maurizio Mascoli, Luigi Petricciuolo, Luigi
Servo. Testimonianze:
Luigi Conte: democrazia e repressione all’inizio degli anni
70; Massimo Menegozzo: università fabbrica sindacato – un’esperienza
sul tema della salute; Gennaro Garribba – Peppe Biasco: iniziative e lotte in
fabbrica; Carmine Iorio: l’avvio dell’attività sindacale in fabbrica;
Aniello Montano: il territorio di Acerra nella fase di insediamento dell’Alfa
Sud; Associazione Centroforia: gli archivi dei partiti politici, dei sindacati e
dei movimenti a Napoli/esperienze e prospettive. Partecipano:
Maria Rosaria de Divitiiis – Sovrintendente ai Beni Archivistici della Regione
Campania, Antonio Della Ratta – Sindaco di Pomigliano d’Arco, Dolores Madaro
– Assessore agli Archivi del Comune di Napoli, Fim - Uilm, Istituto Campano
per la Storia della Resistenza, Ires, Napoli Frontale.
Camera del Lavoro Federazione Impiegati Operai Metallurgici
NAPOLI
COMUNICATO
SINDACALE SULLA SANITA' Le scelte del
Governo Nazionale e della Giunta Regionale in materia di sanità comportano
riflessi negativi sul reddito dei lavoratori e dei pensionati, sul livello e la
qualità dell’assistenza sanitaria pubblica in Campania. Per fare fronte al deficit sanitario
Regionale, oltre 5 miliardi di euro fino al 2005, negli anni scorsi già erano
state aumentate in Campania dalla Giunta Regionale le accise sulla benzina, il bollo auto, IRAP e IRPEF
regionale. Con l’ultima Finanziaria il Governo
Nazionale ha introdotto i ticket sulla diagnostica e le visite specialistiche;
mentre la Regione Campania, anche sulla base del nuovo patto per la salute, ha
introdotto il ticket sui farmaci e un automatico ulteriore aumento dell’IRPEF
regionale che colpisce, in uguale misura
percentuale 1,4, tutte le fasce di reddito. Gli effetti positivi in busta paga
dell’intervento fiscale combinato su aliquote, detrazioni e assegni familiari,
previsti dalla Finanziaria, vengono cosi significativamente ridotti se non
annullati a secondo dei casi. I tagli indiscriminati alla spesa per
ridurre il deficit sanitario in Campania ( oltre il 5% nel 2006 ) stanno
comportando una riduzione delle prestazioni. Questi
tagli, insieme ai ticket, favoriscono le privatizzazioni e le lobbies private
della sanità. Bisogna intervenire, invece, sugli
sprechi, le inefficienze, il clientelismo, definendo un piano straordinario di
riorganizzazione e riqualificazione socio – sanitaria del sistema campano. Da anni i metalmeccanici, ad esempio,
rivendicano il finanziamento di un piano di monitoraggio sanitario per
gli esposti all’amianto e gli investimenti necessari per adeguare e
qualificare i servizi di prevenzione e intervento delle ASL per la salute e la
sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Governo Nazionale e la Regione Campania devono
revocare i provvedimenti sui ticket sanitari. Vanno definiti interventi di rientro, graduato per
fasce di reddito, dell’imposizione fiscale aggiuntiva regionale legata alla
sanità. Per queste ragioni e su questi obiettivi,
la FIOM proporrà all’attivo Regionale Cgil dei quadri dei delegati del 23
Febbraio una PIATTAFORMA SINDACALE PER LA VERTENZA SANITA’ IN CAMPANIA, da
sostenere con uno SCIOPERO GENERALE REGIONALE DI TUTTE LE CATEGORIE.
SEGRETERIE PROVINCIALI FIOM ESUCUTIVO
REGIONALE FIOM
AVELLINO – BENEVENTO –CASERTA
NAPOLI – SALERNO Napoli,14 Febbraio 2007 DALLA
CRISI DEL POLO ELETTRONICO
AL
RILANCIO TECNOLOGICO E INDUSTRIALE NELLA
PROVINCIA DI CASERTA Mercoledì 13 Dicembre 2006
ore 9,30 c/o
Aula Consiliare della Provincia - Caserta Presiede
Maurizio Mascoli
( Segr. Generale Fiom Campania ) Introduce
Michele Colamonici
( Segr. Generale Cgil Caserta ) Relazione Raffaele Moretti ( Segr. Generale Fiom Caserta ) Intervengono
: Dott. Franco Capobianco
( Ass. Attività Produttive – Provincia di Caserta )
Andrea Cozzolino
( Ass.Attività Produttive – Regione Campania )
On. Alfonso Gianni
( Sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico)
Renzo Polesel
( Unione Industriali Caserta )
Salvatore
De Blasio
( Presidente Confapi Caserta ) Raffaele Lieto ( Segreteria Regionale Cgil ) Conclude : Gianni Rinaldini ( Segr. Generale Fiom Nazionale ) LA SALUTE, LA SICUREZZA, L’AMBIENTE DI LAVORO NELLA
CONTRATTAZIONE SINDACALE La sicurezza e la salute sono elementi fondamentali
per garantire la dignità sul lavoro. Ogni giorno nel mondo una media di 6500
tra uomini, donne e bambini perdono la vita a causa di incidenti o di
malattie legate al lavoro. I morti per infortuni sono oltre 350.000 l’anno e i
morti per malattie correlati al lavoro oltre 2 milioni. Nell’Unione europea circa 130.000
persone muoiono ogni anno a seguito
di un infortunio o di una malattia di origine professionale. In Europa si
stima che le cause
per malattia per esposizione a
sostanze pericolose causano un numero di decessi
quattro volte maggiore
rispetto agli infortuni. In Italia i dati ufficiali, sottostimati perché non
considerano gli oltre 200.000 infortuni connessi al lavoro nero,
né quelli non denunciati a causa della ricattabilità di lavoratrici e
lavoratori, ci dicono che i soli infortuni sono stati nel 2005 circa 940.000 di
cui 1280 mortali, con una crescita tra
le donne e un tasso infortunistico altissimo per i lavoratori immigrati e quelli
precari. In Campania dove il lavoro nero è illegale,
si calcola intorno al 30% – i
morti denunciati
per infortunio sul lavoro nel 2005 sono stati 82. Oggi noi vogliamo discutere di
questa drammaticità, anche se ormai da qualche mese tutte le
televisioni, tutti i giornali del mondo parlano di Napoli e della Campania, dei
suoi problemi inerenti la criminalità organizzata , a volte ne parlano anche in
modo grossolano, offensivo per Napoli e la Campania. La
nostra discussione sembra un tema lontano, invece è un tema molto attinente a
questi problemi, si potrebbe dire è la faccia della stessa medaglia. Noi
stamane vogliamo parlare di legalità, di qualità del lavoro, di qualità dello
sviluppo. Un tema fondamentale per battere la criminalità, per dare una
risposta democratica e di civiltà che vada oltre la giusta repressione Più volte il Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, è intervenuto con
parole durissime su questo tema, ricordo le parole
dette dopo la tragedia di
Montesano, in provincia di Salerno, nel mese di luglio
dopo la crudele morte delle due lavoratrici
della fabbrica di materassi, una delle quali di soli 15 anni con
l’appello a mettere fine alla
lunga catena di incidenti mortali sui luoghi di lavoro. Il Presidente ha usato aggettivi forti.
“Inaccettabile situazione”, e aveva richiesto un “rigoroso accertamento
delle violazioni e una ferma azione nei
confronti degli organi di vigilanza” !!. Purtroppo, dopo il suo intervento, altri morti sul
lavoro vi sono stati, nei cantieri edili, ma anche in alcune fabbriche storiche
dell’apparato produttivo napoletano, come alla Magnaghi
e all’Avis di Castellammare di Stabia che hanno allargato il fenomeno
anche in aziende dove prima non si erano verificati incidenti di questa gravità. C’è
bisogno di una riflessione seria, di produrre fatti concreti. La
situazione è più grave
di altre parti del Paese. Infatti
in Italia i morti sul lavoro sono tantissimi ma vi è stata una leggera
diminuzione dai 1449 del 2003 ai 1328 del 2004 al 128 0 del 2005. In
Campania invece siamo in controtendenza. Nel 2003 72, nel 2004 75, nel 2005 82
di quelli denunciati. Per gli infortuni non mortali di quelli denunciati
siamo in leggera discesa da 34891 a 34523 a 33233. Insisto
di quelli denunciati perché come sappiamo tutti
moltissimi non vengono denunciati perché al nero o vengono pagati come
malattia con certificati dei medici curanti, che sono aumentati paurosamente. Ho ricordato velocemente questi dati perché oggi di
fronte a quello che sta succedendo a Napoli, c’è il pericolo sempre in
agguato del polverone che ci fa perdere di vista i problemi del lavoro. Siamo
abituati a fasi di grande emotività quando succede l’infortunio mortale e poi
ritorna tutto come prima. Questo non deve succedere. Vogliamo cogliere tutte le
occasioni perché per noi la sicurezza del lavoro è una priorità che dovra’
vivere in tutte le piattaforme e su tutti i tavoli. Per questo riteniamo che la
cabina di regia, creata a Palazzo Chigi sullo sviluppo a Napoli e in Campania,
è un’occasione preziosa per affrontare i problemi della sicurezza a
rendere operative le parole di Giorgio Napolitano che non possono e non devono
restare parole di circostanza, perché non lo sono state. Conosciamo bene l’impegno appassionato da parecchi
anni del Presidente Giorgio Napolitano per Napoli e la Campania e siamo sicuri
che il suo impegno continuerà fino al conseguimento di obiettivi concreti. Il Presidente della Camera Bertinotti ha detto,
parlando della situazione napoletana,” ci vorrebbe di nuovo l’Italsider di Bagnoli” . Non so se si riferiva
alla produzione dell’acciaio, ma credo che volesse dire che a Napoli c’è
bisogno di rimettere al centro la
cultura del lavoro, del lavoro
produttivo, ci vorrebbero di nuovo i lavoratori al centro dell’iniziativa per
dare un punto di riferimento forte alla città e farla uscire da una sorta di
sbandamento che la sta attraversando. E’ un’esigenza forte che sentiamo anche noi e che
le parole del Presidente della Camera ci aiutano ad esplicitare. E’ vero che l’Italsider non c’è più ma ci
sono ancora, migliaia di lavoratori, organizzati in grandi e
piccole aziende, che se ascoltati, sono pronti a fare la loro parte, come
sempre, per rimettere sul binario giusto l’iniziativa, con la loro esperienza
e la loro forza, con le loro Organizzazioni sindacali che tanto hanno dato per
la crescita di Napoli. Lasciamo stare le querele ai giornali. Si faccia come facemmo noi all’Alfa Sud a metà
degli anni ’70 quando tutti i giorni ci attaccavano sui giornali, il primo dei
quali era proprio Giorgio Bocca sull’Espresso e su Repubblica, ci chiamavano
fannulloni, sfaticati, dicevano che era stato un errore costruire quella
fabbrica e che non c’era speranza. Bisognava chiudere e anche allora ci
dicevano che era una battaglia
persa. La risposta è stata che ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo lavorato
sodo, sfidando terrorismo e criminalità ed oggi quella fabbrica
è ancora lì a Pomigliano che produce e da lavoro e centinaia di
migliaia di giovani. E’ da questi giovani lavoratori che dobbiamo
ripartire, dando però a questi giovani qualità del lavoro, certezza e
sicurezza, contro ogni forma di precarietà. Giovani che devono essere di
esempio ad altri giovani che hanno scelto strade sbagliate senza futuro. Credo
che dobbiamo partire da fatti concreti, non c’è bisogno di grandi invenzioni
e il Governo con la Finanziaria in questi giorni
si sta movendo sulla strada giusta. Alcune cose come i DURC ( documento
unico di regolarità contributiva) o
come l’assunzione il giorno prima di prendere lavoro e alcune
altre iniziative del
ministro Damiano sono positive,
anche se c’è però ancora molto da fare. In Campania sui
problemi della sicurezza nei luoghi di lavoro
continua ad esserci molta confusione.
E’ necessario e urgente
chiarire il quadro istituzionale e normativo regionale, cosa che finora non
siamo mai riusciti a fare, nonostante numerose richieste da parte nostra
per la crisi drammatica della sanita’
campania che non ha mai permesso una discussione seria, specifica,
profonda, ordinata sui problemi della sicurezza nei luoghi di lavoro. Oggi dopo
il Patto Governo-Regione sulla Sanità può darsi che
vi siano le condizioni finalmente per poter affrontare con relativa
tranquillità questi temi. Secondo le regole normative, l’ordine di vigilanza
è individuato nei servizi ispettivi del dipartimento di prevenzione delle ASL,
ma in queste strutture mancano spesso mezzi e strumenti per poter intervenire
perché sono sempre e comunque castigati dalla difficoltà più generale della
sanità. Inoltre i servizi ispettivi sono duplicati e non si
tiene conto della unicità del momento preventivo. Penso che sia giunto il
momento che anche per la sicurezza sul lavoro si faccia un discorso di risorse
autonome, una percentuale di risorse che non va confuso con altro. L’impressione è che vi sono
delle risorse che molto spesso invece di essere utilizzate per la
sicurezza sul lavoro vengono impiegate per altri scopi. Il Comitato regionale dobbiamo fare in modo che
funzioni, anche come luogo di coordinamento e indirizzo tra tutti gli organi
interessati alla sicurezza come ha segnalato
la Commissione di inchiesta del Senato nelle sue conclusioni sulla
situazione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Le commissioni territoriali
previste dalla legge non sono state mai create e sarebbero molto utili. Il 60%
dei morti sul lavoro avvengono in piccole e piccolissime imprese. Sarebbero
anche utili osservatori dei comuni sulla sicurezza sul lavoro come è stato
creato al Comune di Pomigliano d’Arco. In altre regioni come Emilia, Toscana e Veneto, oltre
gli strumenti previsti, sono stati creati i SIRS, sportelli a disposizione delle
RLS che si stanno rilevando molto utili. Ecco un’altra proposta concreta che
noi vogliamo che sia realizzata. Poi vi è il capitolo ispettori del lavoro che in
Campania sono pochissimi e dove il concorso per portare 100 ispettori in
Campania a quanto ci risulta è ancora bloccato. In più c’è la necessità di
un rilancio e di un maggiore
coinvolgimento di Medicina del Lavoro. Per quanto ci riguarda noi vogliamo fare la nostra
parte fino in fondo e affrontare tutti i problemi che riguardano il sindacato.Si
devono eleggere i delegati alla sicurezza in tutte le aziende e nei territori,
nei distretti industriali, nei consorzi di piccolissime aziende di nuove
industrializzazioni ( TARI’) I rappresentanti alla sicurezza territoriale sono
fatti importantissimi. E’ stato dimostrato che dove è stato eletto, gli
infortuni calano in modo evidente.
Ritardo, sottovalutazione dei problemi ci sono, c’ è bisogno di un aggiustamento del modo di lavorare
nostro e di un rilancio della nostra iniziativa e di quella confederale. Prendiamo il Piano Regionale Amianto – legge
regionale approvata diversi anni
fa, nel 2001. Una delle migliori leggi regionali sull’amianto approvati in
Italia. Ma non viene applicata , eppure le iniziative con i lavoratori le
abbiamo fatte ed anche iniziative con i capi gruppo regionali, le forze
politiche e con l’Assessore
Montemarano, ma non ci risulta che vi siano passi in avanti. Anzi abbiamo l’impressione che su questi temi vi sia un certo arretramento. Il tema è complesso ed io stamane non voglio
appesantire troppo la relazione. Ma non dobbiamo dimenticare che nella nostra
regione, sono tante le aziende in cui i lavoratori hanno operato e manipolato
l’amianto. Questa è una fibra che ha un lungo processo di incubazione prima
di esplodere, 15 – 20 – 25 anni. E sono già tanti i malati, i loro
familiari che hanno bisogno di assistenza; consistenti sono i ritardi nel far
partire le opere di bonifica dei siti dismessi e di altri manufatti. Anche per questo ci siamo impegnati con la raccolta
di firme nazionali che abbiamo inviato al Senato. Napoli è stata la città
che ha raccolto più firme in Italia,
1644, perche’ il disegno di legge presentato al Senato da 52 senatori
primo firmatario Casson, venga discusso e approvato al più presto. Un disegno di legge al cui interno vi sono le
proposte scaturite nella Conferenza nazionale sull’amianto che noi discutemmo
in una iniziativa preparatoria con
Pizzinato precisamente 2 anni fa il 10 novembre 2004. Ma non è l’unica cosa a livello legislativo. C’è
da approvare il testo unico che Berlusconi fu costretto a ritirare grazie
all’iniziativa congiunta di sindacati e Regione. Un testo unico di cui si
parla da molti anni e che sembra finalmente con questo nuovo Governo poter
arrivare in porto. L’intenzione di Berlusconi era di indebolire la 626
e i poteri dei lavoratori, di depenalizzare. Anche se poi c’ è stato
l’indulto anche per i reati legati al lavoro, su cui la Cgil si è opposta
inutilmente. Noi dobbiamo cogliere l’occasione del testo unico per snellire le
leggi, rafforzare il coordinamento dei vari soggetti addetti alla sicurezza,
rafforzare il potere delle RLS. Non dobbiamo dimenticare che la 626 è del
’94. Sono passati ben 13 anni e quindi vanno introdotti alcuni correttivi che
rafforzano l’intervento dei lavoratori , fanno chiarezza sugli organi preposti
alla vigilanza, e dia maggiore certezza applicativa. Inoltre vi è una nuova strategia europea per il
periodo 2007-2012 di questa
strategia oltre all’inventario delle risorse pubbliche, vi sono al centro i nuovi rischi del lavoro e due rischi di
grande rilevanza muscoli-scheletrici e le sostanze chimiche. Di non meno importanza vi sono due leggi regionali in
discussione in queste settimane sul lavoro e formazione e appalti che vanno
nella direzione da noi auspicata di una migliore qualità del lavoro. Grazie ad un lavoro paziente di concertazione tra le
parti fatta dagli assessori competenti, un lavoro che va valorizzato e seguito
con attenzione fino all’approvazione delle stesse anche
perché sono leggi a cui abbiamo contribuito come Fiom-Cgil con proposte
che sono state accolte che riguardano i problemi che stiamo discutendo in modo
particolare sicurezza, formazione e misure per la prevenzione delle crisi
occupazionali. Come vedete le
cose che bollono in pentola sono molte.Si tratta di rimettere in moto uno
straordinario impegno di tutte le strutture sindacali. E a partire da questo che la Fiom
intende promuovere una
estesa e convinta ripresa della iniziativa sindacale, una svolta, un cambio di
passo deciso in tutti i luoghi di lavoro aiutando il lavoro che tante RLS già
stanno svolgendo con grandi difficoltà nei luoghi di lavoro dove emerge con
chiarezza che i processi scientifici e tecnologici non si traducono affatto
automaticamente in un miglioramento delle condizioni di lavoro, anzi è il
contrario perché le aziende tendono sempre di più a tagliare sui costi a
scapito delle condizioni di lavoro. Così aumenta paurosamente quello che si
potrebbe fare a monte con la prevenzione e la situazione reale.
Dobbiamo abbattere questa distanza. Abbiamo bisogno di una rinnovata
partecipazione attiva di tutti i lavoratori, uno straordinario impegno di tutte
le strutture sindacali e fare della sicurezza del lavoro non un fatto
episodico ma centrale all’iniziativa sindacale a cominciare dalle RSU
– RLS per ricollocare al centro come parte organica la contrattazione sui
problemi della sicurezza. Si possono fare le migliori leggi, le migliori norme(
e quelle italiane non sono le peggiori, le abbiamo conquistate noi con la nostra
lotta) ma se non riprendiamo la contrattazione, se non mettiamo in moto la
spinta dal basso per migliorare le condizioni di lavoro, non riusciremo mai ad
invertire la situazione e nemmeno a far applicare le leggi come l’esperienza
di questi anni ci dimostra. Noi dobbiamo ricordarci che
le leggi sono diritti minimi che vanni rispettati ma poi ci sono accordi,
contratti che possono andare, devono andare oltre le leggi, devono tendere a
migliorare le stesse leggi, le leggi aiutano, devono essere fatte rispettare, ma
non possono prevedere tutto. Poi c’è la contrattazione, il conflitto, la
partecipazione reale per poter andare sempre più avanti. Dobbiamo riuscire a rompere una sorta di prigione che
ci è stata messa addosso in questi anni tremendi che c i hanno fatto credere
che non esiste più la possibilità del cambiamento, non esiste più la fatica
nel mentre altre malattie, altri problemi nuovi e forse più gravi si
sono creati. Ci avviamo al rinnovo del contratto nazionale anche
nella parte normativa. Questa è per noi l’occasione principale per rafforzare
il ruolo delle RLS richiedere
maggiore agibilità in assemblee retribuite, approfondire insieme alle RSU, alle
RLS e ai lavoratori altre
proposte da fare. Ma anche la contrattazione di gruppo e settore può
essere utile perché è specifico di quel tipo di lavoro, come abbiamo fatto
alla Sirti e in siderurgia. 60.000 lavoratori in tutta Italia hanno scioperato
per ripristinare il diritto alla
sicurezza a Taranto. e in altre aziende siderurgiche in tutta Italia. Lo
sciopero ha visto la partecipazione dei lavoratori siderurgici ma anche i
lavoratori degli appalti. Questa è una novità importante. Come scioperi ed iniziative stiamo mettendo in moto a
Napoli ed in Campania. C’è poi la contrattazione di 2° livello. E’
stato fatto un calcolo in Cgil su oltre 4600 accordi solo 717 affrontano i
problemi dell’organizzazione del lavoro e solo il 15% contengono problemi
inerenti la sicurezza. Troppo pochi, bisogna aumentarli e di molto. Più della
metà, invece, si occupa di salario e ovviamente tutti sappiamo che il problema
salariale esiste, ma questi dati ci indicano uno spostamento di assi che troppo
poco interviene sui problemi della sicurezza e degli orari di lavoro che è il
vero scontro oggi in atto con la Confindustria e il padronato. Noi dobbiamo
riprendere il governo degli orari di lavoro, il controllo degli straordinari.
Bene ha fatto il Governo italiano ieri a Bruxelles ad opporsi alla proposta
inglese di superare 48 ore settimanali. Già il 14% dei lavoratori europei hanno
degli orari pesanti che superano le 48 ore settimanali Vi è poi la contrattazione sul territorio per
filiere produttive che bisogna incrementare. Le aziende molto spesso decentrano
le produzioni più pericolose. Da qui la necessità che dobbiamo rafforzare la
presenza sul territorio, stare più vicino ai luoghi di lavoro. Non dobbiamo dimenticarci che questa esigenza di un
rilancio della contrattazione sui luoghi di lavoro è imposta anche da un
aggravamento delle situazioni in ordine all’aumento dei fattori di rischio,
all’introduzione dei tempi di lavoro più spinti come il TMC2 ad una
deregolazione strisciante verso l’aumento del lavoro precario, all’aumento
di un allarmante fenomeno di disconoscimento e sottodenuncia delle malattie
causate dal lavoro e di quelle ad esse correlate di cui alcune non ancora
gabellate, dal fatto che comincia ad aumentare l’assenteismo in alcune
importanti aziende. Qui sono evidenti i limiti ma anche i problemi che
vanno aggiustati quando si pretende che sia il datore di lavoro che deve
denunciare all’INAIL la malattia causata dal lavoro nella sua azienda. C’è
bisogno di un maggior lavoro di squadra. Una più stretta collaborazione con il Patronato, con
l’Inca un lavoro che già stiamo facendo e che deve portare sempre più ad un
riconoscimento del ruolo del delegato ai problemi sociali. Un delegato che deve
essere fortemente legato alla realtà aziendale e al Patronato e che ha bisogno
anche lui di essere seguito ed attrezzato per poter svolgere sempre meglio il
suo lavoro. Qui è evidente che si tratta di riflettere sulla
nostra rappresentanza sindacale interna alla fabbrica per approfondire il suo
ruolo rispetto ai cambiamenti avvenuti in questi anni. Una riflessione sul ruolo
di ciascuna figura di rappresentanza, che
permetta una migliore funzionalità, un rapporto più stretto con i lavoratori,
un aumento della sua conoscenza in una materia in forte evoluzione. Insisto prima di tutto sui temi
della organizzazione del lavoro, degli orari, della precarietà sui nuovi
prodotti che vengono utilizzati per la produzione. Oggi quello che
mi sento di sottolineare e che possiamo correggere
è una sorta di delega da parte delle RSU nei confronti delle RLS anche
se da noi in Fiom abbiamo deciso giustamente che la RLS sia anche RSU. Questa delega ha finito per indebolire il ruolo
contrattuale di tutta la struttura presente in fabbrica, la sua autorevolezza
nei confronti delle aziende. Le aziende da parte loro si sono mosse nel
tentativo di far prevalere un approccio tecnicistico e sottrarre il tema delle
condizioni di salute e sicurezza dal confronto e dal merito della contrattazione
e delle relazioni sindacali. In più non c’è dubbio che la crisi industriale,
pesantissima in questi anni, ha pesato negativamente sullo sviluppo delle
iniziative sindacali e sull’insieme degli aspetti legati all’ambiente di
lavoro. Tutto questo è stato chiaro nella tragedia alla
Magnaghi e all’Avis dove ci siamo
costituiti parte civile, e lo faremo ovunque si verifichino incidenti mortali. Occorrono investimenti per la messa in sicurezza
delle condizioni lavorative e ambientali; piattaforme, vertenze che dobbiamo
aprire in tutti i luoghi di lavoro, ma anche nei territori per coinvolgere le
piccole realtà e l’artigianato. Insomma piattaforme e vertenze che abbiano al centro
una organizzazione del lavoro che sia fondata sull’assoluto rispetto di
tutte le norme, la piena responsabilizzazione delle aziende principali nella
gestione e nelle condizioni di lavoro negli appalti. A chi dice che non ci sono risorse dobbiamo
rispondere che se si hanno meno infortuni si hanno pure le risorse per fare gli
investimenti necessari e
qualificare il lavoro. Il costo della mancata prevenzione nei luoghi di lavoro,
per il sistema paese,è stimato dall’INAIL del 3% del PIL cioè 41,631
miliardi di euro l’anno, pari ad una seconda pesante Finanziaria. Anche nelle aziende in crisi la sicurezza va messa al
primo posto: vi è un problema culturale che in parte è penetrato anche in noi,
prima il lavoro e poi la sicurezza dando una interpretazione limitativa della
626 e a volte non riuscendo ad intervenire nemmeno sulle questioni di degrado e
pericolosità di grande evidenza. Dobbiamo uscire da una situazione difensiva e
ricattatoria e mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità. Più in
generale bisogna uscire da una stretta, da una parte superare la vecchia parola
d’ordine “ la salute non si contratta”, che in verità era “ La salute
non si monetizza” e dall’altra riconquistare coscienza e capacità di
controllo e di conoscenza dell’organizzazione del lavoro e sulle sue
conseguenze che è stata la nostra forza negli anni ’70 ai tempi della FLM.
Non per niente nei prossimi giorni la Fiom porterà avanti la più grande
ricerca sulle condizioni di lavoro mai fatta in Italia con migliaia di
questionari, fatti con scientificità e con la collaborazione di professori
universitari studiosi dei problemi del lavoro. Una ricerca che dovremo fare con
scrupolo e massima serietà. Si tratta di capire bene cosa
è successo nel cuore del processo produttivo in questi anni, e
soprattutto cosa è successo e cosa chiedono i lavoratori, i loro problemi, le
loro aspirazioni nel rapporto giornaliero con il lavoro. Vi è
oggi una nuova presenza di giovani lavoratori scolarizzati pieni di energia
etica e morale che noi dobbiamo appassionare ai problemi del lavoro e che però
da studi fatti si evince che tendono a sottovalutare i rischi di
infortunio e di malattie professionali e non sono spesso preparati ad
affrontarli in modo adeguato dove questi si presentano. Dobbiamo trasmettere a
questi giovani la capacità di spirito critico sui temi dell’organizzazione
del lavoro e dell’ambiente come negli anni migliori della nostra storia. D’altronde se non mettiamo in movimento l’intera
articolazione industriale dalle grandi alle piccole e piccolissime aziende del
territorio nazionale, dal nord al sud, in modo unitario, rischiamo che anche le
esperienze positive che pure ci sono in Italia e a Napoli rischiano di restare
isolate, chiuse in loro stesse e alla lunga risucchiate dal degrado che le
circonda che pesa come un macigno anche dentro le fabbriche. Non facciamoci illusioni. Bisogna ricomporre la
qualità della politica industriale con la qualità del lavoro e la qualità
dell’ambiente esterno, ad esempio: E’ inutile avere all’Alenia di Nola il più
pulito ambiente di lavoro dentro i capannoni e poi fuori intorno al perimetro
aziendale discariche abusive di tutti i tipi di prodotti nocivi di cui i
lavoratori non possono fare a meno di respirare. Anche su questo ci vuole un rapporto tra fabbrica e
territorio rinnovato che si muove nella direzione del risanamento ambientale e
qualità territoriale. Non possiamo assistere inerti a quello che ci
circonda. Dobbiamo reagire. Qui vi è un campo importante: l’abbiamo visto con
l’amianto, un campo di intervento nuovo che dobbiamo saper coltivare, ne
abbiamo le capacità. L’ abbiamo dimostrato in questi anni nell’organizzare
settori delicati di grande impatto ambientale come cdr e depuratori. Si tratta
anche in questi casi di legare fortemente i diritti dei lavoratori con la
salvaguardia ambientale, disinquinamento, rifiuti. Compagni e amici, credo che dobbiamo organizzare
almeno una volta all’anno assemblee come questa per affrontare l’insieme
delle problematiche per uno scambio di esperienze, per verificare da un anno
all’altro cosa abbiamo fatto, quali sono state le difficoltà e cosa fare per
superarle ma anche riunioni territoriali di settori e approfondimenti specifici. Dobbiamo perfezionale l’anagrafe delle RLS. Non è
infatti più sostenibile la situazione che il sindacato non è in grado di dire
chi sono gli RLS gli RLST e quanti
sono attivi nei posti di lavoro. Dobbiamo avere scambi di esperienze anche con le
altre categorie che su questi temi si stanno impegnando come noi e più di noi.
Antonella nel suo intervento ci dirà il programma molto ambizioso che la
Cgil vuole portare avanti in Campania. Grande attenzione va posta alla formazione. Dobbiamo
sapere che gran parte della formazione proposta dalle aziende è di scarsa
qualità, con contenuti deformati, tecnicismi esasperati, separatezza. La
formazione invece, per quanto ci riguarda, deve dare gli elementi necessari alle
RLS per migliorare le condizioni di lavoro. Questo è un punto delicato dove vanno chiarite le
responsabilità a chi spetta fare formazione. Noi intanto
dobbiamo fare uno sforzo eccezionale, un grande programma formativo di tutte le
nostre RLS che parte dal nostro
punto di osservazione e dare informazione continua alle RLS. Per questo pensiamo
ad un abbonamento per tutte le RLS della rivista 2087 che è la rivista
specializzata di informazione sui temi della sicurezza. Nel mentre continuiamo seminari e corsi di formazione
come quello che faremo nei prossimi giorni a Salerno. Non partiamo da zero. Ricostruire la memoria storica
su questi temi è per noi
importante per ricreare il clima giusto,
per far nascere e crescere l’iniziativa ,ci sono tanti tecnici, tanti
giovani esperti, tanti operatori del settore, professionisti disponibili a darci
una mano come hanno fatto Massimo Menegozzo, Pasquale Patriciello e Angelo
Cutolo e tanti altri che per tanti anni hanno aiutato
tanti di noi a batterci per dignità del lavoro e a
lottare per migliorare le condizioni di lavoro. A loro e agli altri nostri ospiti va il nostro
ringraziamento. Napoli, 10 novembre 2006
Dichiarazione di Maurizio Mascoli, Segretario Generale Fiom Campania, sul rinnovo delle RSU all'Alfa di Pomigliano d'Arco
La Fiom si conferma come primo sindacato nelle elzioni delle RSU all'Alfa di Pomigliano d'Arco. E' il più votato tra gli operai di Fiat Auto e vince alla Marelli ed alla TNT. Da questo voto emerge il riconoscimento dei lavoratori per la coerenza dell'iniziativa della Fiom per la democrazia e per il rilancio della contrattazione aziendale.
Rinnovo
RSU Marelli Sistemi Sospensioni Pomigliano anno 2006
Prospetto precedenti elezioni del 2003
Rinnovo RSU TNT Pomigliano anno 2006
Propsetto elezioni precedenti del 2003
Elezioni
RSU Fiat auto con raffronto 2006/2003 (i dati relativi al 2003 sono in
parentesi)
Abbiamo messo a confronto questo voto con quello del 2003, conteggiando i voti complessivi registrati nelle tre aziende (Marelli, TNT e Fiat) e vediamo che la Fiom resta comunque il primo sindacato, con un lieve decremento dello 0.22%.
SALVIAMO
LA COSTITUZIONE NATA
DALLA RESISTENZA Giovedì
22 giugno 2006 ore 9,30 Presso
il salone G. Federico – Cgil Regionale Via
Torino, 16 -
Napoli ATTIVO
REGIONALE FIOM
Introduce: Maurizio
Mascoli (Segretario Generale Fiom Campania) Partecipano
ed intervengono: Senatore
Massimo Villone Francesco
D’Agostino (Segreteria Regionale Cgil)
Conclude: Giorgio
Cremaschi (Segretario Nazionale Fiom) CONTRO
LA DEVOLUTION,
DIRITTI SOCIALI E CONTRATTUALI UGUALI PER TUTTI
PER
LA PIENA ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE, CON IL RICONOSCIMENTO DELLA DIGNITA’
DEL LAVORO CONTRO OGNI PRECARIETA’
APPELLO
DI FIM-FIOM-UILM ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI METALMECCANICI DELLA
CAMPANIA PER IL NO AL REFERENDUM
COSTITUZIONALE DEL 25 e 26 GIUGNO Il 25 e
il 26 giugno si andrà a votare per il Referendum confermativo della Riforma
Costituzionale fortemente voluta da Berlusconi e Bossi e approvata nel
Parlamento, prima delle elezioni politiche, dalla maggioranza di Centrodestra. perché la riforma stravolge i
principi costituzionali e l’equilibrio dei poteri democratici tra Parlamento,
Governo e Presidente della Repubblica, imponendo il potere assoluto del Primo
Ministro; rimette in discussione l’indipendenza della Corte Costituzionale;
compromette il ruolo legislativo del Parlamento, modificando la composizione del
Senato.
Le Segreterie Regionali
FIM-FIOM-UILM
della Campania Napoli,13Giugno
2006
SITUAZIONE CRISI IN CAMPANIA AL 30 MARZO 2006
D= DISOCCUPAZIONE; V= VOLONTARIA; R= ROTAZIONE
Comunicato
sindacale Iniziative di lotta e scioperi in molte aziende metalmeccaniche della regione scandiscono negli ultimi giorni nuovi processi di crisi e ristrutturazione industriale in Campania. Alla Bitron di Avellino oltre 20 giorni di sciopero ad oltranza con presidio permanente e manifestazione provinciale il 1° maggio innanzi ai cancelli della fabbrica hanno determinato la revoca della procedura di licenziamento di 50 lavoratori, con l’apertura di un tavolo istituzionale con Regione, Provincia, Azienda per una soluzione industriale. Dopo la manifestazione che ieri si è tenuta presso la Unione Industriali di Benevento, continua lo sciopero dei lavoratori della Imeva-Galvacenter a sostegno della vertenza esternalizzazione. In sciopero da tre giorni i lavoratori della Valeo-Cablauto di Avellino con presidio e blocchi delle merci contro la decisione aziendale di arrivare alla chiusura dello stabilimento; nel corso dello sciopero si sono verificate gravi provocazioni ed un lavoratore è stato investito dall’auto di un dirigente aziendale. Stamattina assemblea generale dei lavoratori della Getronics di Napoli che hanno programmato 4 ore di sciopero con manifestazione alla sede RAI per la prossima settimana. In sciopero anche i lavoratori della ex Flextronics di Avellino contro la richiesta di CIGS e la dichiarazione di 40 esuberi. Dichiara
Maurizio Mascoli Segretario generale della Fiom Campania: “ Il conflitto
sociale che si manifesta in molte vertenze aziendali testimonia che ci troviamo
di fronte ad un ulteriore precipitare della crisi industriale in Campania. Dai
dati in nostro possesso nella nostra regione sono interessate a crisi e
ristrutturazione industriale 85 aziende metalmeccaniche,
dove lavorano oltre 11.000 lavoratori, dei quali oltre 6.500 sono già
coinvolti nel ricorso alla CIG e alla mobilità. E’
necessario, pertanto, predisporre nuovi strumenti di intervento pubblico per
determinare soluzioni industriali e garantire l’occupazione. Questi problemi non possono essere più affrontati caso per caso.”
Dati del referendum in uscita CCNL 2006 Province della Campania.
Napoli, 21 febbraio 2006 Dichiarazione di Maurizio Mascoli Segretario Generale Fiom Campania sul referendum per il Contratto dei Metalmeccanici. “E’ stata una prova difficile ma riuscita di democrazia anche per i metalmeccanici della Campania. Il contratto ottiene il 68% di sì tra i metalmeccanici della Campania. Massiccia è stata la partecipazione in Campania al referendum sull'ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro dei Metalmeccanici. Circa il 70% dei lavoratori interessato si è recato alle urne aperte in tutte le aziende della Regione. Prevalgono i sì con oltre il 68% dei voti. Prevale il sì in molte medie e grandi aziende della Regione. Ora, nel valutare positivamente il risultato del referendum, bisognerà riflettere sui motivi del no che si è espresso nel voto e sulla concentrazione tra gli operai, in particolare i giovani, inquadrati ai livelli professionali e salariali più bassi. Napoli, 20 febbraio 2006 Le segreterie Fim Fiom Uilm Campania Dichiarazione di Massimo Brancato Segretario Generale della Fiom-Cgil di Napoli sulle ultime vicende alla Fiat Auto di Pomigliano. Dichiarazione
di Maurizio Mascoli Segretario Generale Fiom Campania sull'aggressione dello Slai
Cobas all'assemblea di Fiat Auto di Pomigliano Martedì 26 luglio 2005, ore 10.00, sala "G. Federico" Cgil di Napoli via Torino 16, Tavola rotonda dal titolo "E' possibile la ripresa con slari bassi?", promossa dalla Fiom di Napoli nell'ambito della vertenza per il rinnovo del contratto Nazionale. La trattativa per il rinnovo del biennio salariale del Contratto dei lavoratori metalmeccanici attraversa una fase di stallo: le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e uilm hanno richiesto 130 euro di aumento, mentre la Federmeccanica è ferma all'offerta di 60. Tale offerta potrebbe aumentare (ma non è dato sapere quanto) in cambio di un accordo che renda immediatamente disponibile per le aziende, senza contrattare con le RSU, l'orario di lavoro settimanale. Dietro le ragioni del blocco della trattativa emergono questioni più generali che la Fiom napoletana intende approfondire con la tavola rotonda in programma martedì 26 luglio 2005, alle ore 10.00 presso la sala "G. Federico" della Cgil di Napoli, in via Torino 16. La domanda che animerà - coordinato dal segretario generale della Fiom di Napoli, Massimo Brancato - trai professori Emilio Esposito, della Facoltà di Ingegneria, e Ugo Marani, della Facoltà di Economia, dell'Università Federico II di Napoli e il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, sarà: "E' possibile la ripresa con salari bassi?" e rappresenterà la provocazione per discutere di dinamiche salariali - caratterizzate da moderazione in un epoca di bassa inflazione - domanda interna - segnata da una lunga fase di stagnazione - e competitività - intesa come necessità di ricostruire il patrimonio di tecnologie e di saperi delle nostre imprese contro la logica esclusiva della riduzione dei costi. Napoli, 25 luglio 2006 La Segreteria Fiom di Napoli
Comunicato delle Segreterie di Fim, Fiom, Uilm di Caserta sullo sciopero di quattro ore per il rinnovo del biennio salariale del CCNL. Contro la posizione assunta da Federmeccanica sul rinnovo del biennio economico del CCNL dei metalmeccanici, Fim Fiom Uilm Nazionali hanno proclamato un ulteriore pacchetto di ore di sciopero. Fim Fiom Uilm della Provincia di Caserta, conformemente a quanto deliberato, indicono per venerdì 22 luglio 2005 quattro ore di sciopero, secondo le modalità che saranno definite e comunicate dalle RSU di fabbrica. Caserta, 20 luglio 2005 Le Segreterie Fim Fiom Uilm di Caserta
Piena riuscita dello sciopero di quattro ore per il rinnovo del biennio salariale del CCNL a Benevento e Avellino. Piena riuscita dello sciopero di quattro ore per il rinnovo del biennio salariale del CCNL a Benevento e Avellino. Anche nelle aree interne della nostra Regione continua la mobilitazione dei lavoratori metalmeccanici per il rinnovo del biennio salariale del CCNL. Quattro ore di sciopero sono state effettuate in tutte le aziende metalmeccaniche della Provincia di Benevento venerdì 15 luglio; mentre lo sciopero, sempre di quattro ore, ha interessato la Provincia di Avellino lunedì 17 luglio. Le adesioni allo sciopero sono state molto elevate in tutte le aziende delle due province, in particolare ad Avellino, con punte del 90 per cento alla Denso e alla Irisbus (ex Iveco). Questa settimana lo sciopero, sempre di quattro ore, sarà articolato nelle fabbriche della Provincia di Napoli. Napoli, 19 luglio 2005 La Segreteria Regionale Fiom
Comunicato delle Segreterie di Fim Fiom Uilm della Provincia di Napoli sullo sciopero di 4 ore per il rinnovo del Contratto Le Segreterie di Fim, Fiom, Uilm della Provincia di Napoli, hanno valutato, in coerenza con la discussione degli esecutivi unitari del 13 luglio u.s., di invitare tutte le R.S.U. delle aziende del territorio a programmare ed effettuare quattro ore di sciopero entro venerdì 22 luglio 2005, con le modalità che riterranno più opportune. Tale decisione vuole essere la risposta forte, democratica e unitaria alla provocatoria proposta di Federmeccanica che continua ad essere ancorata a 60 (sessanta!!!) euro, con la possibilità di un incremento degli stessi solo a fronte di un accordo che conceda alle aziende di disporre unilateralmente dell'orario di lavoro. Negando, inoltre, un confronto su tutti i punti della nostra piattaforma. PER USCIRE DALLO "STALLO" IN CUI FEDERMECCANICA HA FATTO PRECIPITARE LA TRATTATIVA ADERIAMO TUTTI ALLO SCIOPERO Napoli, 18 luglio 2005 Le Segreterie di Fim Fiom Uilm della Provincia di Napoli
Ordine del giorno approvato dal Direttivo Regionale Fiom Campania del 7 luglio 2005
Il Direttivo Regionale della Fiom Campania fa proprio il documento sulla vertenza per il rinnovo del biennio salariale del CCNL approvato dal Comitato Centrale nella riunione del primo luglio u.s.
Approvato all'unanimità. Napoli, 7 luglio 2005
LE INIZIATIVE IN CAMPANIA PER LO SCIOPERO NAZIONALE DEI METALMECCANICI DEL 15 APRILE NAPOLI
·
LUNEDI 11
APRILE ATTIVO PROVINCIALE UNITARIO DEI DELEGATI
C/O SALONE CGIL NAPOLI ·
15 APRILE MANIFESTAZIONE PROVINCIALE A NAPOLI PIAZZA DEI MARTIRI C/O
L’UNIONE INDUSTRIALI DI NAPOLI CASERTA
·
15 APRILE MANIFESTAZIONE PROVINCIALE A CASERTA – VIA ROMA C/O UNIONE
INDUSTRIALI DI CASERTA SALERNO
·
13 APRILE ATTIVO PROVINCIALE UNITARIO DEI DELEGATI C/O CENTRO SOCIALE
SALERNO AVELLINO ·
13 APRILE ATTIVO PROVINCIALE UNITARIO DEI DELEGATI C/O CENTRO SOCIALE
AVELLINO BENEVENTO ·
12 APRILE ATTIVO PROVINCIALE UNITARIO DEI DELEGATI C/O SALONE CGIL
BENEVENTO
La Segreteria Regionale
Fiom Campania
Napoli,
08/4/2005
Federazione
Impiegati Operai Metalmeccanici Regionale Campania
DICHIARAZIONE
DI MAURIZIO MASCOLI (
Segretario Generale Fiom Campania) I lavoratori dell’Alfa hanno
compreso che, nel quadro generale della crisi della Fiat, è a rischio il futuro
di Pomigliano d’Arco. Lo dimostra la piena riuscita dello
sciopero di oggi all’Alfa, ma anche nelle aziende collegate e dell’indotto. Ma in discussione sono le
prospettive dell’intero polo industriale, dopo l’Alenia, anche il futuro
dell’avio per il progetto di
smantellamento delle attività di ricerca e progettazione
contro il quale hanno scioperato sempre oggi per 4 ore i lavoratori dello
stabilimento pomiglianese. E’ necessario che intervengano il
Governo e la Regione Campania. Sarebbe utile che nella campagna di
ascolto del Presidente Bassolino vi sia una tappa sul tema della crisi
industriale con il sindacato e i
delegati metalmeccanici delle fabbriche della regione. Napoli, 25 febbraio 2005
FIOM
– CGIL REGIONALE CAMPANIA DICHIARAZIONE
DI MAURIZIO MASCOLI
(
Segretario Generale Fiom Campania)
“ I metalmeccanici della Campania hanno approvato
con circa il 90% dei voti
a favore la piattaforma unitaria per il rinnovo del biennio salariale del
Contratto Nazionale di Lavoro. E’ stata una grande prova di partecipazione
democratica con oltre 300 assemblee, che si sono svolte nelle aziende
metalmeccaniche della regione, e circa il 75%
dei lavoratori che hanno votato nel
referendum sulla piattaforma. Con il consenso ed il sostegno avuto dai lavoratori
nel referendum, andiamo più forti al negoziato con Federmeccanica per affermare
il valore del contratto nazionale per il Mezzogiorno” Napoli, 21 febbraio 2005
FIM – CISL
/ FIOM – CGIL
/ UILM - UIL COMUNICATO
SINDACALE
I risultati del referendum
confermano in Campania l’adesione
dei lavoratori metalmeccanici alla proposta di FIM,FIOM e UILM per la
piattaforma unitaria per il rinnovo del
biennio salariale del CCNL. Su un totale di 38654 addetti in168
aziende, hanno votato il dei presenti , pari a 25088.
il 10 % circa pari a 2543
voti. FIM – FIOM - UILM CAMPANIA Napoli,21/02/2005
FIM
– FIOM – UILM – FISMIC CAMPANIA
Le Segreterie Regionali Fim,Fiom , Uilm e Fismic
hanno definito l’articolazione in Campania delle iniziative di lotta a
sostegno della vertenza Nazionale Fiat
: 25 Febbraio
8 ore di sciopero dei lavoratori dell’Alfa di Pomigliano D’Arco,
delle aziende collegate e dell’indotto diretto ( in
C. I. G. dal 7 al 13 Marzo) 11 Marzo 8 ore di sciopero di tutte le altre aziende del
settore auto ( che non sono in C. I. G. dal 7 Marzo al 13 Marzo) Per la manifestazione Nazionale dei
lavoratori Fiat a Roma, Fim – Fiom - Uilm
– Fismic organizzeranno in tutti i territori interessati e da tutte le aziende
del settore auto la partenza di pulman per garantire una massiccia
partecipazione dei lavoratori.
Le
Segreterie Regionali
Fim - Fiom - Uilm - Fismic Campania Napoli,15 Febbraio 2005
DICHIARAZIONE DI MAURIZIO MASCOLI SEGR. GENERALE FIOM CAMPANIA Ora è evidente che la crisi generale della Fiat investe anche l'Alfa di Pomigliano D'Arco. L'annuncio dell'azienda del ricorso a una settimana di cassa integrazione dal 7 al 13 Marzo per tutto lo stabilimento è un campanello d'allarme grave e preoccupante. Così vengono rimessi in discussione gli impegni presi dalla Fiat nell'accordo dell'Aprile 2003 che prevedevano il rilancio dell'Alfa. A distanza di due anni,infatti non vi è stato alcun incremento dei livelli occupazionali e ora arriva la cassa integrazione nell'indotto vi sono oltre 500 posti di lavoro a rischio. Le scelte annunciate dall'aministratore delegato della Fiat Demel di separare le produzioni di Pomigliano dal marchio Alfa e di delocalizzazione dell'indotto nei paesi emergenti mettono in discussione il futuro del settore auto in Campania. La stessa vicenda del Put con Genera Motors determina incertezza sulle prospettive della F.M.A. di Pratole Serra. I lavoratori del gruppo e dell'indotto auto sapranno rispondere alla Fiat anche in Campania con la mobilitazione e le inziative di lotta unitarie con 4 ore di sciopero già decise a livello Nazionale dall'assemblea dei delegati Fiat. Ora, ancora di più e necessario che intervengano il Governo e la Regione Campania. Napoli,08/02/2005 FIM
– CISL
FIOM – CGIL
UILM -UIL
Campania
e Caserta
COMUNICATO
SINDACALE Si
è svolta stamattina a Napoli una manifestazione della IXFIN di Marcianise con
la partecipazione di oltre 500 lavoratori. Il corteo ha raggiunto,dal porto
di Napoli, la sede della Giunta Regionale della Campania, dove una delegazione
sindacale si è incontrata con l’assessore regionale alle attività
produttive dott. Alois. Nell’incontro l’assessore ha
assunto l’impegno, come richiesto dai lavoratori e dal sindacato, di un
intervento ufficiale della Giunta Regionale della Campania nei confronti della
Presidenza del Consiglio, perché sia determinata una soluzione positiva della
vertenza con un intervento pubblico diretto attraverso Sviluppo Italia e la
definizione così di un nuovo assetto societario, che risolva la crisi
finanziaria aziendale e garantisca la continuità produttiva e occupazionale. L’assessore
Alois ha inoltre garantito ha partecipazione all’incontro che si svolgerà
mercoledì 20 Ottobre p.v. presso la Presidenza del Consiglio . Le Segreterie Fim – Fiom - Uilm
di Caserta e della Campania Napoli,
15/10/2004
NOTA
SULLA CRISI INDUSTRIALE DELLA
SEGRETERIA
FIOM CAMPANIA
La situazione industriale, in particolare nel settore metalmeccanico,
ha raggiunto in Campania una eccezionale gravità, interi settori strategici
sono al tracollo, oltre 7000 posti di lavoro sono a rischio. Lo storico polo meridionale dell’industria elettronica a Caserta,
oggi riconvertito dal punto di vista tecnologico alle attività manifatturiere
del settore telecomunicazioni/informatico, corre il rischio di essere
cancellato, travolto dalle crisi finanziarie di gruppi nazionali come Finmek e
Luppi (Ixfin) e dai processi di riorganizzazione e delocalizzazione delle
multinazionali Marconi e Siemens. Cosi anche in provincia di Salerno per Alcatel a Battipaglia, Finmek
(ex Ericsson) a Pagani e Finmatica. A Napoli nel settore della telefonia con la crisi del gruppo IPM e in
tutta la Regione per il comparto delle istallazioni telefoniche, investito
dalle conseguenze della riduzione degli investimenti
e dalla politica dei subappalti operata da Telecom. Insomma dalle istallazioni al manifatturiero, alla produzione Software
l’intero sistema produttivo settoriale è in una crisi strutturale. La decisione di Finmeccanica e Alenia relativa all’assegnazione del
programma Boing 7 e 7 sarà determinante per verificare il rilancio
tecnologico o il declino definitivo del settore aeronautico in Campania. Siamo, infatti, attualmente di fronte ad un evidente graduale
ridimensionamento della attività produttive e dell’occupazione negli
stabilimenti Alenia,ed in particolare a Pomigliano d’Arco, cosi come
nell’articolato indotto del settore. Nel settore auto gli investimenti previsti all’Alfa di Pomigliano e
le scelte industriali per la FMA ad Avellino, se garantiscono una relativa
stabilità produttiva ed occupazionale, non prefigurano gli sviluppi
annunciati dalla Fiat. Se l’occupazione strutturale negli stabilimenti Fiat non cresce,
nonostante quanto previsto dagli accordi sindacali Fiat per l’Alfa
nell’indotto si registra un ulteriore ridimensionamento dell’occupazione,
conseguenza dell’ulteriore stretta sui costi operata dalla Fiat Le attività dell’ IRISBUS (Iveco) a Grottaminarda vengono ridotte a
monoproduzione di bus urbani, con
il ridimensionamento degli organici; crisi finanziarie e processi di
delocalizzazione di multinazionali investono altre realtà produttive, dalla
Silia di Caserta all’Exide di Napoli. Il tessuto delle piccole e medie aziende della regione è investito da
un processo di crisi a macchia d’olio, che prefigura per intere aree
territoriali una vera e propria de-industrializzazione. In tal senso decisiva per il rilancio di attività industriali sul
piano territoriale in alcuni bacini è l’approvazione dei contratti di
programma per l’area di crisi Formenti a Sessa Aurunca e per il Consorzio
Genesis per l’indotto Whirpool nell’area orientale di Napoli. Gravissime sono le responsabilità del Governo nella profonda
situazione di crisi delineata dai dati dell’osservatorio Fiom. Non vi è traccia di una politica industriale nell’azione del
Governo, tanto più in una regione meridionale come la Campania colpita dai
provvedimenti di taglio agli interventi finanziari per il sostegno allo
sviluppo del Sud, confermati ed accentuati dalla proposta di legge finanziaria
2005 approvata dal Consiglio dei Ministri. La questione industriale in Campania deve diventare priorità assoluta
per le istituzioni e le Forze Politiche democratiche della nostra regione,
superando sottovalutazioni, limiti ed errori che pure vi sono stati nelle
scelte di governo locale e regionale degli ultimi anni. Il sindacato dei metalmeccanici, unitariamente, nelle prossime
settimane metterà all’ordine del giorno la crisi industriale con le
proposte per affrontarla e le iniziative necessarie a sostegno di una
piattaforma di rilancio industriale indispensabile per il futuro della
Campania. Napoli 01.10.2004 Dati elaborati a cura della Fiom
– Cgil Campania Situazioni di crisi – Settore
metalmeccanico – Regione Campania – Settembre 2004
Settore N° Aziende Addetti Coinvolti Posti di Lavoro a Rischio Istal. Telefiniche 11
2800 1000 Circa Telecomunicazioni
9
4500
3000 Circa Informatica
5
870
310 Circa Elettrodomestici e Ind.
3
565
450 Circa Indotto
Auto
7
896
500 Circa Aeronautico
e Ind.
6
3770
250 Circa Altri Settori
16
2840 1810 Circa TOTALE
57
15947
7320 I dati relativi al settore
istallazioni telelefoniche sono aggiuntivi
a quelli forniti nella
schede per provincia e si riferiscono alle undici aziende del settore
operanti in Campania : Site, Sirti, Valtellina ( ex Ici) , Itel, Sielte, Ciet (ex
Alcatel),Infotel -Intelit (Gruppo Ericsson), Tecnosistemi ( Procedure
fallimentare), Est ( in affitto a Sielte). La valutazione relativa ai posti di lavoro nel settore istallazioni telefoniche si riferisce agli effetti della cigs di settore applicata anche a rotazione nei cantieri aperti, agli esuberi relativi ai cantieri chiusi e alle procedure fallimentari in corso. Mancano
i dati relativi ad altre piccole aziende nelle quali sono aperte situazioni di
crisi con ricorso alla mobilità per riduzione di personale o cessazione di
attività. SITUAZIONI DI CRISI – AZIENDE METALMECCANICHE PROVINCIA DI NAPOLI
-SETTEMBRE 2004 Azienda Località
Settore
Addetti
Situazione attuale Gruppo IPM Arzano
Telecomunicazioni
592
282 Lavoratori in CIGS Getronics
Napoli
Informatico
140
30 Lavoratori in CIGS Gepin Datitalia
Napoli
Informatico
470
126 Lavoratori in CIGS Infocenter
Casalnuovo
Informatico
70
30 Lavoratori in CIGS Ilmas Sud
Acerra
Aeronautico
58 49 Lav. in
contrat. solid. La Gatta
Pomigliano Aeronautico
99 78 Lavoratori in CIGS Alenia - Pomigliano-Nola-Casoria Aeronautico
3600 50% Degli
addetti ha effettuato CIG Ordinaria per 16
settimane nel 2002, 2003 ,2004 Exide Casalnuovo Accumulatori 172 Ricorso alla CIGS per tutti gli addetti a seguito della cessazione di attività. Metalfer T. Annunziata Macchine Utensili 101 Senza Commesse . Off. Torresi T. Annunziata Manufatti Stradali 45 30 Lavoratori in CIGS Ipd T.Annunziata Pali Stradali x Enel 25 15 Lavoratori in CIGS Ex Dalmine T.Annunziata Tubi Pali 50 50 Lavoratori in CIGS Trw Automotive Caivano Volanti Auto 69 61Lav. in Cigsx13 Sett. Italmetalli S.Vitaliano Rottamazione 110 Chiusa x prob.Ambientali Indotto Acerra Metalmeccanico 200 CIGS Mobilità Montefibre Selca Pomigliano Cavi x Auto 47 Procedura in corso per liquidazione Giudiziaria. Icmi Napoli Siderurgico 55 Tutti gli addetti in cigs cotratto di programma genesis per impiego. Ergom Napoli Indotto Auto 526 - 134 in Mobilità Automotive Ict Casavatore Comp. Elettronica 65 Cessazione di Attività ============================================================= SITUAZIONE DI CRISI - AZIENDE METALMECCANICHE - PROVINCIA DI BENEVENTO - SETTEMBRE 2004 - Azienda Localita Settore Addetti Situazione Attuale Decalif Benevento Indotto Auto 20 Ces.ne di attività tutti in Mob. Ilm Benevento Ind. Aeronautico 20 N. Proprietà Trasf. Arzano Acs Airola Ind. Aeronautico 50 35 Lavoratori in CIGS Tecnopanel Telesino Capannoni Lattoneria 20 Ces.ne di attività tutti in Mob. ============================================================ SITUAZIONE DI CRISI - AZIENDE METALMECCANICHE - PROVINCIA DI CASERTA - SETTEMBRE 2004 - Azienda Localita Settore Addetti Situazione Attuale Finmek S.M.Capua Vetre Telecom.zioni 750 Amm.ne Straordinaria Access Costelmar S.Marco Evangelista Telecom.zioni 90 Amm.ne Straordinaria G.Finmek Ixfin Marcianise Telecom.zioni 950 Crisi Finaz.Nuova Propirietà Marconi Marcianise Telecom.zioni 750 200 Lavoratori in CIGS Eds Caserta Informatica 260 30 Lav. Mob.e CIGO Formenti Sessa Arunca Elettronica 450 CIGS in attesa di attesa approvazione contratto di programma nuove iniziative industriali Silia P. Maggiore Elettrodomestici 350 Crisi Finanziaria Maresi S.Marco Evangelista Indotto Auto 80 CIGS Sls S.Marco Evangelista Indotto Auto 100 CIGS Apm S.Marco Evangelista Indotto Auto 60 CIGS =========================================================== SITUAZIONE DI CRISI - AZIENDE METALMECCANICHE - PROVINCIA DI SALERNO - SETTEMBRE 2004 - Azienda Località Settore Addetti Situazione Attuale Finmek Pagani Telecom.zioni 335 Amm.ne Straordinaria Alcatel Battipaglia Telecom.zioni 350 diretti + 400 Indotto a rischio le attività prod.e di ricerca ricorso alla mobilità per 45 addetti. Gruppo Salerno Informatica 160 Crisi Finaz. 160 in Mob. Finmatica De Info Nocera Inf. Indot. Aeronautico 40 Crisi Finaz. CIG Ord. Etheco Salerno 130 Fallimento CIGS Coelin Cicerale Telecom.zioni 50 Fallimento CIGS =========================================================== SITUAZIONE DI CRISI - AZIENDE METALMECCANICHE - PROVINCIA DI AVELLINO - SETTEMBRE 2004 - Azienda Località Settore Addetti Situazione Attuale Irisbus Grot.Minarda Prod.Autobus 1200 193 addetti in Mobilità Iveco Bulloneria Lacedonia Viti e Bulloni 160 Fallimento in CIGS Meridionale Ims M.De Santis Comp.Elett.mestici 135 In fase di cessione richiesta per 38 addetti Esi Sud Nusco Indot.Elett.mestici 80 In fase pre-fallimentare 60 addetti in mobilità Prometal S.Mango Tratta.nti Superficiali 38 Cess.ne Attività Mobilità
E 2003.RICORSO ,200SITUAZIONI DI CRISI – AZIENDE METALMECCANICHE – PROVINCIA DI EMBRE
2004
Liberate
la pace Vita
e libertà per Simona, Simona, Ra’ad,
Mahnaz, per tutti gli ostaggi e il popolo iracheno. Tacciano le armi. Stop
subito ai bombardamenti su Falluja e su tutte le città
irachene. Fine dell’occupazione. Ritiro
delle truppe. No
alla guerra No
al terrorismo. PARTECIPIAMO TUTTI ALLA
MANIFESTAZIONE CHE SI TERRA’ SABATO 18 settembre ’04 alle ore 17.00
PIAZZA
DEL GESU’ LA FIOM-CGIL E’ IMPEGNATA
PER LA RIUSCITA DELL’INIZIATIVA
LA FIOM-CGIL REGIONALE CAMPANIA
LA FIOM-CGIL PROVINCIALE NAPOLI CICLO
INTEGRATO DEI RIFIUTI: GARANTIRE LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA E LA SALUTE
DEI CITTADINI La gestione dei rifiuti in Campania e la
realizzazione del ciclo integrato per il loro smaltimento è questione
estremamente importante e delicata e rivela fino in fondo la natura del
conflitto ambientale che da decenni
la nostra regione vive. La Fiom ritiene
che, allo stato delle cose, la costruzione dei termovalorizzatori è
elemento essenziale insieme alla raccolta differenziata per la realizzazione di
un ciclo di smaltimento dei rifiuti
alternativo al conferimento in discarica, devastante di per sé dal punto di vista ambientale e oggetto di enormi
interessi illegali della criminalità organizzata. L’importanza, la delicatezza, la complessità della
questione impone una gestione responsabile da parte di tutti. La Fiom rivolge un appello a tutti i soggetti
istituzionali affinché si garantiscano:
La realizzazione
di questi tre elementi è essenziale per garantire concretamente il
diritto alla salute dei cittadini e l’avvio di un rapporto trasparente e
partecipativo con le popolazioni dei territori interessati, anche per evitare
strumentalizzazioni a loro danno. Le legittime domande che animano i cittadini dei
territori interessati alla costruzione dei termovalorizzatori, come ad Acerra,
meritano risposte concrete e
trasparenza nella gestione, senza ridurre una questione di civiltà
a problema di ordine
pubblico. Per queste ragioni la Fiom ritiene che occorre il
massimo del confronto democratico evitando
la radicalizzazione dello stesso su posizioni che rischiano di allontanare la
soluzione dei problemi della
cittadinanza di Acerra.
FIOM
REGIONALE CAMPANIA
FIOM PROVINCIALE NAPOLI Napoli,
7 settembre 2004
FEDERAZIONE IMPIEGATI OPERAI METALLURGICI DELLA CAMPANIA COMUNICATO Il Comitato Direttivo della Fiom Regionale della
Campania il 14 luglio 2004 ha proceduto all’elezione della Segreteria
Regionale. Su proposta del Segretario Generale Maurizio Mascoli
sono stati eletti a voto segreto con 78
voti favorevoli, 6 contrari e 2
astenuti i compagni Vincenzo Barbato, Giovanni Nocerino e Giovanna D’Amato,
questi ultimi due in produzione. Il Comitato Direttivo ha anche eletto il suo nuovo
Presidente nella persona della compagna Libera Cerchia.
La
Segreteria Regionale
Fiom
Campania Napoli, 22 luglio 2004
Federazione
Impiegati Operai Metallurgici Regionale Campania Dopo due giorni di
dibattito si è concluso nella serata di ieri
presso l’hotel Oriente di Vico Equense,
Fiom Regionale Campania
INVITO Regionale
Fiom – Cgil Campania DIRITTI
– SALARIO – LAVORO INDUSTRIALE PER
LA QUALITA’ DELLO SVILUPPO IN
CAMPANIA 24
– 25 MAGGIO 2004 C/O
HOTEL ORIENTE VICO
EQUENSE (NA) PROGRAMMA
LUNEDI’ 24 MAGGIO
Ore 14,30
C/O INIZIO CONGRESSO
Ore
15,00 ELEZIONE PRESIDENZA
ELEZIONE COMMISSIONi Ore
15,30 RELAZIONE DI
MAURIZIO MASCOLI
SEGRETARIO GENERALE FIOM CAMPANIA
Ore
16,15 INTERVENTI
DEGLI INVITATI
Ore
17,00 INIZIO
DIBATTITO
Ore 18,30
INTERVENTO DI
MICHELE GRAVANO
SEGRETARIO GENERALE CGIL CAMPANIA
MARTEDI’ 25
MAGGIO Ore 9,00
RIPRESA DIBATTITO Ore
13,15 INTERVENTO
CONCLUSIVO DI
TINO MAGNI
SEGRETARIO NAZIONALE
FIOM Ore
14,00 PAUSA PRANZO Ore
15,30 RIPRESA DEI
LAVORI
RELAZIONE DELLA COMMSSIONE
VERIFICA POTERI
RELAZIONE COMMISSIONE POLITICA
VOTO SU ORDINI DEL GIORNO ED
EMENDAMENTI AI DOCUMENTI CONGRESSUALI
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE ELETTORALE
ELEZIONE DEI DELEGATI AL
CONGRESSO
NAZIONALE FIOM
ELEZIONE DEGLI ORGANISMI DIRIGENTI
REGIONALI FIOM
ALTRI ADEMPIMENTI CONGRESSUALI
VERSO IL XXIII CONGRESSO NAZIONALE DELLA FIOM - CGIL LA FABBRICA DEI DIRITTI Autonomia del lavoro e ruolo del sindacato nell'età della globalizzazione neoliberista ANTONIO BASSOLINO FAUSTO BERTINOTTI GIANNI RINALDINI ne discutono con PIETRO INGRAO Presiede Giuseppe ERRICO Segretario Generale CGIL Napoli Coordina Massimo BRANCATO Segretario Generale FIOM Napoli GIOVEDI' 13 maggio 2004 Ore 17,00 Sala Newton ( Città della Scienza ) Via Coroglio, N°57 Napoli
La Fiom Provinciale di Napoli
SCIOPERO
NAZIONALE DEI METALMECCANICI DEL 28/4/2004 IN
CAMPANIA
I lavoratori metalmeccanici in Campania scioperano “ unitariamente” a
sostegno della lotta dei lavoratori della Fiat di Melfi e contro la repressione
antioperaia decisa dalla Fiat e dal Governo. Le
adesioni allo sciopero di 4 ore indetto dalla Fiom lo dimostrano. Alla
Whirlpool di Napoli allo sciopero unitario indetto dalla RSU adesione al 100% con
“ presidio” a via Argine. Adesioni
al 100% anche alla Magnaghi e alla Fincantieri di Castellammare di Stabia, alla
Meccanica Navale e nelle aziende del porto di Napoli. All’Ansaldo e all’Alenia
di Nola 70%. 98%
nei due stabilimenti Merloni di Carinaro e Teverola a Caserta. Elevate
adesioni nelle altre fabbriche casertane. 100%
all’Ideal Clima di Salerno per lo sciopero
indetto unitariamente dalla R.S.U. Media
del 70% nelle altre fabbriche salernitane, di Avellino e Benevento. A
Napoli alla manifestazione- presidio presso la Prefettura hanno partecipato
oltre 3000 lavoratori, presenti delegazioni di altre categorie, delle forze
politiche democratiche, dei disoccupati. Nelle
altre province i presidi alle Prefetture hanno visto la partecipazione di
centinaia e centinaia di lavoratori.
La
Segreteria Regionale
Fiom Campania
COMUNICATO
SINDACALE
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
UGL
2000 2003 |
437 249 |
10,27 6,05 |
3 2 |
- - |
- |
437 249 |
9,37 5,63 |
3 2 |
2 1 |
5 3 |
1 1 |
|
COBAS
2000 2003 |
490 343 |
11,51 8,34 |
3 2 |
60 |
14,74 - |
- - |
550 343 |
11,79 7,76 |
3 2 |
- |
3 2 |
1 - |
FIM
2000 2003 |
905 752 |
21,26 18,28 |
6 5 |
91 67 |
22,35 21,96 |
1 - |
996 819 |
21,36 18,54 |
7 5 |
3 3 |
10 8 |
1 1 |
FIOM
2000 2003 |
695 1012 |
16,33 24,61 |
4 6 |
99 59 |
24,32 19,34 |
1 - |
794 1071 |
17,03 24,24 |
5 6 |
3 4 |
8 10 |
1 2 |
FISMIC
2000 2003 |
763 794 |
17,93 19,30 |
5 5 |
87 108 |
21,37 35,40 |
1 1 |
850 902 |
18,23 20,42 |
6 6 |
3 3 |
9 9 |
1 1 |
UILM
2000 2003 |
965 833 |
22,67 20,25 |
6 5 |
70 71 |
17,19 23,27 |
- 1 |
1035 904 |
22,20 20,46 |
6 6 |
4 3 |
10 9 |
1 1 |
CISAL
2000 2003 |
- 129 |
3,13 |
- 1 |
- |
- |
- |
- 129 |
2,92 |
- 1 |
- - |
- 1 |
- |
|
Tot.
2000 |
4.255 |
|
27 |
407 |
|
3 |
4.662 |
|
30 |
|
45 |
6 |
|
Tot.
2003 |
4.112 |
|
26 |
305 |
|
2 |
4.417 |
|
28 |
|
42 |
6 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Anno 2000 2003 |
Addetti 5.364 4.922 |
|
Operai 4.880 4.555 |
|
Imp. 484 367 |
|
|
|
|
|
|
|
|
Anno 2000 2003 |
Votanti 4.786 4.484 |
% 89,22 91,10 |
4.365 4.172 |
% 89,44 91,59 |
410 312 |
% 84,71 85,01 |
|
|
|
|
|
|
|
Anno 2000 2003 |
Validi 4.662 4.417 |
|
4.255 4.112 |
|
407 305 |
|
|
|
|
|
|
|
SEGRETARIO
GENERALE FIOM CAMPANIA
Il
successo della Fiom nella elezione della R.S.U. all’Alfa di Pomigliano
d’Arco rappresenta un’affermazione importante nella battaglia
per la difesa delle condizioni di lavoro, contro la precarietà, per i
diritti e la democrazia.
SSi registra, così, nella più grande fabbrica metalmeccanica della Campania un significativo sostegno dei lavoratori all’iniziativa della Fiom nella vertenza Fiat e per la conquista del CCNL .
N
Napoli,13 Giugno 2003Rinnovo
RSU Fiat Auto Pomigliano: la Fiom – Cgil primo
sindacato.
Con
il 24.65% dei voti la FIOM si afferma al primo posto nello stabilimento di
Pomigliano, con un incremento sia in termini di consensi sia in percentuale
rispetto alle elezioni del giugno del 2000, conseguendo un più 8.3%. Il
risultato appare ancora più brillante se si considera che alla tornata
elettorale hanno preso parte ben sette Organizzazioni sindacali, rispetto alle
sei della volta scorsa; la competizione è stata più serrata, dato che sono
diminuiti i votanti rispetto alla precedente consultazione, passando da 5.364
addetti agli attuali 4.891; contestualmente alla riduzione degli organici vi è
stata una diminuzione dei seggi da attribuire, passando da 45 agli attuali 42.
Nel
collegio operai, la Fiom ha ottenuto 1.014 voti, la Uilm 832 voti (meno 2.44%),
il Fismic 793
voti (più 1.35%), la Fim consegue 756 voti (meno 2.88%), lo Slai Cobas 342 voti
(meno 3.2%), la Cisal ha ottenuto 128 voti (Non era presente nel 2000).
Complessivamente, tra operai ed impiegati, il risultato è il seguente:
|
collegio OPERAI |
collegio IMPIEGATI |
totale RSU |
||||||
|
OO. SS. |
voti |
% |
RSU |
voti |
% |
RSU |
RSU2/3 |
|
|
Fiom |
1012 |
24.2 |
6 |
59 |
19 |
0 |
4 |
10 |
|
Fim |
752 |
18 |
5 |
67 |
22 |
0 |
3 |
8 |
|
Uilm |
833 |
20 |
5 |
71 |
23 |
1 |
3 |
9 |
|
Fismic |
794 |
19 |
5 |
108 |
35 |
1 |
3 |
9 |
|
Slai |
343 |
8 |
2 |
0 |
0 |
0 |
0 |
2 |
|
Ugl |
249 |
6 |
2 |
0 |
0 |
0 |
1 |
3 |
|
Cisal |
139 |
3 |
1 |
0 |
0 |
0 |
0 |
1 |
|
totali |
4122 |
26 |
305 |
2 |
14 |
42 |
||
Sull’esito
del voto, Massimo Brancato, Segretario Generale della Fiom Provinciale di
Napoli, ha commentato: “I lavoratori dell’Alfa di Pomigliano hanno premiato
“il sindacato che sa fare il sindacato”, cioè che fa bene le lotte e fa
bene gli accordi”.
La
Fiom – Cgil Provinciale di Napoli
Napoli,13
Giugno 2003
COMUNICATO
SINDACALE
Nell’ambito
della giornata di mobilitazione Nazionale indetta dalla Fiom per il Contratto
Nazionale di Lavoro anche in Campania sono state consegnate alle Unione
Industriali e a tutte le aziende metalmeccaniche lettere di diffida
dall’applicazione agli iscritti alla Fiom dell’accordo FIM – UILM -
FEDERMECCANICA per tutti gli aspetti normativi.
Vanno
segnalate assemblee che si sono svolte negli stabilimenti Alenia Aeronautica di
Nola e Casoria e scioperi di due ore in Provincia di Caserta alla Merloni,
Marconi, Jabil, Automotive Systems e Silia.
FIOM – CGIL REGIONALE
C A M P A N I A
Napoli,12
Giugno 2003
MERCOLEDI
4 GIUGNO 2003 ALLE ORE 9,30 C/O IL SALONE
G. FEDERICO DELLA CGIL REGIONALE CAMPANIA
ASSEMBLEA
REGIONALE DEI QUADRI E DEI DELEGATI FIOM DELLA CAMPANIA
LA
BATTAGLIA PER I DIRITTI DEI LAVORATORI ED IL REFERENDUM PER L’ESTENSIONE
DELL’ART18.
Introduzione
di Maurizio Mascoli,
Segretario
Generale della Fiom Campania.
Interverranno:
·
Paolo
Cagna Ninchi Presidente del Comitato
Nazionale per il SI all’estensione dell’art. 18.
·
Michele Gravano Segretario Generale della CDLM di
Napoli
·
Ersilia Salvato Sindaco di Castellammare di Stabia
·
Ugo Marani Docente di Economia politica Università
Federico II di Napoli
Conclusioni
di Gianni Rinaldini
Segretario
Generale Nazionale Fiom
FIOM – CGIL REGIONALE CAMPANIA
RIUSCITO
LO SCIOPERO DELLA FIOM IN
CAMPANIA
Adesioni
allo sciopero ( dati pervenuti ) :
ALFA
di POMIGLIANO e aziende collegate
90%
( 8 ore di sciopero )
FIAT
AVIO di Pomigliano e di Acerra
95%
(
Lo sciopero è stato portato a 8 ore per il licenziamento di 21 giovani in
contratto di formazione)
ANSALDO
80%
WHIRPOOL
90%
(
Lo sciopero è stato indetto dalla RSU )
ERGOM
30%
OFFICINE
AEREONAVALI
40%
ALENIA
CASORIA
50%
LEAR
di CAIVANO
80%
MAGNAGHI
80%
AZIENDE
DEL PORTO
100%
GC
di Pollena, FUCINATURA di Cercola e EXIDE di Casalnuovo
100%
ETS
di Casalnuovo
80%
VLF
ex FAG di Somma Vesuviana
50%
AVIR
100%
ASUB
100%
DRESSER
80%
FINCANTIERI
DI C.mare
90%
AVIS
di C.mare
100%
MEB
di C.mare
80%
Alla
IPD di Torre Annunziata
50%
Alla
BI TICINO di Torre Del Greco
70%
Alla
manifestazione a Piazza Dei Martiri dove hanno preso la parola Massimo Brancato,
Segretario Generale della Fiom di Napoli, Michele Gravano, Segretario Generale
della Camera del Lavoro di Napoli e Giorgio Cremaschi,
Segretario Nazionale della Fiom, hanno partecipato oltre 2000 lavoratori.
CASERTA
Adesioni
allo sciopero ( dati pervenuti ) :
SILIA
e ECOBAT
90%
AUTOMOTIVE
SYSTEM e WORTHINGTON
80%
MERLONI
e LAMINAZIONE SOTTILE
75%
(
con sciopero di 8 ore )
FIREMA
75%
JABIL
e EDS ITALIA SOFTWARE
70%
MARCONI
e SIEMENS di MARCIANISE
60%
Al
presidio all’ Unione Industriali di Caserta dove hanno preso la parola
Raffaele Moretti, Segretario Generale della Fiom Caserta e Michele Colamonici,
Segretario Generale della Camera del Lavoro di Caserta, hanno partecipato circa
500 lavoratori.
SALERNO
Adesione
media nella Provincia del
70%
Punte
del 90% negli Scatolifici, nelle Fonderie, nei Depuratori, nelle piccole
imprese.
Adesioni
basse nel settore delle Telecomunicazioni.
Presidi
di lavoratori agli ingressi delle aziende.
AVELLINO
Adesione
media nella Provincia del
70%
Al
Centro Sociale di Avellino si è svolta un’Assemblea Pubblica con la
partecipazione di oltre 200 lavoratori.
Sono
intervenuti Luciano Vecchia, Segretario Generale della Fiom di Avellino, e Ruggiero
Cutillo, Segretario Generale della
Camera del Lavoro di Avellino.
BENEVENTO
Adesione
media nella Provincia del
70%
Al
presidio della Unione Industriali di Benevento hanno partecipato oltre 100
lavoratori.
Fiom Regionale Campania
LETTERA DEI 21 GIOVANI LICENZIATI ALLA FIAT AVIO DI POMIGLIANO D'ARCO
Siamo
21 giovani assunti con contratto di formazione lavoro alla FIAT AVIO di
Pomigliano d’Arco (NA) e siamo stati licenziati in tronco mezz’ora prima
della fine dell’ultimo turno di lavoro, eppure, l’Azienda aveva promesso
l’assunzione a tempo indeterminato, in quanto rientravamo in un accordo di
Turn Over.
La
nostra formazione è avvenuta con ottimi risultati ma le promesse non sono state
mantenute, perché il Turn Over non c’è stato.
L’Azienda
ha riferito che i licenziamenti erano necessari perché dovuti ad un calo
produttivo.
Noi
riteniamo che le motivazioni indotte dall’Azienda non sono affatto veritiere,
in quanto ci sono reparti in cui attualmente si effettuano centinaia di ore di
straordinario, e paradossalmente alcuni mesi fa nei reparti dove i prestavamo la
nostra opera, aveva chiesto anche l’introduzione del terzo turno di lavoro
(turno di notte).
La
nostra preoccupazione si estende ai nostri amici-colleghi assunti con contratto
di formazione lavoro, il cui termine avrà luogo nei prossimi mesi, e per queste
motivazioni chiediamo l’impegno di tutte le parti sociali per portare a buon
fine la nostra vicenda, affinché quello che è accaduto a noi non accada a loro
e a nessun altro ragazzo del nostro paese.
DICHIARAZIONE DI MAURIZIO MASCOLI
( SEGRETARIO
GENERALE FIOM CAMPANIA)
“I
lavoratori metalmeccanici della Campania non si sono fatti intimidire da
Pezzotta e Angeletti.
L’adesione allo sciopero della Fiom per un vero
contratto nazionale, per i diritti e la democrazia sindacale è
altissimo: 90% all’Alfa di Pomigliano e nelle aziende collegate, 75% negli
stabilimenti Merloni di Teverola, pressocchè totale alla Fiat Avio di Acerra e
di Pomigliano.
In quest’ultima azienda il licenziamento di 19
giovani in contratto di formazione ripropone la battaglia contro la precarietà
che è al centro della piattaforma della Fiom.”
Napoli,
16 maggio 2003
COMUNICATO
SINDACALE SCIOPERO NAZIONALE METALMECCANICI FIOM
DEL 16 MAGGIO
Sono
in corso di svolgimento in tutte le aziende metalmeccaniche della Campania
scioperi e assemblee indette dalla Fiom in preparazione dello
Sciopero
Nazionale dei Metalmeccanici
venerdì 16
Maggio
contro
l’accordo separato, per un vero Contratto Nazionale di lavoro ,
per
l’affermazione dei diritti dei lavoratori, per la democrazia sindacale.
Le
iniziative previste in Campania sono:
NAPOLI
Ø
Sciopero
da 4 a 8 ore in tutte le aziende della Provincia, all’Alfa di Pomigliano
D’Arco e nelle aziende collegate 8 ore
Ø
Presidi
agli ingressi delle fabbriche di Pomigliano D’Arco ( Alfa e collegate, Alenia,
Fiat Avio, Elasis)
Ø
Ore 11,00 Manifestazione Provinciale a P.zza dei Martiri con comizio di
M. Brancato (Segr.Gen.Fiom Napoli), M. Gravano ( Segr. Gen. Cdlm Napoli)
G.Cremaschi (Segr.Naz. Fiom ).
CASERTA
Ø
Sciopero
da 4 ore a 8 ore in tutte le aziende della Provincia
Ø
8 ore di
sciopero alla Merloni con presidio agli ingressi
Ø
Ore 10,30 presidio della sede della Unione Industriali di Caserta con
comizio di R. Moretti (Segr.Gen. Fiom Caserta ) e M. Colamonici (Segr. Gen. Cgil
Caserta).
SALERNO
Ø
Sciopero
da 4 a 8 ore in tutte le aziende della Provincia con presidi agli ingressi
AVELLINO
Ø
Sciopero
di 4 ore in tutte le aziende della Provincia
Ø
La FMA di
Pratola Serra sciopero sabato 17 Maggio per 8 ore
Ø
Ore 10,30 Assemblea Pubblica al Centro Sociale di Avellino intervengono
L.
Vecchia ( Segr. Gen. Fiom Avellino ) e R. Cutillo ( Segr. Gen. Cgil Avellino ).
BENEVENTO
Ø
Sciopero
da 4 a 8 ore in tutte le aziende della Provincia
Ø
Ore 9 presidio della sede della Unione Industriali di Benevento.
Napoli,13/5/2003
Segreteria
Regionale Fiom Campania
VENERDI’
16 MAGGIO 2003
SCIOPERO
NAZIONALE DELLA FIOM
ANCORA
UNA VOLTA UN ACCORDO SEPARATO COLPISCE I DIRITTI E LE CONDIZIONI DEI LAVORATORI
E OFFENDE LA DEMOCRAZIA SINDACALE
LA
FIOM CHIAMA TUTTI I LAVORATORI METALMECCANICI ALLA LOTTA CONTRO UN ACCORDO CHE
LI DANNEGGIA E PER CONQUISTARE UN VERO CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO.
MANIFESTAZIONE
A NAPOLI – PIAZZA DEI MARTIRI ORE 11,00 COMIZIO CONCLUSIVO CON:
MASSIMO BRANCATO
MICHELE GRAVANO
GIORGIO CREMASCHI
CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI:
OTTIMA
RIUSCITA DEGLI SCIOPERI PROCLAMATI DALLA FIOM NELLE FABBRICHE NAPOLETANE
Nella mattinata sono partiti i primi scioperi nelle
fabbriche napoletane contro l’accordo siglato dalla Federmeccanica, Fim e Uilm
sul Contratto Nazionale dei Metalmeccanici.
All’Alfa di Pomigliano sono in corso cortei interni
nei singoli reparti con conseguente
blocco delle linee di produzione.
Nelle altre aziende, tra i dati più significativi,
adesioni tra il 90 e il 100% alla Fiat Avio di Pomigliano e Acerra, alla Exide
di Casalnuovo; nell’area stabiese alla Fincantieri, all’Avis di
Castellammare, alla Merid Bulloni, alla B. Ticino; nel porto di Napoli alla
Nuova Meccanica Navale, alla Wartsila; alla Whirlpool
di via Argine sciopero proclamato unitariamente dalla R.S.U. di un’ora
a fine turno; all’Ansaldo di
Napoli un’ora a fine turno.
Massimo
Brancato, segretario generale della Fiom napoletana, così commenta gli scioperi
in atto:
“
I lavoratori metalmeccanici napoletani stanno reagendo nel modo migliore
all’accordo che mortifica autorità
salariale e struttura normativa del Contratto Nazionale. La lotta sarà lunga e
finirà solo quando i lavoratori insieme alla Fiom riconquisteranno un vero
contratto, capace di garantire i diritti e un reddito dignitoso”.
Napoli, 8 maggio 2003
L’accordo
firmato da Fim e Uilm non è il contratto
dei
metalmeccanici, ma la sua liquidazione
La mobilitazione e gli scioperi a sostegno della piattaforma Fiom, approvata nel referendum da oltre 460.000 lavoratori, sono iniziati e si stanno estendendo a tutte le aziende metalmeccaniche della Campania.
AVELLINO Ieri sciopero di
2 ore con punte di adesione
fino al 95% alla Rutges,
SALERNO Programmati
scioperi, a partire da oggi, e assemblee in tutte le aziende
NAPOLI
Ieri sciopero di 2 ore alla Fiat Avio di Acerra con presidio agli
ingressi con
Sciopero
di 2 ore alla Exide ( ex Cga) di Casalnuovo con adesione totale.
Sciopero
di 2 ore a GC di Pollena e Fucinatura Carbone di Cercola,
1 ora
All’Alfa
di Pomigliano d’Arco 1 ora e ½ di sciopero sulle linee di
Programmato
per sabato 10 maggio 8 ore di sciopero dello straordinario.
2
ore di sciopero nelle aziende del Porto di Napoli tra le altre Nuova Meccanica
Navale e Wartsila.
Napoli,
8 maggio 2003
FIM
CISL FIOM CGIL
UILM UIL
FISMIC
COMUNICATO
SINDACALE
E' stato siglato il giorno 24 aprile scorso, presso l'unione
Industriali di Napoli, un accordo con la Fiat, riguardante lo stabilimento Alfa
di Pomigliano d'Arco.
Il piano industriale contenuto nell'intesa, articolato nel periodo
2003/2007, prevede:
·
Investimenti
per complessivi 2.500 milioni di euro (mille miliardi di lire all'anno) per
iniziative finalizzate alla ricerca, sviluppo, innovazione ed ingegnerizzazione
dei nuovi modelli allocati a
Pomigliano riguardanti i segmenti "C" e "D" del marchio Alfa Romeo e delle vetture cosiddette "specialities"
collegate all'evoluzione dei modelli stessi.
·
Investimenti
per un articolato piano di revisione delle singole postazioni di lavoro
secondo avanzati principi ergonomici per ridurre possibili gravosità
nell'esecuzione del lavoro sulle linee.
·
Attuazione
di
un nuovo modello organizzativo che, snellendo la composizione delle attuali Ute,
introduce il team operaio con lo scopo di facilitare il contributo propositivo e
il coinvolgimento dei componenti stessi del Team.
·
L'avvio
dal prossimo mese di maggio di un
piano articolato di formazione, al fine di assicurare a tutti i lavoratori un
maggior livello di impiegabilità, volto ad accrescere gli standard di qualità
e finalizzato alla riqualificazione e allo sviluppo professionale degli addetti.
·
Incremento
strutturale
degli organici, nell'arco del piano quinquennale, di 1.500 addetti
(mille in Alfa e 500 nelle aziende terziarizzate). Tale punto sarà oggetto di
verifiche periodiche con le OO.SS. per esaminare i positivi impatti che
l'attuazione del Piano industriale potrà determinare, in termini di nuova
occupazione, per le altre aziende
insediate nell'area industriale di Pomigliano e sui territori limitrofi.
·
Definizione
di un percorso che garantisce continuità occupazionale per 350/400
giovani con contratto a termine (assunti dal serbatoio) per giungere
all'assunzione definitiva a ottobre di quest'anno.
L'azienda
ha, inoltre, comunicato che introdurrà una nuova metrica di lavoro certificata
e applicata a livello internazionale che sarà aggetto, con largo anticipo sulla
sua introduzione, di confronti con
le OO.SS. firmatarie dell'accordo e con i componenti delle varie commissioni di
fabbrica integrata sia a livello di reparto che di stabilimento.
La
RSU si riunirà il giorno…………per stabilire le modalità di
coinvolgimento e di informativa per tutti i lavoratori della fabbrica.
Napoli, 28 aprile 2003
Le Segr.Territoriali FIM FIOM UILM FISMIC - La RSU FIAT
L’accordo siglato in queste ore tra le
Organizzazioni Sindacali e la FIAT prevede tra le altre cose, per lo
stabilimento di Pomigliano, l’introduzione di una modulistica nuova dei tempi
di lavoro assolutamente incompatibili con le esigenze fin qui espresse dai
lavoratori e dalla FIOM – CGIL.
Il ricatto che la FIAT ha posto come condizione per
avere nuovi posti di lavoro è l’applicazione del TMC 2 che comporta in
pratica un aumento dei ritmi ed un conseguente peggioramento generale delle
condizioni di lavoro che non possono essere condivise e sulla quale riteniamo
che la FIOM debba continuare a battersi per scongiurarle.
Napoli,24/04/03
F. Bruno
p. Segreteria Provinciale Fiom Napoli
Segreteria Regionale Fiom Campania
Area Programmatica Fiom – Cgil
“ Lavoro società – Cambiare Rotta”
(
SEGRETARIO GENERALE FIOM CAMPANIA )
L’intesa sottoscritta con Fiat
Auto stamattina sul piano di investimenti e sviluppo delle attività produttive
dell’Alfa di Pomigliano D’Arco rappresenta un quadro di riferimento
importante per la ripresa del settore auto in Campania.
500 milioni di euro all’anno di
investimenti dal 2003 al 2007 finalizzati alla ricerca e sviluppo e
all’innovazione di prodotto, con il piano di rinnovo della gamma dei modelli
nei segmenti c e d del marchio Alfa
Romeo, garantiscono il futuro di Pomigliano D’Arco e lo sviluppo delle attività
collegate e dell’indotto.
Il piano concordato comporterà
l’incremento strutturale degli organici di mille unità e oltre 500
nell’indotto.
Intanto viene definito un percorso
che garantisce continuità occupazionale per 350 – 400 giovani con contratto a
termine fino all’assunzione definitiva a Ottobre di questo anno.
Sull’organizzazione del lavoro ed in particolare sul nuovo
sistema metrico che l’azienda ha comunicato unilateralmente di voler
introdurre ,la Fiom Campania ha formalizzato con una lettera la non condivisione
di tale decisione aziendale, riservandosi le verifiche e le iniziative sindacali
necessarie in caso di un peggioramento delle condizioni di lavoro e dei
conseguenti riflessi negativi sulla qualità, elemento centrale del piano
concordato.
Ora la parola passa ai lavoratori nella consultazione che si
svolgerà attraverso le assemblee e il referendum che la Fiom ha proposto alle
altre organizzazioni sindacali.
In ogni caso il voto dei lavoratori sarà vincolante per la
Fiom.
Napoli,24 Aprile 2003
FIOM – CGIL REGIONALE CAMPANIA
Alla Direzione del Personale
Alla Direzione del Personale Fiat Auto Pomigliano D’Arco
Alla Unione Industriali di Napoli
A Fim – Uilm – Fismic
Alla
R.S.U. Fiat AutoPomiglianoD’Arco
In
riferimento all’accordo sottoscritto in data odierna, come già
preannunciatovi, tengo a
sottolineare formalmente che la comunicazione aziendale, in esso contenuta ,
relativa all’introduzione di una nuova metrica del lavoro e alla attivazione
della procedura contrattuale conseguente, costituisce un atto unilaterale
dell’azienda.
La sottoscrizione dell’accordo, quindi, non
determina implicita condivisione di tale decisione aziendale.
La Fiom – Cgil ha preso atto di tale iniziativa, ma
valuterà la nuova organizzazione del lavoro e la nuova metrica per gli effetti
concreti e verificabili sulla prestazione e le condizioni di lavoro, anche alla
luce degli investimenti realizzati, nonché in coerenza con gli obiettivi
condivisi di competitività in particolare sulla qualità, elemento decisivo del
piano concordato.
Sulla base di tali verifiche la Fiom – Cgil si
riserva tutte le iniziative che si renderanno necessarie sul piano sindacale per
tutelare le condizioni di lavoro e rendere raggiungibili gli obiettivi di qualità,
definiti nell’ intesa raggiunta.
Napoli,24
Aprile 2003
Il
Segretario Generale
Addì
24 aprile 2003
Tra
La
Fiat Auto S.p.A.
Assistita
dall’Unione Industriale di Napoli
E
Le
Organizzazioni Sindacali
FIM-FIOM-UILM-FISMIC
di Napoli e Campania
E
La RSU dello Stabilimento di Pomigliano d’Arco
si è stipulato il presente accordo
Ø
Premessa
Il contesto in cui opera attualmente l’industria
automobilistica risulta caratterizzato da una sempre maggiore competitività tra
le aziende costruttrici e da un mercato sempre più esigente e complesso.
Tutti i grandi costruttori, di conseguenza, sono oggi
impegnati su diversi versanti per realizzare le condizioni necessarie al
miglioramento della competitività aziendale
ed al successo dei propri marchi nei diversi mercati.
A tale proposito ed in una logica di riconferma del
ruolo strategico dell’area industriale di Pomigliano d’Arco nell’ambito
della Business Unit Alfa Romeo di Fiat Auto l’Azienda, nel corso dell’incontro, ha ribadito la missione della
Business Unit e dello stabilimento che prevede tra l’altro, nell’arco del
periodo 2003-2007 con il piano di rinnovo della gamma dei modelli, la produzione
delle vetture dei segmenti “C” e “D” del marchio Alfa Romeo, nonché
quella collegata all’evoluzione delle stesse nell’ambito delle c.d.
“specialities” e, per il 2007, il ritorno sul mercato degli Stati Uniti.
Ø
Investimenti
In tale quadro è stato previsto ed illustrato il
piano di investimenti che, nell’ambito del più complessivo programma di
interventi per il rilancio del settore auto prevede, per la sola Business Unit
Alfa Romeo, iniziative finalizzate alla ricerca, sviluppo,innovazione ed
ingegnerizzazione dei nuovi prodotti dell’ordine di circa 500 milioni di EURO
all’anno nell’arco del periodo2003-2007.
Tale piano potrà essere oggetto di uno specifico
Contratto di Programma con le Istituzioni competenti a livello ministeriale e
regionale.
Il piano stesso, indirettamente, avrà poi
l’effetto di stimolare in modo positivo il complesso, e fortemente integrato,
sistema dei fornitori che si è andato consolidando nel tempo, creando i
necessari presupposti per un ulteriore sviluppo e presenza degli stessi
nell’area.
Ø
Competitività
Il piano comporta peraltro la necessaria
e complessiva riorganizzazione dello Stabilimento di Pomigliano d’Arco
affinché venga potenziato il suo ruolo competitivo finalizzandolo al
raggiungimento dei migliori standard in termini di tempestiva risposta alle
esigenze del mercato, qualità, efficienza, flessibilità e contenimento dei
costi.
Pertanto, a tal fine, si darà subito corso alla
realizzazione di tutta una serie di
progetti tesi al raggiungimento di una competitività strutturale.
In
particolare tali progetti saranno rivolti:
·
Alle Risorse
Umane per le quali, come sarà meglio più appresso specificato, verranno
definiti specifici percorsi di crescita professionale sostenuti da adeguate
attività formative.
·
Al Processo
produttivo: verranno infatti realizzati importanti interventi tecnologici
tesi, tra l’altro, al miglioramento del prodotto. Inoltre verrà realizzato un
articolato piano di revisione delle singole postazioni di lavoro secondo
principi guida di ergonomia applicata ai metodi e alle condizioni di lavoro.
A tal fine, quindi, ogni singola postazione di lavoro
sarà oggetto di un programma di rivisitazione , secondo i migliori principi
ergonomici attualmente conosciuti, per ridurre al minimo possibili gravosità e
frequenze collegate alla
movimentazione dei carichi.
Le soluzioni ergonomiche migliorative della
prestazione lavorativa, che saranno oggetto di periodiche verifiche
nell’ambito delle specifiche Commissioni di Partecipazione operanti a livello
di Stabilimento/Unità Operativa, faciliteranno l’applicazione di un corretto
metodo di lavoro atto a garantire, sia nel prodotto che nel processo, i livelli
di competitività attesi.
·
All’Organizzazione:
In particolare al fine di realizzare le condizioni di un miglior presidio del
processo di trasformazione del prodotto sarà necessario realizzare un nuovo
modello di organizzazione della fabbrica basato sul Team Operaio assicurando così
il raggiungimento degli obiettivi della “ produzione snella”, anche
attraverso il coinvolgimento ed il contributo propositivo dei componenti stessi
del Team. Tale organizzazione prevederà anche una diversa modalità di
fruizione delle pause di lavoro, le quali saranno effettuate a livello
collettivo secondo modalità e
articolazioni definite a livello di Stabilimento in relazione alle specifiche
esigenze.
Inoltre, con lo stesso spirito già richiamato
nell’Accordo del 4 maggio 1987 circa la necessità, condivisa dalle parti, di
migliorare le condizioni di competitività dello stabilimento, nel quadro del
complessivo piano di sviluppo oggetto della presente intesa, l’Azienda
comunica che applicherà una metrica di lavoro, per la definizione
dei relativi carichi di lavoro, che tiene conto di tutti gli elementi
obiettivi che globalmente influiscono sulla prestazione lavorativa e che
prevede, per la definizione dei tempi di lavorazione mediante il rilievo con
elementi normalizzati, l’utilizzo di un sistema certificato, a livello
internazionale dalla I.M.D. ( International MTM Directorate) e derivato
dall’MTM.
Nel rispetto di quanto previsto dalla normativa
contrattuale in materia ( art. 11 D.S.- parte I – del vigente CCNL)
l’Azienda provvederà, in anticipo rispetto all’applicazione della nuova
metodologia, a comunicare ed illustrare la stessa in un apposito incontro di
esame congiunto con le Organizzazioni Sindacali firmatarie e ai componenti della
Commissione Fabbrica Integrata nelle sue diverse articolazioni.
Ø
Occupazione
Alla luce di quanto precedente esposto ed in
riferimento alle previsioni di una positiva
evoluzione del marchio Alfa Romeo nell’ambito del mercato
internazionale dell’auto, si
prevede, nell’arco temporale compreso fra gli anni 2003 e 2007, un incremento
strutturale del fabbisogno occupazionale giovanile stimato nell’ordine di
circa 1000 unità oltre al prevedibile effetto positivo di circa 500 unità
nelle attività terziarizzate intra moenia.
La realizzazione di questo piano, in diretta
connessione con lo sviluppo dello stabilimento di Pomigliano, formerà oggetto
di verifiche periodiche con le Organizzazioni sindacali anche per esaminare, di
concerto con l’Unione Industriale di Napoli, i positivi impatti che lo stesso
potrà determinare per le aziende insediate nell’area industriale di
Pomigliano e sui territori limitrofi.
A tale riguardo, in relazione all’andamento
produttivo e al fine di porre le
basi per cogliere tutte le
opportunità, le Parti convengono di incontrarsi entro il mese di ottobre 2003
al fine di verificare, anche alla luce dell’andamento realizzabile del
turn-over, le possibili ricadute sullo stabilimento di Pomigliano d’Arco con
particolare riferimento all’aspetto occupazionale che, già nella seconda
parte dell’anno 2003, potranno dar corso all’insediamento al lavoro di circa
350/400 giovani.
A tale proposito, le Parti, anche alla luce delle
precedenti intese, convengono sin d’ora che saranno presi in considerazione in
via prioritaria, per l’assunzione, i giovani che a diverso titolo abbiano
precedentemente prestato la propria attività lavorativa nello stabilimento di
Pomigliano.
Ø
Formazione
In tale contesto
di complessiva riorganizzazione, al fine di assicurare ai lavoratori un
maggior livello di impiegabilità e favorire il raggiungimento di standard
professionali che possano determinare un vantaggio competitivo, sarà avviato, a
partire dal mese di maggio 2002, un robusto ed articolato piano formativo
aziendale, anche sulla base degli
interventi di finanziamento predisposti dai competenti Enti Pubblici,
volto alla riqualificazione
e allo sviluppo professionale.
Tale piano prevede percorsi differenziati e dedicati
sia a quei lavoratori per i quali è richiesto l’adeguamento delle competenze
e dei comportamenti in relazione all’implementazione della nuova
organizzazione di Ute, che a quelli inseriti in aree in cui è necessario
implementare le competenze professionali anche in relazione
all’evoluzione del prodotto in esercizio ed al rinnovo della gamma dei
modelli nonché ai giovani di recente assunzione.
Di particolare rilevanza sarà poi il piano formativo
dedicato a quei ruoli professionali ( circa 160 Team leader e Responsabili Ute)
nell’ambito dei quali , anche in considerazione dell’evoluzione del modello
organizzativo dello stabilimento, si potranno realizzare anche opportunità di
crescita professionale per i CPI e per i giovani operai.
Tali lavoratori verranno formati per acquisire
continuità nel miglioramento attraverso competenze e professionalità adeguate
a garantire sia l’accrescimento delle capacità lavorative dei componenti del
team, che il mantenimento del posto di lavoro efficiente,efficace e sicuro
mediante l’utilizzo di strumenti di gestione e
metodologie innovative.
Le iniziative formative, per le quali è previsto un
mix di diverse modalità didattiche: aula, attività esercitative in laboratorio
ed attività di training assistito “ on the Job”, saranno sviluppate con
riferimento ai singoli ruoli e saranno strutturate in percorso modulari
riconducibili ad aree disciplinari o di competenza su cui sia possibile
effettuare verifiche dell’apprendimento realizzato.
I moduli saranno pro9gettati ad hoc, per
l’ottimizzazione dei tempi didattici e l’uso delle tecnologie e metodologie
più efficaci e saranno illustrati ed esaminati in un apposito incontro con le
Organizzazioni Sindacali da tenersi prima dell’avvio del piano di formazione
aziendale e saranno altresì oggetto di confronto nell’ambito della
Commissione Formazione Professionale dello Stabilimento di Pomigliano d’Arco.
Le parti,ritenendo che il proficuo funzionamento di
un sistema di relazioni sindacali di tipo partecipativo sia basso sulla
possibilità di un coretto confronto nell’ambito degli organismi definiti,
teso ad ampliare i momenti e le sedi di dialogo ad a ridurre le occasioni
conflittuali, caratterizzato anche ad un opportuno livello di condivisione delle
informazioni e delle argomentazioni oggetto del confronto, convegno infine che
sia necessario predisporre gli adeguati strumenti volti a perseguire tali
risultati.
A tal fine, nell’ambito del più complessivo piano
di formazione predisposto dall’Azienda, potranno essere realizzate specifiche
iniziative formative orientate ai componenti
della Commissione Fabbrica Integrata di Stabilimento.
Infine, a livello sperimentale, si convince di
costituire un’apposita sede di verifica dedicata alle aree di Fiat Auto
presenti nella provincia dei Napoli: modalità, criteri e partecipanti saranno
definiti con le Segreterie territoriali delle Organizzazioni Sindacali
firmatarie la presente intesa in
occasione del primo incontro di verifica previsto ad ottobre 2003.
GRUPPO DI LAVORO
Le parti nel reciproco intento di comprendere e
risolvere il fenomeno dell’assenteismo “ anomalo” avvieranno a partire dal
mese di maggio 2003 uno specifico gruppo di lavoro comune, non avente finalità
negoziali, che abbia come obiettivo l’individuazione di quelle possibili
iniziative volte al contenimento dei fenomeno nei limiti fisiologici.
Tale gruppo di lavoro, che avrà carattere
sperimentale, avrà una durata biennale e sdarà composto da un componente per
ogni Organizzazione sindacale firmataria nominato dalle segreterie territoriali
e tre componenti di nomina aziendale.
Ordine
del giorno del Direttivo Fiom-Cgil Regionale Campania del 15
aprile 2003
Il Direttivo Regionale della Fiom della Campania, a
seguito del grave incidente avvenuto domenica 13 aprile alla PPG ITALIA, azienda
multinazionale dell’indotto auto, che ha provocato la morte di quattro
lavoratori, propone alla Fim e alla Uilm
regionale di estendere ai lavoratori delle aziende metalmeccaniche del ciclo
dell’auto in Campania la fermata di 15 minuti prevista nel settore industria
di Napoli.
La Fiom della Campania nell’auspicare che
l’indagine della magistratura individui
le cause e le eventuali responsabilità, esprime solidarietà alle famiglie
colpite da questa ennesima tragedia sul lavoro e parteciperà con una
delegazione ai funerali delle vittime.
Approvato
all’unanimità
APPELLO
PER L’ ADESIONE ALLA CAMPAGNA REFERENDARIA PER IL SI ALL’ESTENSIONE
DELL’ART. 18
Il referendum per l’estensione dell’art.
18 dello Statuto dei lavoratori rappresenta un momento decisivo
nella battaglia per l’affermazione della
dignità e dei diritti dei
lavoratori.
Recentemente il Governo, ispirato dalla Confindustria, ha proposto e
fatto approvare la legge 848 in materia di
lavoro che delinea un futuro di
precarietà per i giovani, che vengono privati anche della speranza di
una vita migliore.
A Napoli, in Campania e nel Mezzogiorno, gli effetti
saranno disastrosi per le condizioni in cui versa il mercato del lavoro per la
disoccupazione di massa, in particolare giovanile, che si intreccia con la
diffusione del lavoro nero e sommerso e con l’estensione dell’area del
lavoro precario e senza tutele.
La crisi industriale e produttiva riduce ancora di più
l’occupazione qualificata e garantita dai diritti previsti dalle leggi e dai
contratti.
Certo l’affermazione del SI nel referendum
sull’art. 18 non risolverà il problema generale di estensione dei diritti e
delle tutele a tutti i lavoratori, ma, di fronte ad un Governo che intende
rapidamente far approvare dal
Parlamento anche le modifiche all’art. 18 che aprono la strada
all’abrogazione di questo diritto fondamentale dei lavoratori italiani,
l’unico modo di difendere l’art. 18 è estenderlo a tutti con il referendum.
Non vi sono, infatti, le condizioni politiche e
parlamentari perché sia approvata una proposta di legge che migliori ed estenda
l’applicazione dell’art. 18 e più in generale le tutele ed i diritti del
lavoro.
Vincere il referendum con il SI alla estensione
dell’art. 18 può così rappresentare un punto di svolta decisivo
nella battaglia generale per i diritti del lavoro.
Una battaglia che si svolge con il referendum, ma
anche
-
con le
iniziative legislative che in
prospettiva si pongono l’obiettivo realizzabile dell’estensione delle
tutele e dei diritti a tutte le forme di lavoro,
-
con le
battaglie contrattuali per nuovi diritti e nuove tutele per tutti i lavoratori
precari ed innanzitutto il diritto ad un
lavoro a tempo indeterminato,
-
con le
mobilitazioni sociali e con le articolate azioni e forme democratiche di lotta
messe in campo dai movimenti per i diritti ( Disobbedienti, Girotondi,Rete no
–Global, Social Forum).
Vincere il referendum può anche dare una svolta più
generale alla battaglia per la
difesa dei diritti sociali alla scuola, alla sanità, alle pensioni contro le
riforme del Governo che puntano a trasformare questi diritti in prerogative di
chi ha le condizioni per pagarli individualmente e privatamente.
E’ sulla base di queste considerazioni che
riteniamo possibile che un ampio arco di forze politiche, sindacali, sociali, di
associazioni e forze impegnate nei movimenti contro la guerra e per i diritti,
per un altro mondo possibile, nonchè di giovani, intellettuali, donne e uomini
impegnati nelle battaglie civili per la democrazia e la difesa della
Costituzione italiana possa diventare anche a Napoli e in Campania protagonista
della campagna referendaria per affermare la vittoria del SI all’estensione
dell’art.
COMITATO PER IL SI AL REFERENDUM PER L’ESTENSIONE
DELL’ART. 18
NAPOLI - CAMPANIA
(
SEGRETARIO GENERALE FIOM CAMPANIA)
“I
metalmeccanici in Campania hanno dato una risposta inequivocabile al tentativo
di attacco al diritto di sciopero della Federmeccanica.
I metalmeccanici ed i lavoratori dell’industria
nella nostra regione hanno detto no alle scelte del Governo e della
Confindustria che portano alla precarietà del lavoro e alla crisi industriale
nel Mezzogiorno.
Ora all’ordine del giorno, anche per la Regione
Campania, è stata posta l’esigenza di una nuova politica industriale basata
sul rilancio dei settori strategici per la competizione internazionale e sulla
qualità del lavoro.”
I METALMECCANICI
DELLA CAMPANIA HANNO SCELTO :
CON
LA FIOM E LA CGIL
ADESIONE ALLO SCIOPERO
DI 8 ORE CHE VA OLTRE OGNI PREVISIONE NELLE GRANDI FABBRICHE DALLA FIAT,
ALL’ALENIA ALLA MERLONI E ALLA FINCANTIERI
MEDIA
DELL’80% NELLE PICCOLE E MEDIE AZIENDE
MIGLIAIA
DI METALMECCANICI HANNO PARTECIPATO ALLE MANIFESTAZIONE DI NAPOLI, CASERTA,
SALERNO, AVELLINO E BENEVENTO
I
DATI PRINCIPALI PER PROVINCIA DELLE ADESIONI ALLO SCIOPERO FINO AD ORA
PERVENUTI:
NAPOLI :
ALFA E ATTIVITA’ COLLEGATE DI POMIGLIANO D’ARCO
95%
FIAT AVIO POMIGLIANO
95%
ALENIA POMIGLIANO
85%
ANSALDO TRASPORTI
85%
ALENIA CASORIA
65%
FINCANTIERI
95%
CASERTA :
MERLONI
90%
MARCONI
55%
FIREMA
70%
IXFIN
55%
SILIA
100%
LAMINAZIONE SOTTILE
95%
EDS SOFTWARE
50%
INDOTTO AUTO SLS - AUTOMOTIVE SYSTEMS 95
AVELLINO:
NELLE FABBRICHE DELL’INDOTTO AUTO MEDIA DEL
65%
IVECO
50%
ALMEC
60%
SALERNO :
ADESIONE
MEDIA DEL 70%, CON PUNTE DEL 90% NEGLI SCATOLIFICI ( CAPOLO – FABA SUD) E ALLA
FONDERIA PISANO.
BENEVENTO :
ADESIONE MEDIA DELL’80% NELLE PICCOLE E MEDIE
AZIENDE DELLA PROVINCIA
FIOM – CGIL REGIONALE CAMPANIA
GRAZIE
ALLE SCELTE DEL GOVERNO, DELLA FIAT E DELLA CONFINDUSTRIA DI D’AMATO
Nel 2002 sono stati persi oltre 2000 posti di lavoro
nel solo settore auto.
A rischio nel 2003 altri 5000 posti di lavoro
nell’industria metalmeccanica.
Sono
in discussione le prospettive di interi comparti dalla cantieristica
all’aeronautica.
L’epicentro è a Caserta dove sono in discussione
oltre 2000 posti di lavoro all’Alcatel, alla Marconi, alla Jabil, alla Siemens,
alla Italtel .
Ma è
coinvolta anche Napoli con circa 400 posti di lavoro in discussione nel gruppo
IPM.
Salerno con oltre 800 posti di lavoro all’Alcatel
di Battipaglia e nelle aziende ex Ericsson di Pagani.
Avellino con oltre 200 posti di lavoro alla
Flextronics.
A rischio alcune centinaia di posti di lavoro nelle
aziende dell’indotto.
Nel settore delle installazioni telefoniche sono
stati definiti oltre 800 esuberi non riassorbibili con il ricorso alla CIGS, in
un comparto che occupa circa 1800 lavoratori in Campania.
La crisi ha investito tutte le principali aziende:
Site, Valtellina, Fintel, Sielte, Sirti, Ets, Tecnosistemi ,Intelit.
La crisi Fiat colpisce duramente la Campania.
Nel settore auto, dopo la perdita di oltre 1000 posti
di lavoro diretti in Alfa e altri 1000 nelle attività collegate e
nell’indotto di 1° livello nel 2002, le aziende che producono componenti per la produzione automobilistica di
Pomigliano continuano ad essere investite dal ricorso a cassa integrazione
ordinaria e straordinaria, conseguenza del calo produttivo di circa il 15 –
20% rispetto al 2001 dell’Alfa.
L’indotto metalmeccanico dell’auto in Campania
conta circa 15.000 addetti.
La
annunciata cessione di Fiat Avio mette in discussione le prospettive produttive
delle attività aviomotoristiche degli stabilimenti di Pomigliano ed Acerra,
prefigurando scorpori e ridimensionamento dell’occupazione
Ricorso alla Cig ordinaria anche negli stabilimenti
di Alenia Aeronautica di Pomigliano, Casoria, Nola e Centro Bonifacio.
Nei giorni scorsi Alenia Aeronautica e Oan hanno
aperto procedure di mobilità per circa 150 unità.
Anche
nell’indotto molte aziende interessate dal ricorso alla CIG.
Gravi crisi aziendali anche in molte piccole e medie
aziende di altri settori, dalla IPD di Torre Annunziata, alla Exide di Casalnuovo, alla I.C.M.I.
e alla Getronics di Napoli, fino alla Formenti di Sessa Aurunca con oltre 400
addetti in cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività.
La
Campania senza il rilancio dell’industria non ha prospettive di sviluppo.
E’ necessaria una svolta di politica industriale
del Governo e delle imprese basata su ricerca, innovazione e qualità del
prodotto. Lo Stato deve intervenire direttamente nei settori strategici.
Anche la Regione deve fare la sua parte selezionando
gli obiettivi, i progetti, i finanziamenti destinati alla formazione, alla
ricerca, all’innovazione, alla infrastrutturazione per rilanciare e
qualificare i settori chiave dell’industria campana nella competizione
internazionale.
Su questi obiettivi i metalmeccanici della Campania sciopereranno 8 ore il 21 febbraio e parteciperanno alle manifestazioni indette a Napoli, Salerno, Caserta, Avellino e Benevento, nel quadro dello sciopero generale dell’industria indetto dalla CGIL
Fiom-Cgil Regionale Campania
Napoli,
19 febbraio 2003
(
SEGRETARIO GENERALE FIOM CAMPANIA)
Il referendum sulla piattaforma
per il rinnovo del CCNL ha rappresentato
un vero momento di democrazia nelle fabbriche metalmeccaniche della
Campania.
Lo dimostra il
livello di partecipazione al voto
e il fatto che i lavoratori
hanno apprezzato la possibilità di
scegliere anche sulle modalità delle richieste salariali.
I votanti e i lavoratori favorevoli alla piattaforma
sono in numero superiore alla ultima consultazione unitaria sul CCNL del 2001.
La piattaforma proposta dalla Fiom è così
riconosciuta come piattaforma
unitaria dai lavoratori metalmeccanici in Campania, come è avvenuto in tutto il
paese.
Napoli, 16 gennaio 2003
STRAORDINARIO
RISULTATO DI PARTECIPAZIONE NEL REFERENDUM SULLA PIATTAFORMA FIOM PER IL
RINNOVO DEL CCNL DEI METALMECCANICI
In Campania si è votato in 184 aziende con oltre
38.000 dipendenti.
Su 33.621
presenti in fabbrica e aventi diritto al voto, hanno votato
22.997 lavoratori, un dato superiore alla ultima consultazione sul CCNL
del 2001 promossa da FIM-FIOM-UILM ( 22.858 lavoratori).
Votano SI alla piattaforma
22.056 lavoratori pari al
95,9%, più che alla ultima consultazione del 2001 sul CCNL promossa da
FIM-FIOM-UILM (18.535 lavoratori pari all’82,41%).
Votano NO 547 lavoratori pari al 2,4%
Bianche e nulle sono 418.
Tra i lavoratori che hanno approvato la piattaforma
18.884 pari all’85,6% sono favorevoli alla richiesta salariale uguale per
tutti, 2930 pari al 13,3% sono favorevoli agli aumenti salariali riparametrati (
100 – 155), 251 non si esprimono.
I RISULTATI DI PARTECIPAZIONE
AL REFERENDUM E DI CONDIVISIONE DELLA PROPOSTA DI PIATTAFORMA AVANZATA
DALLA FIOM SANCISCONO IN CAMPANIA, COME IN TUTTO IL PAESE, CHE, ORA, C’E’
UNA PIATTAFORMA UNITARIA DI TUTTI I LAVORATORI METALMECCANICI.
FIOM-CGIL CAMPANIA
Napoli,
16 gennaio 2003
Lo sciopero di oggi ha dimostrato la piena
consapevolezza dei lavoratori degli effetti distruttivi che può avere la crisi
Fiat all’Alfa di Pomigliano d’Arco.
L’Alfa registra nell’ultimo anno un calo di
vendite del 14% sul mercato nazionale e del 24% sul mercato europeo; senza
l’anticipazione dei nuovi modelli, l’Alfa Sprint, prevista entro il 2003,
non sarà sufficiente a garantire il mantenimento dei livelli produttivi e
occupazionali.
Napoli, 16 dicembre 2002
SCIOPERO
REGIONALE IN CAMPANIA GRUPPO FIAT E INDOTTO: DICHIARAZIONE DI MAURIZIO
MASCOLI SEGRETARIO
GENERALE FIOM CAMPANIA .
La straordinaria riuscita dello sciopero dei
lavoratori del gruppo Fiat e dell’indotto auto in Campania ha una sola
macchia: la inqualificabile decisione
delle R.S.U. FIM., UILM e FISMIC della Fma di Pratola Serra di revocare
uno sciopero indetto unitariamente a
livello regionale.
Uno scambio improprio è stato tollerato se non
coperto e organizzato per interessi
particolari dalle strutture di
Avellino di FIM,UILM e FISMIC.
La Fiom che è stata l’unica organizzazione
a garantire lo svolgimento dello sciopero, in un clima
di confusione e smarrimento
tra i lavoratori della F.M.A., ne trarrà tutte le conseguenze sul piano
sindacale.
Napoli, 16 dicembre 2002
GRANDE
SUCCESSO
Lo
sciopero di 8 ore per turno indetto da FIM-FIOM-UILM e FISMIC regionali nel
gruppo Fiat e nell’indotto auto in Campania ha, registrato adesioni
elevatissime, in particolare a Pomigliano d’Arco e nella provincia di Napoli.
A
Pomigliano d’Arco dalle quattro di stamattina si sono svolti presidi sindacali
degli ingressi delle aziende Fiat.
Lo
sciopero è stato pressocchè totale all’Alfa
( Fiat Auto) e alla Fiat Avio, mentre nel centro di ricerche Elasis della
Fiat le adesioni hanno raggiunto il 95%.
Lo
sciopero a Pomigliano d’Arco ha interessato oltre 10.000 lavoratori
metalmeccanici.
Adesioni
elevatissime anche alla Fiat Avio di Acerra 95%, nell’indotto auto in
provincia di Napoli alla Ergom 95% e alla Lear di Caivano 90%.
In
provincia di Avellino adesioni oltre l’80% alla Iveco di Grottaminarda, mentre
alla Fma di Pratola Serra l’adesione ha raggiunto il 20-25% per la vergognosa
decisione delle RSU FIM-UILM e
FISMIC di revocare all’ultimo momento lo sciopero in fabbrica, che è stato
confermato dalla sola Fiom.
Adesioni
pressocchè totali anche in provincia di Caserta alla Automative Systems, alla
Proma , alla SLS e alla Maresi mentre a Benevento la Ficomirrors (ex Marelli) di
Morcone ha scioperato venerdì con adesioni vicine al 100%.
Lo
sciopero si è svolto nell’ambito della giornata europea di lotta per la Fiat
indetta dalla Federazione europea dei sindacati metalmeccanici
Domani
17 dicembre alle ore 16 si svolgerà l’assemblea degli impiegati dell’Alfa
di Pomigliano d’Arco collocati in CIGS a 0 ore.
FIOM REGIONALE CAMPANIA
Napoli,
16/12/2002
Proclamato per il 16 dicembre otto ore di sciopero del Gruppo Fiat e indotto.
FIM-FIOM-UILM E FISMIC REGIONALI HANNO INDETTO PER LUNEDI 16 DICEMBRE
8 ORE DI SCIOPERO PER TURNO IN TUTTE LE AZIENDE DEL GRUPPO FIAT
( FIAT AUTO E COLLEGATE – FIAT AVIO – FMA – IVECO)
E NELL’INDOTTO AUTO DELLA CAMPANIA
Con presidi sindacali agli ingressi
A sostegno della vertenza Fiat
Contro l’accordo Governo-Fiat che porta allo smantellamento del settore auto in Italia e ai licenziamenti di massa in Fiat Auto e nell’indotto
Per un nuovo piano industriale che garantisca il futuro produttivo e l’occupazione dei lavoratori
Per l’intervento diretto dello Stato nel capitale azionario a sostegno delle attività di ricerca e innovazione di prodotto necessarie per ricostruire la prospettiva industriale della Fiat Auto.
Prima dello sciopero di lunedì 16 dicembre si svolgeranno le assemblee generali, in particolare all’Alfa di Pomigliano d’Arco e alla FMA di Pratola Serra (AV)
LUNEDI’ 16 DICEMBRE GIORNATA EUROPEA DI LOTTA DELLA FEDERAZIONE EUROPEA DEI SINDACATI METALMECCANICI PER LA FIAT
Le Segreterie Regionali di Fim, Fiom, Uilm
FIOM – CGIL REGIONALE CAMPANIA COMUNICATO STAMPA
Nell’ ambito delle iniziative in preparazione dello sciopero di 8 ore del gruppo Fiat e dell’indotto auto indetto da FIM-FIOM-UILM-FISMIC Campania per il 16 dicembre, giovedì 12 dicembre si svolgeranno le assemblee generali dei lavoratori dell’Alfa di Pomigliano d’Arco con la partecipazione del Segretario generale nazionale della Fiom-Cgil Gianni Rinaldini.
La Segreteria Regionale Fiom Campania
Sciopero 5 Dicembre all'Alfa di Pomigliano
Domani
5 dicembre FIM-FIOM-UILM e FISMIC hanno indetto 4 ore di sciopero all’Alfa di
Pomigliano d’Arco a sostegno della vertenza nazionale Fiat.
I
lavoratori, alle ore 11 presidieranno la sede della Regione Campania, dove una
delegazione sindacale si incontrerà
con la Presidenza della Giunta regionale.
La
crisi generale della Fiat sta investendo fortemente il settore auto in Campania:
La
caduta delle vendite ed il ridimensionamento della quota di mercato Alfa di
circa il 23% da gennaio a ottobre 2002, rende inadeguata la programmazione dei nuovi modelli per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco.
L’Alfa
Sprint, unico nuovo modello previsto in produzione entro il 2003, non è
sufficiente a garantire continuità produttiva e mantenimento dell’
occupazione.
Il
rischio è di una riduzione delle
attività a compiti di progettazione tecnica
con un forte ridimensionamento occupazionale.
Per questi motivi il Sindacato regionale dei metalmeccanici, nel quadro
delle proposte avanzate a livello
nazionale alla Fiat e al Governo per un nuovo piano industriale, chiederà
alla Regione Campania di intervenire perché sia modificato
il contratto di programma presentato dalla Fiat per il settore auto in
Campania, con i seguenti interventi:
1)
L’anticipazione dei
modelli della nuova 156 e della nuova 147 per l’Alfa di Pomigliano d’Arco.
2)
Progetti di ricerca sui nuovi propulsori eco-compatibili da destinare al
Centro di ricerca Elasis di Pomigliano in collaborazione
con altri centri di ricerca Fiat del Mezzogiorno.
3)
Interventi di sostegno alla
qualificazione e all’innovazione
di prodotto
nell'indotto auto.
Inoltre il Sindacato chiederà alla Regione Campania di rinnovare il proprio parco macchine con auto ecologiche, prodotte ad Arese, per dare al Governo un esempio per un’iniziativa nazionale che coinvolga tutte le amministrazioni dello Stato e gli Enti locali
Tale
iniziativa va inquadrata in una proposta più generale per un piano regionale
di trasporto pubblico eco-compatibile in Campania,
in particolare nelle aree metropolitane.
Napoli,4/12/2002
FIM - FIOM - UILM - FISMIC CAMPANIA
Abbiamo
chiesto che anche il Presidente della Giunta Regionale della Campania Onorevole
Antonio Bassolino si pronunci contro il piano industriale della Fiat perché
pregiudica il futuro del settore auto in Campania per l’Alfa di Pomigliano, la
FMA di Pratola Serra e le attività di ricerca Elasis
Venerdì 15 novembre sciopero generale dei lavoratori metalmeccanici a sostegno della vertenza Fiat e di una nuova politica industriale.
OTTO ORE GRUPPO FIAT
QUATTRO ORE TUTTE LE ALTRE AZIENDE
In Campania si svolgeranno le seguenti manifestazioni provinciali:
|
Napoli |
Dalle ore 8.00 concentramento davanti ai cancelli dell'Alfa di Pomigliano d'Arco. |
|
Caserta |
Alle ore 12 concentramento alla Prefettura di Caserta, una delegazione sindacale sarà ricevuta dal prefetto. |
|
Salerno |
Concentramento alle ore 10.30 a Battipaglia, via Rosa Iemma, con corteo fino al comune. Una delegazione sarà ricevuta dal sindaco di Battipaglia. Allo sciopero e alla manifestazione partecipano anche i lavoratori delle aziende dell'indotto auto del settore chimico. |
|
Avellino |
Concentramento alle ore 11.00 presso la sede della Provincia. Una delegazione sarà ricevuta dal Presidente della Provincia. |
Le Segreterie regionali Fiom, Fim e Uilm hanno chiesto di avere un incontro con il Presidente della Giunta regionale della Campania On. Antonio Bassolino sugli obiettivi e le proposte del sindacato al centro della vertenza Fiat e dello sciopero generale dei metalmeccanici.
La Segreteria Fiom Regionale Campania
Napoli, 14 novembre 2002
Comunicato di Fim Fiom Uilm Caserta per lo sciopero di venerdì 15
Sciopero Nazionale Dei Metalmeccanici Venerdì 15 Novembre 2002
Di 4 ore per tutte le Aziende
Di 8 ore per tutto il gruppo Fiat e indotto
Contro lo smantellamento del settore auto in Italia
Contro il declino del sistema industriale
Per una legge Finanziaria che non penalizzi il sistema produttivo del nostro paese e della nostra provincia a partire dal settore delle telecomunicazioni e informatica
Per una politica industriale a rilancio degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo dei settori trainanti in Caserta.
SCIOPERO PROVINCIALE UNITARIO DEI METALMECCANICI DI CASERTA UNA FOLTA DELEGAZIONE DI LAVORATORI INSIEME A FIM FIOM UILM E CGIL CISL E UIL INCONTRERA’ IL PREFETTO.
Caserta,13/11/2002
FIM – FIOM – UILM CASERTA
Comunicato
della Fiom Provinciale di Avellino sullo
Sciopero di venerdì 15.
COMUNICATO
SINDACALE
Contro
il Piano Fiat che prevede la chiusura di interi stabilimenti con migliaia di
licenziamenti che si ripercuoteranno drammaticamente soprattutto nell’indotto
Contro
lo smantellamento del settore auto
Per
il ritiro delle procedure di C.I.G.S. e mobilità e per l’avvio di una
trattativa per il rilancio del settore
Per
un intervento diretto dello Stato a sostegno del settore auto nel nostro paese
Viene proclamata
Una
giornata di mobilitazione dell’intera categoria per il giorno
15 novembre
Le
aziende del gruppo Fiat
effettueranno 8 ore di sciopero
Le
altre aziende metalmeccaniche effettueranno 4 ore di sciopero a fine di ogni
turno
Venerdì
15 novembre 2002 sciopero generale nazionale dei
metalmeccanici di quattro ore per
tutte le aziende e di otto ore per tutto il Gruppo Fiat e per le aziende terziarizzate
Contro
lo smantellamento del Settore AUTO
in Italia
Contro
i licenziamenti e la chiusura degli stabilimenti FIAT
Per
una legge finanziaria
che non penalizzi il sistema produttivo del nostro Paese e quello
meridionale in particolare, capace di destinare risorse e investimenti
per la ricerca e lo sviluppo di tutti i settori produttivi
Per
il
ritiro del Piano
Fiat e la sospensione delle procedure per la cassa integrazione
zero ore
Per
un impegno straordinario dell’attuale proprietà in termini di forti
investimenti in prodotti e
modelli innovativi
Per
un
intervento diretto dello Stato che sia finalizzato al rilancio del settore auto
in Italia e che sia in grado di incidere sulle scelte strategiche della Fiat
SCIOPERO PROVINCIALE UNITARIO DEI METALMECCANCI DI NAPOLI CON PRESIDIO DELLE FABBRICHE E MANIFESTAZIONE DAVANTI AI CANCELLI DELL’ALFA DI POMIGLIANO ALLE ORE 8
Comunicato della Fiom Provinciale di Salerno sullo sciopero del 15 novembre
La crisi della Fiat ha una rilevanza nazionale perché colpisce il settore auto e ne prefigura il ridimensionamento.
Il piano di ristrutturazione presentato dalla Fiat contiene forti negatività in quanto il 50 per cento dei lavoratori e delle lavoratrici che l'azienda intende mettere in cassa integrazione per 12 mesi non ha nessuna possibilità di rientrare in azienda.
Con questo programma aziendale viene aggravata la situazione di crisi, che coinvolge molti settori, con richiesta di riduzione degli organici e chiusura degli stabilimenti.
E' urgente, invece, da parte del Governo una nuova politica industriale, finalizzata al rilancio del settore auto e di tutti i settori collegati.
Il piano della Fiat è inaccettabile e deve essere contrastato con la lotta dei lavoratori.
SCIOPERO NAZIONALE DEI METALMECCANICI DI QUATTRO ORE
VENERDI' 15 NOVEMBRE 2002
CON MANIFESTAZIONE PROVINCIALE A BATTIPAGLIA
Fim, Fiom, Uilm Provinciali di Salerno
Salerno, 12 novembre 2002
La
Fiom con i lavoratori per il futuro dell'Alenia
LA CRISI DEL SETTORE AERONAUTICO CI PREOCCUPA E RICHIEDE IL MASSIMO DI ATTENZIONE DA PARTE DEI LAVORATORI.
IN
GIOCO E’ IL FUTURO DELLE ATTIVITA’ INDUSTRIALI PER COME LE CONOSCIAMO E LA
DIFESA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI.
La Segreteria Fiom – Cgil Provinciale di Napoli
Sciopero Fiat: piena riuscita della manifestazione
PIENA
RIUSCITA DELLA MANIFESTAZIONE REGIONALE DELLA FIOM INDETTA PER STAMATTINA
DAVANTI AI CANCELLI DELL’ALFA DI POMIGLIANO D’ARCO.
FIOM
REGIONALE CAMPANIA
Napoli, 8 novembre 2002
Questa mattina i lavoratori Vodafone Omnitel hanno scioperato con presidio del sito di Pozzuoli dove l’adesione dei lavoratori è stata pressoche’ unanime con punte di partecipazione che sfiorano il 90%.
La giornata nazionale di protesta è stata indetta da FIM-FIOM-UILM per contrastare il piano aziendale che ha disdetto il contratto dei metalmeccanici aderendo a quello delle telecomunicazioni.
Una scelta, questa, che azzera tutte le conquiste normative e salariali ottenute dai lavoratori Omnitel in questi anni, determinando con un colpo di spugna un peggioramento generale delle condizioni di lavoro in termini di flessibilità e precarietà del lavoro.
“E’ la chiara volontà dell’azienda, dichiara Franco Bruno della segreteria provinciale della Fiom-Cgil, di perseguire un disegno tendente ad abbassare la sfera dei diritti dei lavoratori Omnitel quale condizione per competere sul mercato.
L’esatto contrario di quello che la Fiom-Cgil pensa e sta mettendo in atto proprio ponendo al primo punto della sua piattaforma contrattuale la questione dei diritti e del lavoro precario”
Segreteria Fiom-Cgil Provinciale di Napoli
Dichiarazione
di Maurizio Mascoli Segretario Generale Fiom Campania sullo sciopero Fiat
IL
PIANO INDUSTRIALE DELLA FIAT METTE IN DISCUSSIONE IL FUTURO DEL
SETTORE AUTO IN CAMPANIA.
ALL’ALFA
DI POMIGLIANO GIA’ SONO STATI PERSI OLTRE 1000 POSTI DI LAVORO IN UN ANNO.
LA
CRISI DELLA FIAT PUO’ FAR PRECIPITARE IN UN BUCO NERO LE ATTIVITA’
INDUSTRIALI DELLA CAMPANIA, LO DIMOSTRANO
GLI ULTIMI DATI DI MERCATO DELLE VENDITE ALFA
ROMEO ED IL BOLLETTINO DI GUERRA DI RICHIESTE DI CASSA INTEGRAZIONE E
MOBILITA’ CHE VIENE DALLE AZIENDE DELL’INDOTTO CHE OCCUPANO 20.000
LAVORATORI.
SOSPENDERE
LE PROCEDURE DI CIG STRAORDINARIA E MOBILITA’ E AVVIARE UNA VERA TRATTATIVA
PER UN NUOVO PIANO CHE GARANTISCA, CON L’INTERVENTO DIRETTO DELLO STATO
NEL CAPITALE AZIONARIO,
LA RICERCA E LA
INNOVAZIONE DI PRODOTTO
E’ ESSENZIALE PER DARE PROSPETTIVE DI LAVORO
AI LAVORATORI DELLA FIAT E DELL’INDOTTO DELLA NOSTRA REGIONE.
SULL’OBIETTIVO
DI RILANCIARE LA QUESTIONE
INDUSTRIALE IN CAMPANIA A PARTIRE DALLA FIAT IL 15 NOVEMBRE SCIOPERERANNO
TUTTI I LAVORATORI METALMECCANICI DELLA NOSTRA REGIONE.
Napoli,8/11/2002
Comunicato stampa Exide Italia
Stamani i lavoratori della Exide di Casalnuovo hanno scioperato ed in corteo hanno invaso le strade del comune alla periferia di Napoli contro la procedura di mobilità per riduzione di personale (42 su 224 addetti) avviata dalla multinazionale americana, leader mondiale nella produzione di accumulatori.
Una delegazione dei lavoratori, guidata dalle Organizzazioni Sindacali di categoria Fiom - Fim - Uilm, ha incontrato il sindaco di Casalnuovo, Antonio Peluso, ed il Senatore del Collegio, Tommaso Sodano.
Al termine dell'incontro Massimo Brancato, Segretario generale della Fiom di Napoli, ha così dichiarato: "La lotta dei lavoratori della Exide di Casalnuovo esprime tutta la preoccupazione per una strategia industriale che, invece di fondarsi sullo sviluppo delle attività industriali del sito e di generare crescita occupazionale, mira di fatto a dismettere le attività. Ci opporremo con tutte le nostre forze contro tale esito e chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di adoperarsi per impedire l'ulteriore impoverimento del già debole tessuto industriale locale. Senza un piano industriale in grado di garantire il consolidamento e lo sviluppo dello stabilimento, sin da ora dichiariamo l'impossibilità a raggiungere e ratificare l'accordo sulla mobilità".
Giovedì 31 ottobre si terrà una convocazione straordinaria del Consiglio Comunale sull'argomento, mentre sono già stati richiesti incontri con la Giunta Regionale Campania e i Ministeri del Lavoro e delle Attvità Produttive.
Fiom - Cgil Provinciale di Napoli
Napoli, 28 ottobre 2002
Il
Direttivo regionale della Fiom della Campania aperto alla partecipazione dei
delegati Fiom
delle R.S.U., nel condividere pienamente l’analisi, gli indirizzi e le
proposte del documento del Comitato Centrale
della Fiom sul rinnovo del contratto nazionale, prende atto della
indisponibilità di Fim e Uilm a rinunciare alla possibilità dell’accordo
separato così come a riconoscere il diritto di tutti i lavoratori, iscritti e
non iscritti, a votare sia sulla piattaforma che sull’ipotesi di accordo,
anche nel caso di differenti valutazioni tra le Organizzazioni Sindacali,
riconoscendo il carattere vincolante per tutte le Organizzazioni del
pronunciamento dei lavoratori.
Il
Direttivo conferma il valore politico del CCNL come strumento indispensabile di
garanzia di parità di diritti e condizioni salariali, attraverso il pieno
recupero dell’inflazione e della produttività media del settore, per tutti i
lavoratori metalmeccanici italiani.
Va
respinta con la
vertenza per il rinnovo contrattuale qualsiasi ipotesi di modifica del
sistema contrattuale che porti al depotenziamento del ruolo e della funzione del
CCNL a favore di un livello territoriale di contrattazione, prefigurando così
una riedizione delle gabbie salariali e una riduzione dei diritti nel
Mezzogiorno.
Il
Direttivo ritiene necessario che nei contenuti della piattaforma, che sarà
definita dall’assemblea nazionale dei delegati, convocata a Roma dalla Fiom il
30 e 31 ottobre p. v., sia centrale la scelta di valorizzare sul piano salariale
e garantire sul piano dei diritti la nuova generazione dei lavoratori
metalmeccanici esposta al lavoro precario in particolare nel Mezzogiorno.
Pertanto,
il Direttivo propone che:
Gli incrementi salariali richiesti in rapporto al pieno recupero dell’inflazione garantiscano effettivamente tale obiettivo per i livelli di inquadramento più bassi (1° - 4° livello), laddove tra l’altro sono maggiormente addensati i giovani con rapporti o percorsi di lavoro precario.
Per
il ricorso a lavoro temporaneo ed atipici di qualsiasi natura sia definita
quanto segue:
A)
Una percentuale unica e omnicomprensiva a livello di unità produttiva
non superiore al 10%.
B) Il diritto per i lavoratori alla precedenza nelle assunzioni, in particolare
a tempo indeterminato, a parità
di mansioni e/o requisiti professionali.
C)
La garanzia di un percorso di lavoro temporaneo della durata
massima di dodici mesi con la successiva assunzione a tempo indeterminato
ed il rinvio in sede aziendale della definizione tra le parti delle modalità
attuative (attività
di formazione – verifica rapporto programmi produttivi/organici -
articolazione degli orari etc).
Il
Direttivo indica la necessità di valutare, in rapporto agli orientamenti
espressi da Fim e Uilm sui problemi della democrazia, alcune iniziative che si
rendono necessarie:
A
partire dal livello regionale, anche per le ripetute violazioni delle regole
unitarie da
parte di Fim e Uilm in Campania, la rigida applicazione nell’elezione RSU
del criterio
proporzionale nell’attribuzione dei delegati alle Organizzazioni
(1/3).
Prevedere
nella piattaforma per il rinnovo del CCNL l’anticipazione di norme
proposte nel disegno di legge sulla
rappresentanza presentata in Parlamento nella precedente legislatura, con
particolare riferimento all’esercizio del diritto di referendum.
(
Approvato con 1 voto contrario e 1 astenuto)
Napoli, 25 ottobre ’02
Il
Direttivo regionale della Fiom della Campania allargato ai delegati Fiom delle
RSU ha analizzato la situazione industriale del settore metalmeccanico in
Campania, a partire dalle conseguenze e dagli effetti della crisi della Fiat
Il
Direttivo a fronte della crisi industriale del settore auto che ha già
investito con primi gravi effetti il sistema auto in Campania, e con
l’estendersi di altri processi di crisi e difficoltà in ulteriori settori
strategici: telecomunicazioni, cantieristica, aeronautica, ritiene necessario, a
partire dallo sciopero generale dei metalmeccanici del 15 novembre, rimettere al
centro dei problemi dello sviluppo la questione industriale in Campania.
Dal
Mezzogiorno deve partire una forte iniziativa del sindacato di fronte al vuoto
assoluto di qualsivoglia politica industriale del Governo, che sta portando al
declino economico del nostro Paese, per la subalternità alle scelte di
Confindustria per una competizione sui segmenti produttivi di livello medio –
basso, tutta giocata sulla compressione del costo del lavoro e sulla riduzione
dei diritti.
Vanno
respinti i contenuti della legge finanziaria proposta dal Governo Berlusconi per
il 2003 che penalizzano il Mezzogiorno cancellando gli incentivi allo sviluppo,
all’occupazione e alle infrastrutture, mentre i tagli alla ricerca e alla
difesa aggravano i problemi industriali di molti settori industriali importanti
nella nostra regione quali l’aeronautica, la difesa, la cantieristica.
Il
Direttivo, in questo quadro, giudica insufficiente la scelta di politica
industriale della Regione Campania indirizzata alla programmazione negoziata
territoriale e allo sviluppo della piccola impresa, se rimane slegata da un
quadro di qualificazione ed innovazione di settori nei quali operano grandi
imprese industriali di avanguardia tecnologica e a più elevata capacità
competitiva a livello europeo ed internazionale.
Vanno,
pertanto, rivendicate scelte di politica industriale del Governo per la
qualificazione ed il rilancio dei settori industriali con azioni coordinate
della Regione in materia di finanziamenti comunitari allo sviluppo su progetti
di ricerca, innovazione di prodotto, formazione, qualificazione dell’indotto e
di sistemi a rete anche in termini di specializzazione territoriale e in
rapporto agli investimenti in infrastrutture e servizi.
Bisogna
passare dalla politica degli strumenti alla selezione dei progetti, degli
obiettivi, delle priorità a livello regionale e territoriale.
Il
sindacato deve vertenzializzare gli obiettivi di qualità dello sviluppo
industriale a livello regionale e territoriale, arrivando a piattaforme e
negoziati con le controparti imprenditoriali a livello nazionale e locale, con
il Governo e con gli stessi livelli istituzionali territoriali e regionale.
Di
fronte ai processi di crisi ed espulsione di manodopera va vertenzializzata la
ricollocazione a livello territoriale con le associazioni imprenditoriali e le
stesse istituzioni locali e regionale per strumenti legislativi e progetti di
sostegno alla effettiva mobilità anche in termini di incentivazione alle
imprese e processi di formazione e riconversione professionale.
Su
questi temi e con questi obiettivi il Direttivo regionale della Fiom Campania
chiede la convocazione del Direttivo regionale della Cgil.
Questi
temi e questi obiettivi costituiranno parte integrante del contributo politico
della Fiom della Campania all’iniziativa sul Mezzogiorno decisa dal Comitato
Centrale della Fiom.
Si è svolta ieri 22 ottobre l'assemblea unitaria dei delegati Fim - Fiom - Uilm della zona nord di Napoli per discutere della grave crisi che investe il sistema industriale locale.
L'iniziativa sindacale procederà in tre direzioni:
Proclamazione di uno sciopero di zona della categoria, da effettuarsi a breve, per sollecitare l'attivazione di tutte le misure a sostegno del sistema industriale locale atte a consentirne l'uscita dalla crisi in cui versa.
Richiesta di un incontro urgente al Presidente della Giunta Regionale Campania, On. Antonio Bassolino, cui chiedere attenzione alle problematiche produttive ed occupazionali della zona ed interventi che aiutino a risolvere le situazioni di crisi ed a programmare nuove opportunità di sviluppo.
Attivazione di un tavolo di gruppo IPM per affrontare la crisi che investe il gruppo e trovare prioritariamente soluzioni in termini di occupazione e reddito per i lavoratori interessati.
L'assemblea dei delegati Fim - Fiom - Uilm auspica che intorno a questa crisi cresca l'attenzione delle istituzioni, delle forze politiche, della cittadinanza tutta e dichiara sin d'ora la propria disponibilità a contribuire alla riuscita di tutte quelle iniziative che saranno messe in campo tendenti ad evitare il precipitare della crisi ed a trovare positive vie d'uscita.
Napoli, 23 ottobre 2002
Si è svolto il 21 ottobre l'incontro, previsto nell'ambito della procedura di C.I.G.O. attivata dalla Direzione Aziendale, tra Fiom Provinciale di Napoli, RSU Fiom e Alenia Aeronautica.
La delegazione aziendale ha confermato la richiesta di ulteriori otto giorni di C.I.G.O. per tutti gli stabilimenti napoletani da effettuarsi nel mese di novembre 2002, oltre che i rientri da O.A.N. Capodichino e Venezia e quelli da Pomigliano d'arco a Nola al fine di far fronte ad oltre 100 mila ore di scarico.
La delegazione sindacale ha espresso viva preoccupazione per la crisi che sta attraversando il settore aeronautico e profondo dissenso verso le politiche aziendali tendenti ad affrontare la stessa senza chiare strategie industriali in grado di consolidare e sviluppare l'insieme degli stabilimenti napoletani salvaguardandone prioritariamente gli attuali livelli occupazionali.
La Fiom ha Chiesto:
Di avviare urgentemente e preliminarmente un confronto ai massimi livelli sulle prospettive degli stabilimenti napoletani sulle strategie industriali da perseguire;
Mettere in campo tutte le misure alternative alla C.I.G.O. per affrontare il problema degli scarichi di lavoro;
Sospendere tutti i pacchetti di esternalizzazione nonché l'allocazione all'esterno di nuovi pacchetti di lavoro.
Su richiesta dell'Azienda, l'incontro è stato aggiornato.
La Fiom ribadisce che solo un progetto industriale credibile può fornire le certezze necessarie al raggiungimento di un accordo.
Napoli, 21 ottobre 2002
Ai lavoratori metalmeccanici della Campania per la straordinaria adesione allo sciopero e per la massiccia partecipazione alle manifestazioni indette dalla Cgil il 18 ottobre.
Il sostegno e il consenso che abbiamo registrato nelle aziende metalmeccaniche troveranno piena continuità nell'iniziativa della Fiom e della Cgil per:
Difendere ed estendere i diritti dei lavoratori a partire dall'articolo 18
Impedire la precarizzazione dei rapporti di lavoro
costruire una nuova politica industriale che punti alla qualità e all'innovazione per garantire l'occupazione, in particolare nel Mezzogiorno e a partire dalla Fiat
Per difendere e qualificare lo stato sociale (pensioni, scuola, sanità, servizi sociali)
Per difendere i salari dall'inflazione e conquistare il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro
Per la democrazia sindacale nei luoghi di lavoro e nel Paese.
Fiom - Cgil Regionale Campania
Napoli, 21 ottobre 2002
La vertenza ICMI è giunta ad un punto cruciale: si può realizzare un distretto di piccole e medie imprese, sostenuto da un Contratto di Programma, in grado di dare significative risposte in termini di sviluppo ed occupazione non solo ai lavoratori ex ICMI ma all'insieme del territorio, oppure abbandonare l'area in questione a possibili interventi speculativi.
Le Organizzazioni Sindacali di categoria, Fim Fiom Uilm, e la RSU ICMI sono fortemente preoccupati della situazione che si è venuta a creare. Pertanto, chiedono:
A Fintecna di agevolare la stipula del Contratto di Programma attraverso il rapido raggiungimento di un accordo con la Whirlpool che ne rappresenta la condizione indispensabile
Al Gruppo Riva di impegnarsi ad attuare gli strumenti necessari alla ricollocazione dei lavoratori ICMI
Alla Regione Campania ed al Comune di Napoli di attivarsi affinché la situazione si sblocchi rapidamente e si raggiungano gli obiettivi del Protocollo di Intesa del novembre 2001
Le Organizzazioni Sindacali Fim Fiom Uilm e la RSU ICMI proclamano lo stato di agitazione a sostegno della vertenza e promuoveranno tutte le iniziative di lotta necessarie nei confronti di tutti i soggetti coinvolti, al fine di rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono alla sua positiva conclusione.
Napoli, 16 ottobre 2002
La piena riuscita dello sciopero all'Alfa di Pomigliano d'Arco, la crescita delle adesioni alla FMA di Pratola Serra dimostrano la piena consapevolezza dei lavoratori della Fiat Campania sugli effetti generali della crisi Fiat e del piano di smantellamento del settore auto, confermato dall'Azienda in tutti i suoi aspetti nell'ultimo incontro con il sindacato.
E' necessario affrontare le cause della crisi: l'unica strada possibile, seguendo il modello Renault e Wolkswagen, è l'intervento pubblico nel capitale azionario Fiat a sostegno di un nuovo piano industriale che metta al centro la ricerca e l'innovazione di prodotto verso le nuove frontiere dell'auto.
Il Governo e le stesse istituzioni regionali, piuttosto che impegnarsi in dispute localiastiche sugli effetti della crisi e l'utilizzo di ammortizzatori sociali, devono esprimersi sugli impegni necessari per la salvezza ed il rilancio dell'industria automobilistica italiana a partire dal Mezzogiorno.
La Fiom propone a Fim e Uilm lo sciopero generale dei metalmeccanici a sostegno della proposta di intervento pubblico nel capitale azionario Fiat e di un nuovo piano industriale, per impedire la chiusura degli stabilimenti Fiat e contro il ricorso alla Cassa integrazione a zero ore.
Fiom - Cgil Provinciale Napoli e Avellino
Fiom - Cgil Regionale Campania
Napoli, 11 ottobre 2002
E' necessario che sulla crisi della Fiat ed i suoi effetti nel Mezzogiorno si esprima anche l'istituzione Regionale della Campania.
Un ruolo importante per un intervento pubblico a sostegno di un nuovo piano industriale, che eviti lo smantellamento del settore auto, può essere svolto, di concerto con il Governo, dalle Regioni.
Per questo riteniamo necessario che, nel più breve tempo possibile, il Presidente della Giunta regionale della Campania, On. Antonio Bassolino, convochi un incontro con il sindacato.
Napoli, 11 ottobre 2002
Comunicato Sindacale Alenia Aeronautica del 9 ottobre 2002
La Direzione di Alenia Aeronautica ha avviato le procedure per il ricorso ad un periodo di 10 giorni di Cassa Integrazione Ordinaria per le unità produttive di Pomigliano d'Arco, Centro Bonifacio, Nola e Casoria da effettuarsi nel 2002.
Tale richiesta mette radicalmente in discussione le intese raggiunte nel 2002 e prefigura un ulteriore peggioramento del quadro generale per il 2003.
Si rende non più deferibile un confronto serio ai massimi livelli sulla prospettiva degli stabilimenti napoletani e la definizione di un chiaro piano industriale in grado di rispondere alla crisi del settore.
Al contrario, questa richiesta di ulteriori 10 giorni di cassa integrazione prefigura una "navigazione a vista" da parte della Direzione Aziendale pagata dai lavoratori attraverso la penalizzazione sul reddito che ne deriva dall'utilizzo degli ammortizzatori sociali e che la Fiom non può avallare.
Per queste ragioni, pur non sottraendoci al confronto previsto dalle procedure di legge, non firmeremo l'ulteriore accordo di cassa per il 2002.
Napoli 9 ottobre 2002
Nelle
fabbriche della Campania alte adesioni allo sciopero Fiom per rilanciare la
vertenza Fiat.
All’Alfa
di Pomigliano D’Arco e nelle aziende collegate oltre l’80% degli addetti ha
aderito allo sciopero.
Ferma
la linea della 156 e al 20% la produzione della 147.
Adesione
pressochè totale alla verniciatura e alla COMAU.
In Fiat Avio si registrano adesioni dell’ 80% al primo turno e centrale a Pomigliano e 95% nello stabilimento di Acerra.
All’Iveco di Grottaminarda adesione oltre il 50% nel primo turno.
Domani, 28 Settembre,sciopera la F. M. A. di Pratola Serra.
Le alte adesioni allo sciopero confermano la consapevolezza dei lavoratori Fiat, a Pomigliano e in Campania, dell’ aggravarsi della crisi Fiat, che trova conferma nella decisione aziendale di ridurre la capacità produttiva del settore auto del 25% con altri 6000 posti di lavoro a rischio.
La riuscita dello sciopero rappresenta un importante sostegno all’obiettivo sindacale di riaprire la trattativa con l’azienda ed il confronto con il Governo e le istituzioni locali per un vero piano industriale basato su ricerca e innovazione tecnologica.
Vengono così bocciati dai lavoratori gli accordi separati sottoscritti da FIM, UILM e FISMIC che hanno prodotto oltre tremila licenziamenti senza garantire nessuna prospettiva di superamento della crisi.
La Segreteria Regionale della Fiom e della Cgil Regionale hanno chiesto al Presidente della Giunta Regionale della Campania On. Antonio Bassolino di riprendere il confronto con il sindacato sulla crisi Fiat a partire dai temi della ricerca e della innovazione,della qualificazione dell’indotto,della mobilità eco compatibile in rapporto alle prospettive del settore auto e del sistema produttivo Fiat in Campania.
Le Segreterie Fiom - Cgil Provinciali di Napoli, Avellino e Regionale Campania
Napoli, 27 settembre 2002
Comunicato sindacale in preparazione dello sciopero per la vertenza Fiat
Le quattro ore di sciopero indette dalla Fiom - Cgil Nazionale per rilanciare la vertenza Fiat saranno attuate in Campania venerdì 27 settembre.
Lo sciopero interesserà la Fiat Auto (ex Alfa) con tutte le Aziende collegato dello stabilimento di Pomigliano d'Arco, la Fiat Avio di Pomigliano d'Arco ed Acerra, la Iveco di Grottaminarda, tutte le altre attività Fiat e l'ndotto nella regione.
Alla F.M.A. di Pratola Serra lo sciopero è invece programmato per sabato 28 settembre.
La Fiom e la Cgil regionale chiederanno al presidente della Giunta Regionale On. Antonio Bassolino di riprendere il confronto con il sindacato sulla crisi Fiat a partire dai temi della ricerca e della innovazione, della qualificazione dell'indotto, della mobilità ecocompatibile in rapporto alle prospettive del settore auto e del sistema produttivo Fiat in Campania
Coordinamento Regionale delegati Fiom Fiat e Indotto
Fiom - Cgil Territoriali e Regionale
Napoli, 13 settembre 2002
Convocazione Struttura Fiom Campania
Mercoledì 4 Settembre alle ore 9,30 presso la sede Regionale Fiom è convocata una riunione delle strutture territoriali Fiom della Campania con all'ordine del giorno:
Ripresa della iniziativa sindacale Fiom e Cgil
Piattaforma per il Contratto Nazionale di lavoro
Rapporti Unitari con Fim e Uilm in Campania
Chiusura Sede Per Ferie
Si comunica che la sede Fiom - Cgil Regionale Campania e della Fiom - Cgil Provinciale di Napoli rimarrà chiusa dalle ore18,00 del 9 Agosto 2002 alle ore 8,300 del 26 Agosto 2002.
Napoli, 1 Agosto 2002
Il festival dell'ingiustizia! Ovvero, la nuova riforma fiscale
Con la legge delega il governo di centro destra cambia in peggio il sistema fiscale italiano, con un duplice danno. Da un lato la fine della progressività del sistema: fino a oggi, con il sistema a 5 aliquote (la massima è al 45 per cento) chi più guadagnava più pagava; con due sole aliquote (il 23 e 33 per cento) chi ci guadagnerà molto è chi già guadagna di più.
Ma non solo. Con la riduzione dell'entrate provocata anche dall'abolizione dell'IRAP, l'imposta che tra l'altro finanzia la sanità, si mettono a rischio i fondamenti del sistema di welfare italiano, a partire proprio dalla sanità pubblica, con conseguenze che saranno tanto più pesanti proprio per chi guadagna meno.
Ecco i risultati:
|
Reddito (in lire) |
Attuale imposta |
Futura imposta |
Differenza |
|
20.000.000 |
3.600.000 |
4.600.000 |
+ 1.000.000 |
|
25.000.000 |
4.800.000 |
5.750.000 |
+ 950.000 |
|
30.000.000 |
6.000.000 |
6.900.000 |
+ 900.000 |
|
35.000.000 |
7.600.000 |
8.050.000 |
+ 450.000 |
|
40.000.000 |
9.200.000 |
9.200.000 |
0 |
|
50.000.000 |
12.400.000 |
11.500.000 |
- 900.000 |
|
100.000.000 |
31.200.000 |
23.000.000 |
- 8.200.000 |
|
135.000.000 |
44.850.000 |
31.050.000 |
- 13.800.000 |
|
200.000.000 |
74.100.000 |
46.000.000 |
- 28.100.000 |
|
500.000.000 |
209.100.000 |
112.000.000 |
- 97.100.000 |
Napoli, 1 agosto 2002
Straordinaria partecipazione dei metalmeccanici allo sciopero generale di quattro ore in Campania
In tutte le province della Campania, nelle principali aziende metalmeccaniche i livelli di adesione allo sciopero generale di quattro ore in Campania, indetto dalla Cgil, hanno raggiunto una media superiore all'80 per cento.
All'Alfa di Pomigliano d'Arco e nelle aziende collegate l'adesione è registrata al primo turno e turno centrale ha superato il 95 per cento.
Alla Fiat Avio di Pomigliano d'Arco e Acerra adesione superiore all'80 per cento tra gli operai. Anche negli stabilimenti aeronautici dell'Alenia adesione superiore all'80 per cento tra gli operai a Pomigliano, Nola e Casoria.
Punte di adesione del 100 per cento alla C.G.A. di Casalnuovo di Napoli, nelle aziende ex Fag di Somma Vesuviana e nelle piccole aziende del comprensorio.
Oltre 1.000 lavoratori hanno partecipato alla manifestazione a piazza Primavera a Pomigliano d'Arco con il comizio di Marisol Pardo delle Commisiones obreras spagnole, Michele gravano Segretario Generale della C.D.M.L. di Napoli e Tino Magni Segretario Nazionale Fiom.
Nella zona orientale di Napoli sfiorato il 100 per cento di adesioni all'Ansaldo, alla Whirpool e alla Magnaghi con oltre 500 lavoratori in corteo.
In 23 aziende su 25 del porto di Napoli 100 per cento di adesioni.
100 per cento con manifestazione a Pozzuoli dei lavoratori della Sofer.
Sempre nell'area flegrea 75 per cento di adesioni all'Alenia del Fusaro, 80 per cento alla Omnitel.
Adesione del 90 per cento alla Fincantieri di Castellammare di Stabia con assemblea generale dei lavoratori in sciopero, così all'Avis e alla B. Ticino di Torre del Greco.
Forti adesioni in provincia di Caserta, alla E.D.S. il 70 per cento, alla Merloni l'80 per cento, alla Silia e alla Incard il 100 per cento, alla Marconi il 70 per cento, alla Firema il 100 per cento, all'Alcatel e alla Siemens.
In provincia di Avellino Iveco al 70 per cento, Almec 98 per cento, Denso (ex Marelli) 80 per cento, nelle aziende dell'indotto auto 80 per cento.
Nelle aziende della provincia di Salerno media dell'80 per cento, con punte del 90 per cento negli scatolifici Faba Sud di Nocera e Capolo di Cava de' Tirreni e nelle fonderie.
A benevento oltre l'80 per cento alla ficomirrors (ex Marelli), 80 per cento tra gli operai dell'Agusta, oltre il 90 per cento nelle piccole aziende del Sannio.
Gli scioperi si sono svolti in decine di aziende con adesioni unitarie delle RSU e con una massiccia partecipazione di iscritti alla Fim, alla Uilm e altri sindacati.
Migliaia di metalmeccanici hanno partecipato ai presidi ed alle iniziative programmate dalla Cgil nelle città della regione.
Ora verso lo sciopero generale contro qualsiasi accordo separato sull'articolo 18 e i diritti dei lavoratori.
Fiom Regionale Campania
Napoli, 20 giugno 2002
Oltre 50.000 metalmeccanici della Campania sono stati coinvolti negli scioperi promossi dalla Fiom
Oltre 50.000 metalmeccanici della Campania sono stati coinvolti negli scioperi promossi dalla Fiom fino al 14 giugno.
Ciò è stato possibile anche grazie ai pronunciamenti e alle iniziative unitarie di decine di RSU e alla partecipazione attiva di tanti delegati e iscritti alla Fim e alla Uilm, convinti che non è possibile trattare sui diritti e sull'articolo 18 con il Governo e la Confindustria.
Ora è necessario che si estenda e si sviluppi la mobilitazione in tutte le aziende metalmeccaniche con la piena riuscita dello sciopero generale del 20 giugno in Campania.
Dal Mezzogiorno, infatti, deve venire una risposta netta e decisa dei lavoratori all'obiettivo della Confindustria e del Governo di annullare i diritti dei giovani lavoratori del Mezzogiorno e di sancire le gabbie salariali, con il superamento dei contratti nazionali di lavoro, in funzione di attività produttive e industriali senza qualità e innovazione e, quindi, senza futuro.
Con lo sciopero del 20 giugno bisogna, invece, affermare l'obiettivo della difesa e dell'estensione delle tutele e dei diritti oggi negati in particolare nel Mezzogiorno.
Con lo sciopero del 20 giugno bisogna affermare gli obiettivi di uno sviluppo di qualità delle attività produttive basato sulla ricerca e l'innovazione tecnologica a partire dalla vertenza Fiat, per arrivare a tutti i centri di eccellenza industriale meridionale.
La Fiom chiama tutti i lavoratori a partecipare attivamente allo sciopero del 20 giugno, con presidi organizzati in tutte le aziende, e a tutte le iniziative organizzate dalla Cgil nelle cinque province della Campania.
Particolare significato assume la manifestazione organizzata a Pomigliano d'Arco in piazza Primavera alle ore 9.00, con un comizio al quale interverranno Michele Gravano (Segretario Generale C.D.L.M. di Napoli), Marisol Pardo (Esecutivo Nazionale Commisiones Obreras - Spagna) e Tino Magni (Segretario Nazionale Fiom).
Fiom Regionale Campania
Napoli, 17 giugno 2002
A Pomigliano d'Arco ferme tutte le linee produttive di Fiat Auto. Corteo interno ed assemblea con le Segreterie di Fim - Fiom - Uilm. Allo sciopero partecipano oltre il 70 per cento tra gli operai del primo turno.
Alla Sepin adesione al 90 per cento tra gli impiegati.
Alla Fiat Avio di Pomigliano d'Arco adesione oltre l'80 per cento tra gli operai, tecnici e impiegati del primo turno e turno centrale.
Alla Fiat Avio di Acerra adesione oltre il 70 per cento tra gli operai del primo turno.
Alla ex Iveco di Grottaminarda adesione dell'80 per cento tra gli operai del primo turno.
Le altissime adesioni allo sciopero registrate in Campania confermano il carattere nazionale della vertenza Fiat.
Napoli 24 maggio 2002
Primi scioperi nelle fabbriche metalmeccaniche si sono svolti in mattinata:
a Benevento 1 ora di sciopero alla Galvacenter e alla Ficomirrors (ex Marelli) di Morcone
a Caserta 1 ora di sciopero indetto dalle RSU alla Maresi e alla Wortington
a Salerno 1 ora di sciopero alla Capolo di Cava de Tirreni
ad Avellino 1 ora di sciopero al 1° turno alla Almec di Nusco, con partecipazione dell'80 per cento dei lavoratori
a Napoli 1 ora di sciopero alla G.C. di Cercola e, indetto dalla RSU, alla C.G.A. di Casalnuovo di Napoli.
Altre iniziative sono programmate:
Ad Avellino la Fiom provinciale ha indetto 1 ora di sciopero in tutte le aziende per martedì 4 giugno. Alla ex Iveco di Grottaminarda lo sciopero è previsto giovedì 6 giugno;
A Salerno martedì 4 giugno riunioni delle RSU dell'Alcatel di Battipaglia e della Faba Sud di Nocera Superiore per decidere le iniziative di lotta;
A Caserta previste da martedì 4 giugno iniziative di sciopero promosse dalle RSU nelle principali aziende: Firema, Merloni, Marconi, Ecobat e Silia per martedì 4 giugno;
A Napoli previsto domani lo sciopero con assemblea alla Meccanica Navale e nelle altre aziende del porto. Programmate per mercoledì 5 giugno 1 ora di sciopero alla Fincantieri di Castellammare di Stabia. Approvato dalla RSU di Fiat auto di Pomigliano d'Arco un documento unitario contro la trattativa sull'articolo 18. Previsti sciopero mercoledì 5 o giovedì 6. Riunione delle RSU sono previste per domani martedì 4 giugno all'Ansaldo Breda e nelle altre principali aziende metalmeccaniche napoletane.
|
Ulteriori iniziative di lotta saranno programmate nei prossimi giorni nell'ambito delle quattro ore di sciopero indette dalla Fiom - Cgil Nazionale |
Fiom - Cgil Regionale Campania
Scioperi e iniziative di lotta dei metalmeccanici si registrano in tutta la regione contro il patto scellerato sottoscritto da Cisl e Uil.
A Napoli centinaia di lavoratori della Lear e della Marelli di Caivano hanno scioperato ed effettuato una manifestazione nella zona industriale di Pascarola.
Assemblee spontanee con i delegati sulle linee di produzione di Fiat Auto a Pomigliano d'Arco.
Scioperi all'Alenia di Casoria e alla Fincantieri di Castellammare di Stabia.
A Caserta hanno scioperato per un ora i lavoratori della Firema.
A Benevento programmato lo sciopero per mercoledì 10 luglio alla Sidermeccanica e alla Imeva.
Nella zona industriale di Avellino scioperi alla Tecnostampi, alla Flextronics e alla Lima Sud. Domani programmati in provincia di Avellino gli scioperi alla Ocevi Sud, alla Almec, alla Bitron Sud, alla Denso (ex Marelli).
Alla I.M.S. sciopero unitario programmato per domani dalla RSU.
La RSU Irisbus (ex Iveco) di Grottaminarda ha deciso per venerdì prossimo di aggiungere quattro ore di sciopero a quelle già previste per la vertenza Fiat.
Venerdì 12 luglio, infatti, in Campania sciopereranno per quattro ore i lavoratori delle aziende Fiat e dell'indotto.
Previsto un presidio con manifestazione ai cancelli dell'Alfa di Pomigliano d'arco.
In preparazione dello sciopero Fiat, indetto dalla Fiom, giovedì 11 luglio si svolgeranno le assemblee in Fiat Auto e Fiat Avio di Pomigliano d'Arco con la partecipazione del Segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini.
Prevista una massiccia partecipazione dei lavoratori metalmeccanici allo sciopero generale dell'industria di due ore indetto dalla Cgil della Campania per venerdì 12 luglio.
Napoli, 8 luglio 2002
Fiom - Cgil Regionale Campania
Non ci faremo intimidire dalle provocazioni aziendali!
Ieri alle ore 16 la Fiat ha messo in libertà operai ed impiegati dell'intero stabilimento di Pomigliano d'Arco ed ha ritirato la Direzione aziendale. All'origine del provvedimento, mai verificatosi prima d'ora, la presenza in fabbrica di 100 lavoratori "estranei" che avrebbero impedito lo svolgimento della normale attività lavorativa. I capi, prima di uscire anch'essi, hanno fatto svuotare rapidamente lo stabilimento, quasi si trattasse di un'evacuazione generale per un imminente pericolo che da un momento all'altro poteva manifestarsi. Molti hanno addirittura temuto un attentato. La Fiat, invece, dopo aver imposto a quasi tutte le aziende di eseguire la messa in libertà, si apprestava a far entrare in fabbrica ingenti forze di polizia per fare arrestare i lavoratori, trattandoli alla stregua di criminali o, peggio ancora, di terroristi.
E' stato un atto di ignobile e vogare provocazione nei confronti dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali.
Gli "estranei" presenti in fabbrica, che erano stati fatti entrare normalmente in mattinata dall'ingresso 1, erano i dipendenti della società Cablauto - Valeo di Mariglianella che fino a maggio del 1996 erano in forza alla fiat di Pomigliano d'Arco, poi ceduti con un provvedimento di terziarizzazione al Gruppo francese, il quale ha deciso di chiudere l'impianto e licenziare i 153 addetti.
I lavoratori, insieme alle Organizzazioni Sindacali ed alle RSU di fabbrica, stavano manifestando con un presidio pacifico per richiedere alla Direzione Fiat (fino ad ora assolutamente latitante sul problema) un intervento deciso nei confronti della Valeo per sospendere i licenziamenti ed avviare un tavolo di confronto, che da due mesi non c'è stato, ed affrontare la drammatica situazione.
Eppure la stessa Fiat si era detta disponibile ad intervenire, anche se in maniera indiretta, dal momento che, secondo quanto dichiarato, continua a dare regolarmente le commesse di lavoro come espressamente previsto dagli accordi stipulati in sede di Ministero del Lavoro il 4 giugno 1996.
Allora perché la Fiat invece di intervenire concretamente mostra i muscoli e tenta di fare diventare una vertenza sindacale un problema di ordine pubblico?
Già dalla mattina era apparso chiaro il disegno aziendale, quando erano iniziate le prime provocazioni all'interno del Finizione. Un dirigente della Fiat aveva cominciato a riprendere di nascosto i lavoratori con una macchina fotografica, vistosi scoperto ha lasciato l'ignobile compito, degno di un regime poliziesco, al capo della vigilanza, il quale in maniera plateale ha continuato le riprese ignorando la reazione dei presenti. L'intento intimidatorio era evidente ed ha fatto dimenticare all'azienda che i mezzi audiovisivi sono vietati all'interno dei luoghi di lavoro (nel reparto si stava svolgendo la normale attività lavorativa) da una precisa legge che si chiama Statuto dei lavoratori che oggi il Governo e la Confindustria, con in testa la Fiat, voglio mettersi sotto i piedi e cancellare definitivamente.
Questo clima intimidatorio che la Fiat sta innescando nei reparti va respinto. Come vanno respinti tutti i tentativi di criminalizzare, invece di affrontarli, i problemi che democraticamente i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali sollevano quotidianamente. Occorre anche prestare la massima attenzione a tentativi striscianti che puntano a mettere in discussione lo stabilimento di Pomigliano d'Arco e la credibilità del Sindacato e dei lavoratori dell'intero comparto automobilistico. Contro questo pericolo è indetto lo stato di mobilitazione e di allerta in tutti i reparti per affrontare e respingere ulteriori provocazioni che dovessero venire. Su questi temi è proclamata per il giorno 28 un'assemblea generale con sciopero con la seguente articolazione:
1° turno e centrale dalle ore 9.30 alle ore 10.30
2° turno dalle ore 15 alle ore 16
3° turno dalle ore 23 alle ore 24
Fim, Fiom, Uil e Fismic Segreterie Territoriali e RSU
Pomigliano d'Arco, 27 marzo 2002
Io a Roma ci sono stato.
Io a Roma ci sono stato. E ho visto cose, ho provato emozioni mai viste e mai provate in vent'anni di attività sindacale. Ho visto due, tre milioni di donne e di uomini, lavoratori, studenti, immigrati, pensionati, colmare come un catino l'immenso spazio del Circo Massimo, li ho visti incrociarsi, salutarsi, cercarsi, parlarsi con cento dialetti diversi, venuti da sopra e da sotto, da ogni regione d'Italia. Ho sentito il sapore amaro del silenzio che ha onorato la memoria del professor Marco Biagi, la compostezza e l'indignazione di una piazza immensa che attraverso quel silenzio ha scolpito nell'aria di Roma la risposta fermissima del sindacato ad ogni maldestro tentativo di individuare un qualche nesso tra la follia criminale di qualche decina di invasati ed il mondo del lavoro.
C'ero, a Roma, insieme a tanta gente che si faceva fiume, che scorreva tra le strade e la storia della città eterna, con la consapevolezza di divenire anch'essa, per la grandiosità dell'evento, un piccolo punto della storia di questa città e del nostro Paese. Ho visto i lampi negli occhi e nei pensieri di un'enorme folla tinta di rosso, che si riconosce, si accomuna e diventa Popolo nelle note del nostro inno nazionale, che ha aperto la serie dei comizi. Ho visto i padri e i figli insieme, non gli uni contro gli altri, generazioni saldate dai vincoli stessi della solidarietà che il Governo vuol subdolamente recidere, restringendo i diritti di chi adesso entra o si accinge ad entrare nel modo del lavoro, e tranquillizzando gli altri, dicendogli di non agitarsi troppo, tanto non tocca a voi.
Ho sentito il discorso lucido e fermo di Sergio Cofferati, ribadire con la chiarezza efficace delle idee semplici, la posizione della Cgil e del sindacalismo confederale che lo sviluppo e l'occupazione non si agevolano restringendo i diritti dei lavoratori, ma estendendone la pratica attuazione ai milioni di soggetti ai quali l'accesso a questi diritti non è ancora consentito.Che non si vede nessun onesto motivo in forza del quale, un'azienda che licenzia senza giusta causa, poi proceda ad assumere un numero maggiore di lavoratori, atteso che le imprese assumono se c'è lavoro, e non assumono se il lavoro non c'è, e che le imprese certo ben conoscono tutti gli strumenti di flessibilità già esistenti per far fronte sia ad incrementi che a decrementi di attività. Ed ho sentito dire queste cose senza quella retorica arringante che tante volte stuzzica i leader sindacali davanti alle folle enormi, bensì con una fermezza pacate e responsabile che si stagliava come una gemma preziosa nella folla oceanica del Circo Massimo.
Ho visto migliaia di uomini e donne delle forze dell'ordine vigilare con discrezione pacifici cortei che si vigilavano da sé, e sono certo che alla fine della giornata, tirato un sospiro di sollievo, saranno anch'essi tornati alle loro case e alle loro famiglie con lo stato d'animo col quale si auguravano di tornarvi.
Ho visto, alla fine, la stanchezza felice negli occhi di tanti manifestanti misurare i mille e mille passi per raggiungere il proprio autobus, e di là ritornare nelle proprie città, chi al pomeriggio, chi la sera, chi, come i sardi ed i siciliani, soltanto il mattino dopo, e saranno sfiniti, ma loro c'erano, volevano esserci, ci sono stati, hanno visto e sentito.
Lo so, cari colleghi, che molte di queste cose si vedevano bene anche dalla televisore di casa propria. So, anzi, che molti di voi che non hanno potuto o voluto fare il viaggio hanno fruito dei cento approfondimenti di illustri analisti in tv, e disponendo oggi del quadro d'insieme, hanno capito qualcosa più di me. Ma io ho soltanto provato a trasmettervi, e credo di non esserci riuscito, le emozioni, i sentimenti, gli stati d'animo. Queste cose, voi lo sapete, non passano bene attraverso un tubo catodico.
Leonardo Pascucci, RSU Datitalia
Roma 23 marzo 2002.

N
|
I metalmeccanici a Roma il 23 marzo con la CGIL No all'attacco della Confindustria e del Governo ai diritti delle lavoratrici, dei lavoratori, dei giovani del Mezzogiorno. Difendiamo lo Statuto dei lavoratori, il Contratto nazionale, lo stato sociale. Oggi è in gioco il futuro di chi è già al lavoro e di chi al lavoro ci sarà domani. Facciamo in modo che questo futuro non sia dominato dall'ingiustizia e dalla prepotenza. Fiom - Cgil Campania |
Straordinaria mobilitazione con scioperi e manifestazioni dei metalmeccanici in Campania contro il Governo e la Confindustria.
Dopo gli scioperi di venerdì 15 marzo alla Mecfond di Napoli, alla Marelli di Caivano, all'Ansaldo Breda (ex Sofer) di Pozzuoli, all'Alenia di Casoria e negli stabilimenti Merloni di Teverola (Caserta), anche sabato 16 marzo si sono svolte iniziative di lotta con il blocco degli straordinari e presidi ai cancelli all'Ansaldo Breda di Napoli e all'Irisbus (ex Iveco) di Grottaminarda (Avellino).
Nella giornata di oggi sciopero di due ore, con adesione al 100 per cento, degli operai di Fiat Auto e Aziende collegate di Pomigliano d'Arco. Un corteo con oltre 200 lavoratori, dopo aver attraversato i reparti della fabbrica, ha raggiunto gli assi viari della zona industriale, presidiandone gli ingressi. Alla testa del corteo centinaia di giovani precari, che sarebbero i primi ad essere colpiti dai provvedimenti sull'articolo 18 varati dal Governo.
Sciopero di due ore anche alla Denso (ex Marelli) di Avellino con la partecipazione dell'85 per cento degli oltre 700 addetti.
Previsti per domani 19 marzo scioperi di un'ora all'Irisbus (ex Iveco) di Grottaminarda, alla Bitron Sud e alla I.M.S. in Alta Irpinia.
Già previsto per venerdì 22 sciopero di un'ora con il blocco degli straordinari alle Officine Aeronavali di Capodichino.
Fiom Regionale Campania
Napoli. 18 marzo 2002
Assemblea di Fim, Fiom, Uilm e Fismic con le RSU delle Aziende metalmeccaniche del Territorio di Pomigliano d'Arco sulle vertenze Cablauto e Merisid
Si è svolta in data odierna, presso l'aula Consiliare di Pomigliano d'Arco, la riunione delle RSU della Selca, della Meccanica Tiberina, della Fiat Auto e di tutte le Aziende ubicate all'interno dello stabilimento di Pomigliano d'Arco per affrontare i gravissimi problemi occupazionali delle Società Cablauto (Gruppo Valeo) di Mariglianella e Merisid (Gruppo Riva) di Acerra.
Alla riunione hanno partecipato tutti i lavoratori delle suddette Aziende e una rappresentanza delle Organizzazioni Confederali di Cgil, Cisl e Uil.
Le RSU e le Organizzazioni Sindacali respingono con forza le procedure attivate dalle Aziende che porteranno alla chiusura dei siti produttivi, con il conseguente licenziamento di 200 lavoratori.
Siamo oramai giunti alla fase finale di un percorso che ha visto impegnate le istituzioni locali a sostegno della giusta lotta dei lavoratori.
Va registrato che ancora oggi, nonostante precisi impegni assunti dal Sottosegretario al Lavoro on. Viespoli, le procedure di dismissione non sono state bloccate e non è stato attivato alcun tavolo di confronto ministeriale per portare a positiva conclusione la vertenza.
In tal senso è decisivo l'incontro che si terrà domani con la regione Campania, a cui parteciperanno i Sindaci della zona e le RSU delle Aziende del Territorio.
La Regione, su richiesta del sindacato, ha convocato oltre alla Valeo anche la fiat, da noi ritenuta la maggiore responsabile dell'attuale situazione, nonché interlocutore primario in questa difficile fase della vertenza Cablauto. Nella stessa riunione verrà affrontata la vicenda Merisid.
A conclusione dell'attivo, le Organizzazioni Sindacali Territoriali e regionali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic propongono alle RSU la convocazione di un'assemblea generale retribuita da tenere in Fiat, per decidere, in caso di esito negativo dell'incontro regionale, tutte le forme di mobilitazione e di lotta che saranno necessarie per ottenere il ritiro dei licenziamenti.
Intanto, a sostegno delle vertenze, le Organizzazioni Sindacali, congiuntamente alle RSU di Fiat e delle Aziende collegate, proclamano
|
PER LUNEDI' 25 MARZO DUE ORE DI SCIOPERO Le modalità saranno successivamente comunicate |
Fim, Fiom, Uilm, Fismic Territoriali e Regionali
Pomigliano d'Arco, 19 marzo 2002
Indennità di mobilità e C.I.G. per l'anno 2002
Prima fascia (reddito mensile, comprese le mensilità aggiuntive, fino a Euro 1.679,07 pari a Lire 3.251.133):
|
Al lordo |
Al netto della riduzione contributiva del 5.54% |
|
€ 776.12 - £ 1.502.775 |
€ 733.12 - £ 1.419.500 |
Seconda fascia (reddito mensile lordo, comprese le mensilità aggiuntive, superiore a Euro 1.679,07 pari a Lire 3.251.133):
|
€ 932,82 - £ 1.806.190 |
€ 881,14 - £ 1.706.125 |
Aliquote Irpef per l'anno 2002 (in Euro)
|
Redditi per scaglioni |
Aliquota |
Correttivo da detrarre |
|
Fino a € 10.329,14 |
18% |
|
|
Da € 10.329,15 a € 15.493,71 |
24% |
619,75 |
|
Da € 15.493,72 a € 30.987,41 |
32% |
1.859,25 |
|
Da € 30.987,41 a € 69.721,68 |
39% |
4.028,36 |
|
Oltre € 69.721,68 |
45% |
8.211,66 |
Comunicato conclusivo dell'Attivo dei delegati Fiom della RSU Alenia Aeronautica /OAN con le Strutture Fiom Provinciali Regionali e Nazionali
Lavoratori di Alenia Aeronautica e di OAN, di fronte a noi vi è un quadro generale di profonde incertezze per il futuro del settore aeronautico, in particolare a Napoli e nel Mezzogiorno.
Pesano negativamente le scelte, gli orientamenti e l'indirizzo strategico del Governo Berlusconi:
azzeramento dell'accordo con EADS
inversione di marcia nel processo di integrazione europea. Il disimpegno dal programma A400M nel settore militare prefigura la rinuncia definitiva alla partecipazione ad Airbus nel settore civile.
un "rapporto prreferenziale" con l'industria aeronautica inglese e degli Stati Uniti.
L'industria aeronautica nazionale corre il rischio di uscire fortemente marginalizzata e ridimensionata dalla crisi congiunturale, prevista per il biennio 2002 - 2003, determinatasi a seguito di un calo di commesse già registrato nella prima metà dell'anno scorso e poi acuitasi per gli effetti degli atti terroristici a New York dell'11 settembre 2001.
Già oggi Alenia Aeronautica nelle sue attività industriali è prevalentemente subcommittente di Boeing e Airbus, sia nei programmi in corso che in quelli in fase di avviamento, laddove si registrano rischi di slittamento per il 757 con Boeing e la riduzione dal 10% al 4% su attività meno qualificate per A380 con Airbus.
Il nuovo indirizzo strategico del governo proietta Alenia e finmeccanica verso i nuovi programmi aeronautici USA:
nel settore della difesa - programma JSF - con rischi di ricadute negative sulle attività di progettazione, sulle prospettive dei programmi europei in corso (EFA in particolare) e sulla stessa qualità tecnologica delle attività industriali.
nel settore civile - programma Sonic Cruiser - con i rischi di un ruolo marginale di sub committenza, tanto più per i caratteri fortemente innovativi del programma.
I contraccolpi della fase appena iniziata di crisi congiunturale del settore stanno producendo i primi effetti negativi, con il previsto ricorso alla CIG ordinaria negli stabilimenti Alnia aeronautica, con la sola esclusione delle attività di progettazione ed ingegneria di produzione centrale, e sono ancora più gravi sul piano occupazionale nelle aziende del sistema produttivo a rete del settore.
Certo, è necessario anche la gestione di questa fase per limitare il ricorso alla CIG ed il ridimensionamento occupazionale dell'indotto, ma, insieme a questo bisogna rilanciare l'iniziativa del sindacato sui problemi industriali:
Nei confronti del Governo, partendo da alcuni obiettivi a breve termine
attuazione del programma C27J per AMI
finanziamento per ATR Capitanerie di Porto
attività di trasformazione Tanker
per arrivare a un confronto a tutto campo per prospettive che garantiscano qualificazione industriale e sviluppo dell'occupazione nel settore, in particolare a Napoli e nel Mezzogiorno.
Nei confronti di Alenia Aeronautica/OAN per un riequilibrio qualitativo delle attività a Napoli ed in Campania, a partire dai seguenti obiettivi:
nuove e qualificate funzioni di progettazione e dei sistemi informativi
nuovi investimenti per lo sviluppo delle attività di OAN con un forte riequilibrio tra Venezia e Napoli sulle nuove commesse
un progetto di qualificazione delle attività decentrate all'esterno.
E' necessario, infine, aprire un confronto con gli enti Locali e la regione perché a partire dalle loro competenze istituzionali, siano determinati tutti gli interventi necessari a sostegno del settore per la ricerca, la formazione le infrastrutture e la qualificazione dell'indotto.
Per realizzare questi obiettivi deve svilupparsi la mobilitazione dei lavoratori con un'azione sindacale unitaria che la Fiom ha sempre contribuito a determinare su obiettivi vertenziali.
Napoli, 28 febbraio 2002
Fiom -Cgil
Comunicato di Cgil, Cisl e Uil per lo sciopero generale di quattro ore proclamate per martedì 29 gennaio 2002
La situazione produttiva e sociale di Napoli e del Mezzogiorno rischia ulteriormente di aggravarsi a seguito del rallentamento dell'economia internazionale e soprattutto per le scelte negative del Governo per lo sviluppo delle aree meridionali. Cgil Cisl Uil di Napoli giudicano i provvedimenti di politica economica e sociale, approvati nella Legge Finanziaria 2002, dannosi per il Sud: infatti è del tutto assente la spesa per gli investimenti e per il meridione non sono destinate nuove risorse.
La Legge Tremonti bis e il credito d'imposta, entrambe estese a tutto il Paese, orientano gli investimenti nelle "aree forti" e penalizzano i territori come Napoli e le aree del Sud, dove il tasso di disoccupazione è al di sopra del 26 per cento e quello giovanile raggiunge addirittura il 70 per cento.
Lo sviluppo produttivo e del lavoro nel Sud è ulteriormente aggravato dalla mancanza di chiarezza e di copertura del credito d'imposta per gli investimenti. La stessa legge per l'emersione dell'economia irregolare, oltre a produrre sovrapposizione di norme, è onerosa per i lavoratori e sottovaluta il ruolo del sindacato per una strategia condivisa con le parti sociali.
Per la prima volta nella Legge Finanziaria non ci sono risorse per la programmazione negoziata (patti territoriali, contratti d'area, contratti di programma).
Le scelte del Governo sono una "politica economica senza qualità", perché non incentivano gli investimenti sulla ricerca, l'innovazione tecnologica e soffocano la promozione dei sistemi locali di sviluppo. La legge obiettivo per le infrastrutture è incerta e lacunosa; non sono, infatti, definite le risorse necessarie per le opere di sviluppo del Mezzogiorno.
Il Sud necessita di un urgente piano di infrastrutture riguardanti la viabilità, l'alta velocità ferroviaria, le reti idriche, l'energia, le telecomunicazioni, la portualità e la difesa del suolo e dell'ambiente. Napoli e le aree meridionali non possono essere lasciate alla spontaneità del mercato, né alle sole iniziative e risorse dei fondi strutturali della UE, nel Mezzogiorno non potrà esserci sviluppo autopropulsivo se non con politiche economiche infrastrutturali e sistemi di incentivi che orientino le scelte nelle aree del Sud.
L'area napoletana non può essere considerata come semplice area di consumo, ma deve essere una grande risorsa per il Paese in termini di sviluppo, vivibilità, produzione ed occupazione. La criminalità si batte con un'azione ferma sul terreno dell'ordine pubblico e con politiche che garantiscano un tessuto sociale ed economico in grado di assicurare occupazione qualificata e sviluppo. Alle potenzialità e alle capacità umane e territoriali va data pari opportunità di crescita e di competitività con le altre parti del Paese e dell'Europa.
Cgil Cisl Uil chiedono al Governo di ridiscutere gli strumenti di intervento del Mezzogiorno e della operatività dei fondi strutturali 2000 - 2006 (PON) e definire un grande piano concertato di attrazioni e di investimenti.
Cgil Cisl Uil chiedono il ritiro delle deleghe sul mercato del lavoro, pensioni e articolo 18, che rappresentano un attacco al sindacato, ai diritti dei lavoratori ed ai giovani precari del Sud.
Il blocco delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione, la mancata copertura finanziaria per il rinnovo dei contratti di lavoro nel pubblico impiego, l'assenza del confronto sulla riforma della scuola e della formazione, il mancato rinnovo del contratto nel settore dei trasporti e quello bancario, è un attacco al riconoscimento ed al ruolo della contrattazione collettiva e della concertazione. La riduzione delle risorse per la sanità, le politiche sociali e familiari, fanno venire meno la coesione e la solidarietà, riducendo le tutele e il diritto alla salute dei lavoratori e dei pensionati.
Le organizzazioni sindacali confederali ritengono indispensabile, per la stabilizzazione degli LSU di Napoli e della regione Campania, la costituzione di un permanente Comitato Interministeriale.
Le iniziative di Cgil Cisl Uil sono per la crescita dell'occupazione, lo sviluppo della politica dei redditi, il contenimento dei prezzi, delle tariffe e per la difesa dei diritti dei lavoratori. Cgil Cisl Uil di Napoli chiedono al governo di superare una visione centralistica e discriminatoria tra Regioni e città amiche e non; infatti nella Finanziaria 2002 per Cornigliano si attua la solidarietà tra i diversi enti dello Stato e su Bagnoli c'è la contrapposizione tra lo Stato ed ente locale e si negano i 150 miliardi stanziati per la bonifica del sito.
Cgil Cisl Uil effettueranno a Napoli martedì 29 gennaio 2002 quattro re di sciopero generale per tutte le lavoratrici ed i lavoratori, le pensionate ed i pensionati, contro le iniquità sociali, per una politica europeista dell'Italia, per la difesa dei diritti dei lavoratori e dei pensionati, per l'occupazione dei giovani e per lo sviluppo del Sud. Allo sciopero, che vedrà il concentramento alle ore 9 in piazza Municipio (varco porto) ed il comizio in piazza Matteotti, parteciperà il Segretario Generale della Cisl, Savino Pezzotta, a nome di Cgil, Cisl e Uil.
Documento conclusivo dell'attivo unitario dei delegati di Fim Fiom Uilm delle fabbriche metalmeccaniche della provincia di Napoli
L'attivo
delle R.S.U. delle fabbriche metalmeccaniche della provincia di Napoli si è
riunito il 18 gennaio 2002 in preparazione dello sciopero generale di quattro
ore dichiarato da CGIL, CISL, UIL Nazionale contro le scelte del Governo di
destra e di Confindustria in materia di licenziamenti individuali, pensioni,
fisco, contratto del pubblico impiego e mancanze di politiche di investimenti
per lo sviluppo dell'occupazione nel mezzogiorno, sciopero
che per la provincia di Napoli si terrà il 29 gennaio, l'attivo ha
ritenuto essenziale sottolineare, all'unanimità, i seguenti punti:
Articolo18
Statuto dei Lavoratori - licenziamenti individuali, l'attivo ha ribadito che
non ci può essere alcun tipo di
trattativa: l'articolo 18 non si tocca!
L'articolo18,
rappresenta il perno centrale su cui ruotano l'insieme dei diritti e delle
tutele che il mondo del lavoro ha costruito negli anni. Il Governo e
Confindustria devono sapere che
non c'è nessuna possibilità di dividere le tre grandi organizzazioni
confederali dei lavoratori italiani. Gli atti di strumentalizzazione messi in
campo saranno respinti dai lavoratori unitariamente.
Pensioni, la scelta del Governo di intervenire pesantemente sul sistema previdenziale pubblico attraverso la riduzione, per i nuovi assunti, dei contributi versati dalle aziende ( un altro regalo agli imprenditori) è inaccettabile nel merito perché riduce ai minimi termini la pensione di chi oggi è giovane, oltre a minare la stabilità del sistema per tutti: riducendo i contributi si arriverà, nel volgere di pochi anni, al collasso delle entrate creando problemi per i giovani,i meno giovani e chi è già in pensione. Inoltre introduce una odiosa spaccatura tra generazioni.
Fisco,
un primo aspetto da sottolineare è che l'attuale Governo ha per il 2001
aumentato la pressione fiscale sul lavoro dipendente e le pensioni
rifiutando di riconoscere, nella legge Finanziaria, il recupero del Fiscal
drag che il sindacato aveva ottenuto nel confronto con il Governo di
Centro-Sinistra.
Inoltre,
l'attivo ha sottolineato come un
sistema fiscale su due sole aliquote, eliminando la progressività, nel suo
sviluppo toglie ai poveri per dare ai ricchi: dal punto di vista del prelievo ma
anche da quello del mantenimento delle prestazioni sociali, per esempio scuola e
sanità.
Le
tasse vanno ridotte, ma ciò
deve avvenire attraverso il rilancio della lotta all'evasione (l'eliminazione
del falso in bilancio si muove in tutt'altra direzione), ed un sistema di
aliquote progressive dove i ricchi contribuiscano in maniera maggiore.
Ai
Parlamentari dell'opposizione in particolare del Centro-Sinistra chiediamo, se necessario utilizzare, in Parlamento, anche
l'ostruzionismo per tutelare gli
interessi dei lavoratori e delle lavoratrici.
Mezzogiorno,
la manifestazione di Palermo indetta da Cgil, Cisl e Uil ha evidenziato con
chiarezza un dato drammatico: nelle
politiche del Governo il mezzogiorno non c'è.
L'attivo
ritiene che su questo punto centrale per le sorti di tanti giovani e per le
stesse sorti dell'Italia, occorre aprire una grande stagione di lotta che deve
vedere protagoniste le Confederazioni territoriali di Napoli e della Campania.
L'attivo
ha con forte convinzione sottolineato la necessità vitale, per il movimento dei
lavoratori, di consolidare un percorso unitario.
Alcune
differenze emerse tra le tre organizzazioni in questi ultimi mesi rimangono.
L'obbiettivo auspicato è che si individui un percorso comune per il loro
superamento, anche affrontando il problema di un sistema di regole condivise ed
esigibili.
Oggi
abbiamo di fronte una fase complicata e molto difficile. E' in atto un attacco
che mette in discussione diritti individuali e collettivi che hanno disegnato il
sistema democratico e di civiltà del nostro Paese.
Lo
stesso sviluppo economico, se passasse questa linea, del Governo e della
Confindustria,
In questo momento l'unità è la priorità. Per questo chiediamo ai lavoratori metalmeccanici di partecipare con determinazione ed unità allo sciopero del 29 gennaio.
Fim Fiom Uilm
Napoli,18
gennaio 2002
Attivo unitario dei delegati di Fim, Fiom, Uil delle fabbriche metalmeccaniche della Provincia di Napoli
Venerdì 18 gennaio 2002
Ore 9
Napoli
Hotel New Europe
Attivo unitario dei delegati delle fabbriche metalmeccabniche della Provincia di Napoli verso lo sciopero generale di tutte le categorie di Cgil, Cisl, Uil Nazionali di martedì 29 gennaio 2002.
Per dire no al taglio dei contributi previdenziali chiesto da Confindustria al Governo Alla modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti Per di sì allo sviluppo e l'occupazione nelle aree del Mezzogiorno |
Napoli, 16 gennaio 2002
Tesseramento Fiom - Cgil Campania. Dati definitivi 2001 comparati con il 2000
|
Comprensorio |
Anno 2000 |
Anno 2001 |
Differenza |
|
Avellino |
1.480 |
1.490 |
+10 |
|
Benevento |
350 |
350 |
- |
|
Caserta |
4.450 |
4.460 |
+10 |
|
Napoli |
9.780 |
9.880 |
+100 |
|
Salerno |
2.300 |
2.190 |
-110 |
|
Totale |
18.360 |
18.370 |
+10 |
Napoli, 4 gennaio
2002
Documento politico del VII Congresso della Fiom Regionale Campania
Il VII Congresso regionale della Fiom della Campania assume integralmente, con forte e convinta adesione, la relazione introduttiva del compagno Raffaele Busiello e le conclusioni del compagno Claudio Sabattini.
Questo documento ha quindi l‘intento di mettere a fuoco argomenti e questioni emersi con forza dal dibattito, e in sede assembleare e in sede di commissione politica, come contributo alle successive fasi del dibattito congressuale, in sede di categoria come in sede confederale.
Emerge in tutta evidenza nella fase attuale della vita sociale e politica del nostro Paese, la questione della democrazia , in termini non solo di difesa ma di ampliamento ed estensione.
La nostra battaglia di democrazia nel rinnovo contrattuale diventa pertanto una priorità: la questione salariale rivolta al recupero dell’inflazione reale e dell’andamento di settore come redistribuzione della ricchezza prodotta va assunta come discriminante fondamentale dell’azione sindacale di tutta la Confederazione.
La nostra iniziativa per una legge sulla rappresentanza va allargata e rafforzata per far rientrare nella discussione parlamentare la relativa proposta di legge, così che la validità erga omnes dei contratti nazionali di categoria abbia la legittimazione del voto democraticamente espresso dai lavoratori.
Estensione della democrazia significa anche e soprattutto estensione dei diritti.
Va organizzato il dissenso sociale e politico nei confronti della proposta Bossi - Fini di sostituire il permesso di soggiorno con il permesso di lavoro: già ora il permesso di soggiorno legato alla dimostrazione del reddito non permette a tanti immigrati di uscire dalla clandestinità e dal ricatto del lavoro nero. Il permesso di lavoro penalizzerebbe definitivamente la possibilità di integrazione di migliaia di immigrati ed inoltre ne impedirebbe ulteriormente la sindacalizzazione.
L’estensione dei diritti deve ormai tener conto della precarietà di tanta parte del mondo del lavoro.
La nostra strenua difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ha il valore assoluto di una battaglia non difensiva ma pregiudiziale: dissentiamo dal libro bianco di Maroni perché ne sono evidenti gli obiettivi di “liberalizzazione” della precarietà (contratto individuale, contratto leasing, job on call etc).
E’ perciò necessario intervenire efficacemente per stabilizzare i rapporti di lavoro all’interno della aziende metalmeccaniche: nel nostro prossimo rinnovo contrattuale vanno introdotte nella parte normativa regole certe ed esigibili che limitino tale precarietà ed amplino i nostri poteri di controllo e tutela di questi lavoratori.
Sul fisco, alla demagogia del Governo va opposta la consapevolezza che mentre sono ai minimi storici le tasse sui redditi da capitale, le aliquote sui redditi da lavoro sono aumentate in maniera oltre tutto sperequata e la sperequazione aumenta con la riduzione del numero delle fasce. Nel contempo, gli aumenti della tassazione indiretta (IVA) evidenziano un’ulteriore sperequazione.
Sulle questioni previdenziali, è precipuo compito sindacale disinnescare il conflitto tra generazioni, svelando ed affrontando con determinazione i veri problemi a monte: il conflitto redistributivo tra profitti e salari e le difficoltà di accantonamento derivanti dai bassi tassi di attività e dalla compressione dei salari.
Nelle nostre aree è particolarmente sentita l’esigenza di costruire percorsi e strumenti di attuazione della Legge 626, percorsi e strumenti ravvisabili soprattutto in formazione ed investimenti. Dal punto di vista della formazione poco è stato fatto anche nella nostra Organizzazione: questo gap va recuperato in breve tempo, soprattutto allo scopo di superare il limite di una formazione troppo spesso solo aziendale.
A partire da queste questioni, la commissione politica chiede al Direttivo eletto dal VII Congresso di organizzare una inchiesta che approfondisca gli elementi di conoscenza della condizione di vita e di lavoro dei lavoratori metalmeccanici della Campania, anche allo scopo di realizzare un ritrovato terreno di sperimentazione di unità sindacale costruita a partire dai luoghi di vita e di lavoro.
Il disegno di legge Moratti sulla riforma della scuola è un altro fondamentale attacco alla democrazia. Il diritto costituzionale allo studio per tutti i cittadini non può essere messo in discussione con la scelta di privilegiare la scuola privata nei confronti di quella pubblica.
Questo nel Mezzogiorno porterebbe ad una vera e propria “scuola di classe”, penalizzando fortemente le fasce più deboli della società meridionale.
Riteniamo pertanto giusta la scelta della Cgil di scendere in campo insieme agli studenti ed agli operatori della scuola per battere il disegno della Moratti e della Confindustria.
Battere l’attacco alla democrazia ed ai diritti messo in atto dal Governo di centro-destra presuppone la scesa in campo di molteplici soggetti, in primo luogo il sindacato, la Cgil tutta.
Le forme di lotta parziali ed articolate finora messe in campo hanno efficacia solo se organizzano e traguardano la mobilitazione generale.
Auspichiamo pertanto che la Cgil proclami lo sciopero generale.
Napoli, 19 dicembre 2001
Un anno di attività del sito internet della Fiom Campania
L’11 ottobre dello scorso anno pubblicavamo sul sito internet della Fiom – Cgil Regionale Campania il primo documento. Da allora sono trascorsi 14 mesi, durante i quali il sito è stato modificato, ma, soprattutto, è stato lo strumento con cui abbiamo reso accessibile a chiunque lo volesse informazioni, notizie, comunicati, documenti, iniziative, dati ed accordi.
Ad oggi, i visitatori sono 1.416. Mediamente registriamo 99 accessi al mese. Nell’ambito della rete internet della Fiom, è tra i siti più consultati. La sua struttura, semplice e di immediata lettura, consente di individuare facilmente le informazioni desiderate.
Consapevoli della profonda informatizzazione del lavoro e che, oggi, internet è uno dei sistemi più diffusi di comunicazione ed aggiornamento, con la messa in opera del sito si è cercato di offrire agli iscritti ed ai visitatori occasionali un servizio che consentisse di conoscere le molteplici attività della Fiom – Cgil Campania. In sintesi, il nostro obiettivo è valorizzare ed accrescere l’informazione e la comunicazione all’interno ed all’esterno della nostra Organizzazione. La creazione di questo spazio, per la Fiom, concretizza l’idea che la comunicazione, intesa nell’accezione più ampia del termine, effettivamente costituisce un mezzo di confronto e di conoscenza.
Proprio in quest’ottica, nei giorni scorsi, nella pagina “Documenti e iniziative”, sono stati pubblicati comunicati, volantini e documenti delle RSU di vari stabilimenti contro l’ipotesi di abrogazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Con questo lavoro non solo abbiamo voluto rendere pubbliche le testimonianze di quanto il tema sia sentito dai lavoratori, ma, soprattutto, si è tentato di offrire a chi si collegasse con noi il punto di vista di tante donne e tanti uomini che concretamente si scontrano con le problematiche delle realtà lavorative.
Come si vede, il nostro sforzo è di rendere il sito patrimonio comune dell’intera Organizzazione, ma per far sì che questo strumento si diffonda in maniera capillare, è necessario che tutte le strutture territoriali, i delegati ed i simpatizzanti facciano proprio il sito, affinché le sue potenzialità di informazione e di divulgazione diventino un ulteriore mezzo con cui diffondere le nostre idee e le nostre ragioni.
Napoli, 18 dicembre 2001
Fiom –Cgil Regionale Campania
Ordine del Giorno conclusivo del Congresso Provinciale della Fiom di Napoli
IL CONGRESSO PROVINCIALE DELLA FIOM DI NAPOLI CONVOCATO PRESSO L’HOTEL DELLE TERME DI AGNANO, I GIORNI 3 E 4 DICEMBRE, ASSUME I DOCUMENTI NAZIONALI POSTI ALLA BASE DELLE ASSEMBLEE IN TUTTI I LUOGHI DI LAVORO, E CONDIVIDE LA RELAZIONE INTRODUTTIVA DEL COMPAGNO DI MAIO, PRESENTATA A NOME DEI COMPRENSORI DI NAPOLI, POMIGLIANO E CASTELLAMARE.
IL RICCO ED APPREZZABILE CONTRIBUTO DEGLI INTERVENUTI AL CONGRESSO, IL PATRIMONIO DI DISCUSSIONE ED ANALISI PRODOTTO NELLE ASSEMBLEE DI BASE, INSIEME ALL’INTERVENTO CONCLUSIVO DEL COMPAGNO DURANTE, DELLA FIOM NAZIONALE, HANNO CONSENTITO AL COSTITUITO CONGRESSO PROVINCIALE DI NAPOLI, DI PARTECIPARE ATTIVAMENTE E COMPIUTAMENTE AL PERCORSO CONGRESSUALE CHE, AL SUO COMPLETAMENTO, DEFINIRA’ LA LINEA STRATEGICA DI TUTTA LA CGIL NELL’ATTUALE FASE STORICA.
QUESTA NOSTRA DISCUSSIONE CONGRESSUALE SI E’ AVVIATA IN UNO SCENARIO INTERNAZIONALE CHE SEMBRAVA, SEMPRE PIU, AFFERMARE LA FACCIA PEGGIORE DEL PROCESSO DI GLOBALIZZAZIONE.
IL PREVALERE DI LOGICHE DI SFRUTTAMENTO DA PARTE DEI PAESI RICCHI NEI CONFRONTI DI QUELLI POVERI, ATTRAVERSO SELVAGGE STRATEGIE ECONOMICHE E POLITICHE LIBERISTE, CONTRASSEGNATE DA FENOMENI DI COMPETITIVITA’ SENZA REGOLE NE CONTROLLI, CON L’OBIETTIVO DI REALIZZARE UTILI E PROFITTO A BREVE.
IN SOSTANZA, UN MODELLO DI GLOBALIZZAZIONE CHE RIFLETTE E RAFFORZA UNO SVILUPPO SOCIALMENTE ED AMBIENTALMENTE INSOSTENIBILE, CHE TROVA LA SUA APPLICAZIONE ATTRAVERSO L’ASSENZA DI STRATEGIE E DI REGOLE CONDIVISE E DI GARANZIE DEMOCRATICHE FONDAMENTALI.
DOPO L’UNDICI SETTEMBRE, PUR NELLA SUA DRAMMATICA ED ALLUCINANTE SEQUENZA DI AVVENIMENTI, LA STORIA, HA IMPROVVISAMENTE INDICATO A TUTTA L’UMANITA’, CHE NON VI SONO PIU CERTEZZE NEL MONDO, CHE NESSUN PROCESSO ECONOMICO E’ DEFINITIVAMENTE COMPIUTO, COSTRINGENDO BUSH, ATTRAVERSO UN RIPENSAMENTO DELLA POLITICA LIBERISTA FINO A QUEL MOMENTO SOSTENUTA, A RISPOLVERARE E RIVALUTARE LA FUNZIONE DI SOSTEGNO DA PARTE DELLO STATO, CHIAMATO A FINANZIARE LA RIPRESA DI UNA ECONOMIA IN GINOCCHIO ED AL LIMITE DELLA RECESSIONE. CONSEGUENTEMENTE TUTTA L’EUROPA E’ STATA COSTRETTA AD INTERROGARSI SULLA NECESSITA' DI RIVEDERE IL PROCESSO DI GLOBALIZZAZIONE IN ATTO, A FAVORE DI UN RIEQUILIBRIO TRA CRESCITA E SVILUPPO ECONOMICO E TECNOLOGICO, INSIEME A POLITICHE SOCIALI E AMBIENTALI SOSTENIBILI.
ALLA FINE, LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI GIOVANI CHE HANNO MANIFESTATO SENZA VIOLENZA A SEATTLE E POI A GENOVA, HANNO AVUTO RAGIONE, ED E’ CON ESSA CHE LA CGIL HA APERTO UN APPROFONDITO E FECONDO CONFRONTO.
IN QUESTO NUOVO CONTESTO MONDIALE, CON UNA GUERRA IN ATTO, CHE LA FIOM RIFIUTA, E CHE E’ STATA DICHIARATA CONTRO IL TERRORISMO ED I PAESI CHE LO FINANZIANO E LO PROTEGGONO, IN REALTA’ ESSA SI ACCANISCE SULLE POPOLAZIONI INERMI, GIA' PROFONDAMENTE PROVATE DA UNA STORICA MISERIA; MENTRE DOVREBBE ESSERE LA COMUNITA’ INTERNAZIONALE AD ASSUMERE IL COMPITO DI STABILIRE LA PACE E INSIEME GIUSTIZIA SOCIALE, A PARTIRE DAL MEDIO ORIENTE E SEGNATAMENTE DALLA QUESTIONE PALESTINESE, CHE OGGI DRAMMATICAMENTE SCUOTE LE COSCIENZE DI TUTTA L’UMANITA’.
IN QUESTO CONTESTO GLI UNICI AD AVERE CERTEZZE E DETERMINATI A SFERRARE L’ATTACCO FINALE, SEMBRANO ESSERE IL GOVERNO E LA CONFINDUSTRIA.
IL PRIMO, ATTRAVERSO LA RICERCA SPASMODICA DI UNA PROPRIA CREDIBILITA’ INTERNAZIONALE CHE, CAUSA LA STORIA PERSONALE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E DELLE SUE PROVOCATORIE SCELTE IN MATERIA DI GIUSTIZIA, AHINOI, NON RIUSCIRA’ MAI AD OTTENERE, CON IL SOLO RISULTATO DI RELEGARE SEMPRE PIU IL NOSTRO PAESE AI MARGINI DELL’EUROPA. LA SCELTA ANTIEUROPEA DEL GOVERNO E’ CONFERMATA ANCHE DALLE POSIZIONI ASSUNTE RELATIVAMENTE AL PROGETTO DELL’A400M, CONCEPITO PER DOTARE TUTTI I PRINCIPALI PAESI EUROPEI DI UN AEREO DA TRASPORTO MILITARE COMUNE, IN GRADO DI GARANTIRE, DA UNA PARTE LA NECESSARIA MASSA CRITICA, DALL’ALTRA DI ASSICURARE L’INDISPENSABILE “INTEROPERABILITA’” DELLE FORZE CHE COMPORRANNO IL FUTURO SISTEMA DI DIFESA EUROPEO, PROGETTO MESSO IN DISCUSSIONE DALLA INCAPACITA’ ED INCOMPETENZA DEL NOSTRO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.
LA CONFINDUSTRIA CHE, PROPRIO GRAZIE ALL’AVVENTO AL POTERE DELLE DESTRE, IMMAGINA QUELLA SVOLTA SOCIALE, ANTICIPATA A PARMA DAGLI INDUSTRIALI, MIRATA A RIDURRE I COSTI ANZICHE’ PUNTARE SULLA QUALITA’ DEL PRODOTTO, LA RICERCA E L’INNOVAZIONE, SOPPRIMENDO CONTEMPORANEAMENTE, I DIRITTI ED IL RUOLO CONTRATTUALE DEL SINDACATO E DEI LAVORATORI.
IN QUESTA STRATEGIA ESISTE UNA CONVERGENZA, SE NON
ADDIRITTURA UN DISEGNO COMUNE CON QUELLA DEL GOVERNO: IN TUTTE LE SUE AZIONI,
ANCHE AL DI FUORI DELLE MATERIE ECONOMICHE, IL GOVERNO PUNTA A SMANTELLARE
QUALSIASI DIMENSIONE COLLETTIVA. LO SI E’ GIA VISTO NEL RAPPORTO CON LE
AUTONOMIE LOCALI E NELL’ATTACCO, SFERRATO IMMEDIATAMENTE DOPO IL SUO
INSEDIAMENTO, ALLA BASE ECONOMICA DELLA COOPERAZIONE. COLPIRE
LA RAPPRESENTANZA SOCIALE E QUELLA ISTITUZIONALE LOCALE.
PER FARE CIO, HANNO INDIVIDUATO INSIEME UN NEMICO DA COMBATTERE, LA CGIL E CHI, IN QUESTA FASE, LA DIRIGE E LA RAPPRESENTA: IL SUO SEGRETARIO GENERALE.
QUESTA E’ UNA RAGIONE IN PIU PER UNIRE LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE, SIA DURANTE TUTTO IL CONFRONTO DELLE IDEE, ATTRAVERSO LE ASSISI CONGRESSUALI, SIA SOPRATTUTTO ALLA FINE DEL PERCORSO, QUANDO L’INTERA ORGANIZZAZIONE CONTINUERA’ A RISPONDERE, COLPO SU COLPO, AGLI ULTERIORI ATTACCHI CHE CI ARRIVERANNO
IL CONGRESSO PROVINCIALE DELLA FIOM RITIENE IL COSIDDETTO “LIBRO BIANCO SUL LAVORO”, PRESENTATO IL 3 OTTOBRE SCORSO DAL MINISTRO DEL WELFARE, ROBERTO MARONI, UN DOCUMENTO DANNOSO PER IL MONDO DEL LAVORO, E COME TALE DA RESPINGERE. ESSO RAPPRESENTA UNA SINTESI COERENTE DI QUANTO, GOVERNO ED IMPRENDITORI, VANNO SOSTENENDO DA TEMPO, E CIOE’, CHE LE REGOLE DEL MERCATO DEL LAVORO SONO VECCHIE E VANNO CAMBIATE, COSI COME DOVRANNO ESSERE RIVISTE LE NORME CHE REGOLANO LA CONTRATTAZIONE: PRATICAMENTE AZZERANDOLE.
NON DOVRANNO PIU ESSERCI ACCORDI GLOBALI GENERICI, D’ORA IN AVANTI I RAPPORTI TRA ISTITUZIONI E PARTI SOCIALI DOVRANNO ESSERE BASATI SUL MODELLO DEL DIALOGO SOCIALE. TRADOTTO IN CONCETTI PIU PRECISI, IL DIALOGO SOCIALE SIGNIFICA CHE GOVERNO E CONFINDUSTRIA, PRIMA DI RENDERE OPERATIVE LE PROPRIE CONGIUNTE DECISIONI, CONVOCANO I SINDACATI, COMUNICANO LE LORO INTENZIONI, E DECIDONO DI PROSEGUIRE IL DIALOGO SOLO CON CHI E’ D’ACCORDO CON LORO.
QUESTO METODO, PER TUTTA LA CGIL E’ INACCETTABILE. COME INACCETTABILE E’ IL RITORNO ALLE GABBIE SALARIALI TRA NORD E SUD, IPOTIZZATE ALL’INTERNO DELLO STESSO LIBRO BIANCO, ED IL SUPERAMENTO DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO, QUALE ELEMENTO GENERALE DI TUTELA E SALVAGUARDIA DI DIRITTI E DEI SALARI, E DI COESIONE SOCIALE. INFINE, A CONFERMA DELLE LORO REALI INTENZIONI DI CANCELLARE I DIRITTI FONDAMENTALI DEI LAVORATORI ED IL RUOLO DEL SINDACATO, RIPROPONGONO LA MODIFICA ED IL SUPERAMENTO DELL’ART.18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI,CALPESTANDO, TRA L’ALTRO, ANCHE GLI ESITI DI UN REFERENDUM. CIOE’ MANO LIBERA SUI LICENZIAMENTI, COSI’ COME, ATTRAVERSO LA RECENTE LEGGE SUI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO, VOGLIONO MANO LIBERA SULLE ASSUNZIONI. LA DIFFUSIONE DI UN GRAN NUMERO DI CONTRATTI ATIPICI HA DETERMINATO UN USO DISTORTO DELLA FLESSIBILITA’, RENDENDOLA SELVAGGIA ED UNILATERALE, COMPROMETTENDO IL VERO SIGNIFICATO DELLA FLESSIBILITA’, CHE INVECE VA SEMPRE REGOLATA E CONTRATTATA.
IL CONGRESSO DELLA FIOM PROVINCIALE DI NAPOLI, NEL RESPINGERE L’INTERO PACCHETTO DI PROPOSTE CONTENUTE NEL LIBRO BIANCO, SOSTIENE CON FORZA LE POSIZIONI ASSUNTE DALLA FIOM NAZIONALE A DIFESA DEL CONTRATTO COLLETTIVO DI LAVORO, E CONTRO L’ACCORDO SEPARATO FIRMATO DA FIM E UILM. COL GRANDE SCIOPERO NAZIONALE DEL 16 NOVEMBRE, LA FIOM NAZIONALE, NEL RICHIEDERE L’APERTURA DEL TAVOLO CONTRATTUALE A FEDERMECCANICA, HA DI FATTO AVVIATO UNA FASE DI MOBILITAZIONE GENERALE NEL PAESE CHE DOVRA’ VEDERE, NECESSARIAMENTE, L’ALLARGAMENTO ED IL COINVOLGIMENTO DI TUTTI I LAVORATORI, IN CONSIDERAZIONE DELLA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE IN ATTO.
ABBIAMO SEMPRE SOSTENUTO CHE L’INIZIATIVA DELLA FIOM SUL CONTRATTO NAZIONALE DI CATEGORIA, NON E’ CONTRO LA FIM E LA UILM, MA E’ CONTRO LA FEDERMECCANICA ED A DIFESA DELLA PIATTAFORMA UNITARIA, APPROVATA DALLA MAGGIORANZA DEI LAVORATORI. TUTTAVIA, GLI ATTACCHI SFERRATI ULTERIORMENTE DALLA CONFINDUSTRIA E DAL GOVERNO, IMPONGONO A FIM E UILM, ED IN PARTICOLARE A CISL E UIL DI USCIRE ALLO SCOPERTO CON CHIAREZZA. LE DICHIARAZIONI ASCOLTATE DALLA FIM E DALLA UILM PROVINCIALE, NEL CORSO DEL NOSTRO CONGRESSO, RAPPRESENTANO UNA PRIMA SIGNIFICATIVA DISPONIBILITA’ AD UN CONFRONTO UNITARIO A TUTTO CAMPO, A PATTO CHE SI TORNI, INSIEME, DAI LAVORATORI, E CI SI SPENDA INSIEME CHIARENDO IN CHE MODO SI PENSA DI DIFENDERE I DIRITTI LESI DEI LAVORATORI ED IL RUOLO DEL SINDACATO.
LA DICHIARAZIONE DI SCIOPERO UNITARIO DECISA DA CGIL-CISL-UIL PER I GIORNI 5 6 E 7 DICEMBRE, DEVE ESSERE LA BASE DA CUI RIPARTIRE MISURANDOSI SUL MERITO DEGLI ARGOMENTI. DA QUESTO PUNTO DI VISTA, IL CONGRESSO PROVINCIALE DELLA FIOM DI NAPOLI APPREZZA LA DECISIONE DELLO SCIOPERO CON ASSEMBLEE UNITARIE NEI LUOGHI DI LAVORO, PERCHE’ VIENE CONDIVISA LA NECESSITA’ DI CREARE CONSAPEVOLEZZA TRA LA GENTE, SULLE SCELTE DEL SINDACATO AFFINCHE’ TUTTI CONOSCANO I PROGETTI DELLA CONFINDUSTRIA E QUELLI DI QUESTO GOVERNO CHE, SE PASSASSERO, METTEREBBERO IN DISCUSSIONE, ANCHE ATTRAVERSO L’USO DELLA DELEGA CHIESTA DAI MINISTRI, GLI ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA COESIONE SOCIALE ED IL CARATTERE DEL RAPPORTO TRA LAVORATORI ED IMPRESE. IL PERMANERE DI QUESTE POSIZIONI PADRONALI CONDURREBBE, INEVITABILMENTE, AD ATTUARE LO SCIOPERO GENERALE NAZIONALE CON MANIFESTAZIONE A ROMA.
IL CONGRESSO PROVINCIALE DELLA FIOM DI NAPOLI, NEL MENTRE LAMENTA L’ASSENZA DENTRO LA FINANZIARIA DI UNA REALE POLITICA DI SVILUPPO DEL MEZZOGIORNO, RITIENE FONDAMENTALE LA DIFESA DEI DIRITTI CONQUISTATI E DELLE REGOLE CONDIVISE, ANCHE PERCHE’, IN PARTICOLARE PER UN SINDACATO MERIDIONALE, ALLE PRESE CON PROFONDI E RICORRENTI PROCESSI DI RISTRUTTURAZIONE E RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE, LO STRUMENTO DELLA CONTRATTAZIONE E’ L’ELEMENTO VINCENTE PER ESERCITARE UN RUOLO DI CONTROLLO, DI CONOSCENZA E DI PROPOSTA NEI CAMBIAMENTI INDUSTRIALI.
LA SCELTA ORGANIZZATIVO-POLITICA, DI UNIFICARE I TRE COMPRENSORI DI NAPOLI, POMIGLIANO D'ARCO E CASTELLAMARE, INSIEME AL RUOLO DETERMINANTE DELLE NOSTRE R.S.U., LA CUI CAPACITA’ DI CONTRATTAZIONE DOVRA’ ESSERE ACCOMPAGNATA DA MOMENTI DI FORMAZIONE E DI CRESCITA SINDACALE, CONSENTIRA’ ALL’INSIEME DELLA FIOM DI METTERE MEGLIO A CONFRONTO LE SINGOLE VERTENZE INDUSTRIALI PER FAR SCATURIRE UNA COERENTE LINEA SINDACALE A SOSTEGNO DELLE STESSE. RICERCANDO, IN PARTICOLARE, IL CONFRONTO CON LE ISTITUZIONI LOCALI, ATTRAVERSO L’UTILIZZO DEGLI STRUMENTI PREVISTI (ACCORDI DI PROGRAMMA), PER REALIZZARE IL RILANCIO E LO SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, CONFERMANDO NELLE AREE INDUSTRIALI GIA’ ESISTENTI, L’OBBIETTIVO DEL RECUPERO DEI SITI PRODUTTIVI.
IL CONGRESSO PROVINCIALE DI NAPOLI, INFINE, IMPEGNA L’ORGANISMO DIRIGENTE AD AFFRONTARE, NELLA PRIMA CONVOCAZIONE DEL NUOVO DIRETTIVO DELL’AREA METROPOLITANA DI NAPOLI, L’INSIEME DELLE PROBLEMATICHE INDUSTRIALI DEI SETTORI CHE INTERESSANO LA NOSTRA PROVINCIA, A PARTIRE DA QUELLI LEGATI ALLA FINMECCANICA ED ALLE TELECOMUNICAZIONI.
DOCUMENTO APPROVATO CON UNA ASTENSIONE.
Napoli, 4 dicembre 2001
Licenziamenti necessari?
Vorrei portare un contributo, pacato, al dibattito aperto in questi giorni intorno al tema dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e sulle “deroghe” proposte dal Governo Berlusconi.
Analizziamo insieme i fatti: lo Statuto dei lavoratori, ovvero la legge 300 del 1970 è stata varata a seguito di più di un decennio d’intense azioni sindacali e di feroci repressioni da parte del padronato e dei governi, soprattutto di centro-destra, dell’epoca (governo Tambroni), senza dimenticare il contesto politico di quegli anni difficili, con le destabilizzazioni prodotte dalla destra eversiva: l’affare SIFAR (la schedatura dei comunisti e dei sindacalisti dell’epoca), il golpe Borghese, l’avvio della strategia della tensione con le prime bombe a Milano e Brescia.
Negli anni ’60 i sindacati sollevano, in sede contrattuale, il problema delle “gabbie salariali” con una vertenza condotta unitariamente. Le differenze tra zona e zona sono consistenti, anche se ridotte come entità da due accordi confederali del ’53 e del ’61.
L’obiettivo di eliminare del tutto le sperequazioni geografiche, si associa con la linea di portare avanti la contrattazione aziendale, dai luoghi di lavoro si sollecita il riconoscimento del diritto di assemblea ed il riconoscimento di permessi per i rappresentanti dei lavoratori.
Sono di quegli anni, a seguito delle iniziative sindacali, le vergognose pagine di persecuzione politica e sindacale nei confronti dei lavoratori comunisti e socialisti, (le persecuzioni saranno successivamente riconosciute da una legge dello Stato) l’odiosa repressione dei padroni, fatta proprio con lo strumento dei licenziamenti senza un giustificato motivo nei confronti dei lavoratori "“scomodi”, perché esercitano il proprio diritto di militanza politica o sindacale o che si avvicinano a quelle idee.
Le lotte
operaie, negli anni ’70 producono una serie di garanzie sia a livello
contrattuale che legislativo, dalla parità salariale, alla legge 1204 del 71
che assicura la conservazione del posto di lavoro nei periodi pre e post
maternità, fra queste quella più significativa è il varo della legge 300, il
cui articolo 18 il quale prevede, in sintesi, che un licenziamento
ingiustificato non possa risolvere il rapporto di lavoro e che un giudice,
accertata l’illegittimità di un licenziamento, possa e debba ordinare
al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore al suo posto.
Questo diritto al reintegro, normalmente definito di stabilità "reale”, almeno dove trova applicazione, ossia nelle unità produttive con più di 15 dipendenti, è assolutamente indiscutibile che radicalmente mutato, per la prima volta nel nostro ordinamento, il rapporto di forza tra datore di lavoro e lavoratore, liberando quest’ultimo dalle minacce di ritorsione per caso esso abbia un qualche diritto o un’esigenza da far valere.
Questa legge negli anni ha subito una serie di attacchi, in particolar modo dal padronato che intenderebbe ripristinare il rapporto di forza a suo vantaggio, il più consistente si è determinato nel 2000 col fronte referendario, costituito da Confindustria, lo schieramento politico del centro-destra, la Lega e con il ruolo di presentatori i Radicali, i quali, insieme ad altri quesiti, ne proponevano tre che andavano a ledere la rappresentanza sindacale ed i diritti dei lavoratori, tra cui l’articolo 18.
La grande giornata del 21 maggio vide miseramente sconfitto questo fronte. Non solo il quorum non fu raggiunto, votò meno del 22%, ma dei votanti il 66,6% si pronunciò con un secco NO all’abrogazione all’abrogazione della legge, era un segnale forte e chiaro e la dignità dei lavoratori era salva. Si affermava un ulteriore segno di civiltà della Società italiana, messa in pericolo da chi voleva ancora una volta monetizzare la dignità dei lavoratori riducendola a pura merce.
Oggi il governo Berlusconi prova ad aggirare l’ostacolo, tentando di dividere i lavoratori in serie A e B, si propone, infatti, una “deroga” dell’art. 18 per quattro anni individuando, i lavoratori emersi dal “ nero”, quelli i cui contratti sono stati trasformati da tempo determinato a tempo indeterminato e quelli la cui azienda per effetto della loro assunzione superi la soglia dei 15 dipendenti. Tale impostazione, oltre che ledere il principio giuridico dell’eguaglianza dei soggetti di fronte alla legge, creerebbe un precedente pericoloso decapitando l’impianto complessivo di tutto lo Statuto dei lavoratori.
Se passasse
questo principio vi sarebbe un balzo all’indietro di oltre 30 anni e cioè si
tornerebbe alla proposta dell’arbitrato e del risarcimento, legato al regime
della legge 604 del 66, che introdusse una pria timida limitazione della
libertà di licenziamento,concedendo al lavoratore solo il modesto indennizzo di qualche mensilità di
stipendio.
La giustificazione addotta dal Governo è che il reintegro blocca la flessibilità delle aziende e non produce mobilità in uscita dei lavoratori.
Questo dato è ampiamente smentito dai fatti, alcuni quotidiani hanno pubblicato in questi giorni una ricerca universitaria dalla quale emerge che l’obbligo del reintegro n caso di licenziamento senza giusta causa non si applica per l’85% delle imprese italiane esistenti ed al 56% de lavoratori. Nel 1998 sono stati reintegrati 1241 lavoratori solo il 56%delle sentenze pronunciate dai giudici. La norma non ha impedito i licenziamenti collettivi che sono stati 2.500.000 negli ultimi 10 anni. Ogni anno su 100 lavoratori, 34 interrompono il rapporto di lavoro, naturalmente solo una parte viene licenziata o espulsa in altro modo,gli altri trovano evidentemente un’altra occupazione. Questo dato ci colloca al secondo posto nel mondo solo un po’ al di sotto del 38% di mobilità del mercato del lavoro U.S.A. che notoriamente è il Paese più liberista de mondo.
Allora se nessuno ha smentito questi dati, dobbiamo convenire tutti che si tratta solo di un motivo puramente politico che spinge il Governo a modificare questa norma,evidentemente le pressioni prodotte da Confindustria sono tali da esercitare un potere influente sullo stesso ruolo del Governo che invece dovrebbe badare agli interessi generali del Paese.
Il vero obiettivo è il ridimensionamento del sindacato e della libertà dei lavoratori, per convincersi di ciò basta guardare i tassi di sindacalizzazione nelle piccole imprese con meno di 16 dipendenti dove non si applica lo Statuto, per accorgersi che gli indennizzi riconosciuti in caso di licenziamento sono cinque o sei volte più bassi delle altre imprese e che i livelli di trattamento garantiti dalle leggi e dai contratti sono largamente inapplicati.
Verrebbe
meno, la forza di attrazione del lavoro tutelato e quindi sindacalizzato.
La vera via attraverso la quale lavoratori precari di ogni tipo, parasubordinati, in formazione lavoro, atipici, a termine ecc. sono riusciti a raggiungere la sospirata “ regolarizzazione”, è stata, infatti, in questi anni la contrattazione collettiva sugli organici aziendali condotta dal sindacato e dai lavoratori “tutelati”. Di quelli, cioè, che non dovendo temere licenziamenti arbitrari, hanno avuto la possibilità e la forza di lottare per se per gli altri e sono loro il vero obiettivo che si intende colpire perché così si avrebbe mano libera su tutto il resto.
Se avremo la capacità di rimanere uniti non passeranno.
Gianni Parisi RSU Ansaldo
Napoli, 26 novembre 2001
Comunicato della RSU Ansaldo di Napoli contro l'abrogazione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Lavoratori, ancora una volta il governo Berlusconi mostra il suo vero volto.
Il ministro del welfare, sua eccellenza Maroni "del Nord", chiede la delega al Parlamento per modificare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che impone il reintegro al lavoro per qui lavoratori licenziati senza giustificato motivo.
Sulla stessa materia, è necessario ricordare, che si è svolto un referendum popolare in cui il popolo italiano ha bocciato a stragrande maggioranza il tentativo di modificare la legge in questione. Oggi, il governo Berlusconi, infischiandosene, la ripropone.
Questa proposta illiberale non poteva venire che da un governo di destra, molto solerte a pagare rapidamente il conto con Confindustria che li ha portati al governo.. Questo non è che il primo passo che vedrà mettere in discussione il tema dei diritti, a partire da tutto lo Statuto dei lavoratori, per poi proseguire spediti sul tema previdenziale continuando a penalizzare solo i lavoratori.
Si propone, in sostanza, di sostituire il diritto al reintegro nel posto di lavoro con un indenizzo in danaro per i lavoratori licenziati senza giusta causa partendo "bontà loro":
quando l'azienda trasforma il contratt5o da termine a tempo indeterminato;
quando l'imprenditore (ladro) mette in regola la manodopera in nero;
quando oltrepassa, con le nuove assunzioni, la soglia dei 15 dipendenti.
Nel "transitorio", quindi, si propone di avere lavoratori di serie A e quelli di serie B, in definitiva saremo tutti retrocessi.
Rispetto a ciò, Confindustria ritiene la proposta del governo "troppo blanda". Chiaramente i padroni vorrebbero licenziare, magari senza reintegrare e senza indennizzare, a chi a loro fa più piacere, colpendo chi sciopera o manifesta per i propri diritti o chi ha un orientamento politico che a loro non aggrada.
Ecco dove si arriva quando si teorizza che gli sciopero sono inutili e dannosi.
Tutto ciò accade mentre il governo Berlusconi, con provvedimenti che passano nel silenzio generale, mette al sicuro i suoi pregiudicati attaccando il potere della magistratura, con le sanatorie sul falso in bilancio e le rogatorie internazionali, con i provvedimenti della finanziaria costellata di permessi e condoni per i soliti noti, con la Tremonti bis che prevede la detassazione per i redditi d'impresa "reinvestiti", con la sanatoria sul lavoro nero, con l'abolizione della tassa di successione per i miliardari, con i provvedimenti che stanno stravolgendo la funzione della scuola da pubblica a privata, per finire con il "libro bianco" sul mercato del lavoro presentato dallo stesso Maroni che si preannuncia "bianco" per i padroni e sicuramente "nero" per i lavoratori.
Se non fosse una tragedia potremmo definire Berlusconi il contrario di Robin Hood, toglie ai poveri per dare ai richhi.
Lavoratori la misura è colma.
Sui licenziamenti e sulla precarizzazione del lavoro chiediamo insieme a Cgil, Cisl e Uil lo sciopero generale.
RSU Ansaldo Napoli
Napoli, 19 novembre 2001
Comunicato della RSU Fiom Alenia Pomigliano d'Arco sullo sciopero del 16 novembre
La grandiosa manifestazione di sciopero dei metalmeccanici di venerdì 16 novembre, ha visto confluire a Roma 230.000 lavoratori provenienti da ogni parte d'Italia, per dire no al contratto col trucco e per ripristinare di nuovo la democrazia sui luoghi di lavoro.
Si è realizzato un evento eccezionale, di grande maturità in quanto la massa enorme di donna e di uomini scesi in campo non ha dato ascolto al canto ammaliatore delle sirene del capitalismo nostrano, né tanto meno alla Fim ed alla Uilm e neanche a tutti quei sindacalisti clientelari e ruffiani che hanno gironzolato per le nostre fabbriche per invitare i lavoratori a non aderire alla protesta.
Le aspettative del padronato italiano di liquidare ogni resistenza certamente ha incontrato ed incontrerà sempre la forte opposizione della Fiom.
Continuiamo ad invitare la Fim e la Uilm a riflettere sul loro comportamento compromissorio con il padronato, perché ora pensiamo che ci siano tutte le buone ragioni affinché anche loro facciano sentire qualche no!
La smettano di avere gli stessi comportamenti degli imprenditori ed abbiano la correttezza almeno di essere leali con i lavoratori.
Possibile che anche sulla grande manifestazione romana Fim e Uilm hanno rilasciato le stesse dichiarazioni di Confindustria e Federmeccanica?
"Lo sciopero persegue una linea politica cieca e avventuristica. Ecco perché poche persone vi hanno aderito". Ci conforta pensare che le armi usate da storiche Organizzazioni Sindacali siano costituite anche dalla menzogna.
Noi riteniamo gravissimo non dare ascolto alla richieste, sacrosante, dei metalmeccanici che, attraverso lo sciopero, ma anche con la raccolta di 350.000 firme, chiedono che si possano pronunciare con il referendum sul contratto siglato. Inoltre, i 230.000 lavoratori hanno dimostrato per avere una legge sulla rappresentatività, per fare in modo che il padronato, ma anche il governo, non faccia accordi penalizzanti con la firma di sindacati di comodo minoritari.
La marea di lavoratrici e di lavoratori presenti in piazza ha dato ragione alla Fiom.
Ora bisogna costruire una muraglia per arginare le strategie del padronato italiano, che mirano:
all'abolizione dello Statuto dei lavoratori;
alla soppressione del contratto nazionale di lavoro, elemento unificante salariale tra il nord ed il sud;
alla fine dei contratti a tempo indeterminato;
all'avanzata della precarizzazione più totale.
Riteniamo che su quest'"apocalisse" nessun tentennamento sia possibile da parte delle altre Organizzazioni Sindacali, né tanto meno, che i lavoratori possano essere spettatori, nella speranza che altri risolvano i loro problemi, perché se questa logica avanzasse porterebbe, specialmente per le regioni meridionali, risultati nefasti.
Confidiamo in uno scatto d'orgoglio.
Fiom - Cgil Alenia
Pomigliano d'Arco, 19 novembre 2001
Comunicato della RSU Fiom Infotel - Italia sullo sciopero del 16 novembre
Per il contratto, la libertà e la democrazia. Contro l'imbarbarimento della società civile con l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
NO AI LICENZIAMENTI SENZA GIUSTA CAUSA
La dignità dei lavoratori non né scambiabile né monetizzabile.
Fiom - Cgil Infotel Italia - Napoli
Napoli, 19 novembre 2001
I metalmeccanici della Campania a Roma per un contratto vero, senza trucchi!

Napoli, 19 novembre 2001
Il governo di destra, sotto l'incalzare di Confindustria, attacca l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori sui licenziamenti individuali.
Dunque, come avevamo previsto nelle assemblee congressuali, che in queste settimane abbiamo tenuto in tutte le fabbriche, aperte a tutti i lavoratori iscritti e non iscritti alla Fiom - Cgil, il governo di destra, sotto l'incalzare della parte sociale cui s'ispira, Confindustria, ha deciso di sferrare l'attacco al bersaglio grosso, il diritto fondamentale e decisivo del mondo del lavoro: l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori sui licenziamenti individuali.
Il tentativo di rappresentare, da parte del Governo di destra, questa scelta devastante per i lavoratori, per il loro futuro, per la difesa della propria dignità nei luoghi di lavoro, come un intervento "sperimentale e solo per alcuni casi", segue l'impostazione che la destra si è data lungo tutta la campagna elettorale e sostenendo i suoi inquietanti provvedimenti di governo dei "primi 100 giorni": utilizzare i mass media per mistificare e nascondere le proprie scelte. Rappresentare come scelte fatte nell'interesse del Paese, scelte che, invece, rispondono ad interessi personali (rogatorie, falso in bilancio, tassa di successione, rientro dei capitali all'estero) o una sola parte: gli interessi del grande capitale finanziario e della Confindustria!
Vediamo, invece, cosa realmente pensano di fare e come andranno le cose, se questo provvedimento dovesse passare, magari, anche perchè sottovalutato dentro il sindacato e tra i lavoratori:
I lavoratori che saranno assunti a contratto a termine (utilizzando la nuova legge per i contratti a termine, varata da questo governo, che annulla tutte le regole precedenti, legge che ha visto, per il sindacato, la sola Cgil dire no) se, a discrezione del'impresa, vedranno il loro contratto trasformato a tempo indeterminato, non godranno del diritto sancito dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori: in qualsiasi momento potranno subire la decisione dell'azienda ed essere licenziati anche senza giusta causa, con l'assoluto arbitrio del datore di lavoro o del capo, del dirigente, del funzionario che lo rappresenta! Da questo momento è facile immaginare il trucco: nessun lavoratore verrà più assunto da un'impresa se non in un modo: con il contratto a termine.
Per i lavoratori che svolgono un'attività in "nero", se il datore decidesse di emergere, questi lavoratori non godranno del diritto sancito dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori: oltre a doversi pagare i contributi previdenziali che l'impresa ha evaso (proposta di legge del governo per il sommerso), con l'emersione, matureranno il diritto ad essere anche licenziati.
I lavoratori dell'impresa che decidesse di andare oltre i 15 dipendenti, anche se arriva a 50, 100, dipendenti, non godranno del diritto sancito dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori: per questi lavoratori vale la prospettiva dei primi due casi, sommati tra loro.
Il dato certo che emerge da questo intervento del governo, è che la prospettiva del mercato de lavoro in Italia si baserà sul precariato, con l'impresa che assume un potere insindacabile.
Il lavoro a tempo indeterminato diventerà l'eccezione, capovolgendo il sistema in vigore.
Inoltre, ma questo di per se è già un dato scontato, se, sciaguratamente, dovesse affermarsi questo progetto non è difficile immaginare un intervento di soppressione, per tutti i lavoratori, dell'articolo 18.
Tutto ciò è inaccettabile e non deve passare!
I lavoratori hanno il diritto di sapere quali sono, dentro il sindacato, le posizioni in campo, anche assumendo iniziative specifiche.
I lavoratori hanno il diritto di chiedere alla propria RSU di esprimere con chiarezza e con lealtà che cosa pensa e quali azioni, anche di lotta, intende assumere.
Le RSU elette nelle liste della Fiom di tutte le aziende devono sentirsi impegnate a chiedere riunioni delle rappresentanze sindacali unitarie e riportarne l'esito ai lavoratori.
Fiom - Cgil Napoli
Napoli, 19 novembre 2001
Venerdì 16 novembre sciopero nelle aziende e migliaia di lavoratori metalmeccanici della Campania alla manifestazione di Roma per il contratto, la democrazia e la difesa dei diritti dei lavoratori.
Sostegno e adesioni di altre categorie, Associazioni e Movimento No Global, forze politiche e Istituzioni Locali.
Oltre 120 pullman partiranno dalle fabbriche metalmeccaniche della nostra regione.
Sono previste folte delegazioni di pensionati, di immigrati, Nidil e altre categorie dell'industria e del pubblico impiego, adesioni e partecipazione di rete No Global, Assopace, Lega Ambiente, e altre Associazioni democratiche e giovanili.
Si configura, così, una partecipazione ampia e variegata della Campania alla manifestazione nazionale dei metalmeccanici indetta dalla Fiom - Cgil a Roma per venerdì 16 novembre.
Nelle ultime ore si sono moltiplicate le adesioni di forze politiche ed istituzioni locali: il Congresso Provinciale dei D.S. di Napoli, la Federazione Provinciale D.S. di Avellino, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, la Provincia di Napoli, i Sindaci di Portici, Bacoli, Pozzuoli, Pomigliano d'Arco, la Provincia di Benevento, i Sindaci di 15 comuni avellinesi.
Solidarietà all'iniziativa è stata espressa dalla presidenza della Giunta Regionale della Campania.
Al comizio a piazza San Giovanni a Roma prenderà la parola anche una giovane delegata della RSU del call-center Omnitel di Pozzuoli.
La Segreteria Regionale Fiom Campania
Napoli, 15 novembre 2001
Riepilogo regionale iscritti e percentuale iscritti Aziende Federmeccanica/Firme raccolte
|
|
|
|
|
|
|
|
Avellino |
1.313 |
31 |
136 |
1.480 |
1.544 |
117.59 |
|
Benevento |
258 |
9 |
113 |
380 |
178 |
69 |
|
Caserta |
2.879 |
100 |
1.471 |
4.450 |
3.652 |
126.84 |
|
Castellammare |
764 |
_ |
136 |
900 |
554 |
72.51 |
|
Napoli |
4.826 |
29 |
1.219 |
6.074 |
4.768 |
98.80 |
|
Pomigliano |
2.245 |
21 |
464 |
2.730 |
4.347 |
193.63 |
|
Salerno |
1.811 |
240 |
249 |
2.300 |
1.704 |
94.09 |
|
TOTALE |
14.096 |
430 |
3.788 |
18.314 |
16.747 |
118.80 |
Napoli, 9 novembre 2001
Riepilogo regionale della raccolta firme contro l'accordo separato e per il referendum CCNL sottoscritto da Fim e Uilm per una legge sulla rappresentanza
|
Totale firme raccolte |
17.847 |
|
Totale firme certificate |
16.747 |
|
Addetti Aziende Federmeccanica |
43.590 |
|
Iscritti Fiom Aziende Federmeccanica |
14.096 |
|
Sì al referendum sulla piattaforma contrattuale |
18.535 |
Napoli, 9 novembre 2001
Venerdì 16 novembre i metalmeccanici in sciopero per un contratto vero, senza trucchi, per la democrazia, per la riaffermazione dei diritti e della dignità dei lavoratori
La Fiom chiama tutti i lavoratori metalmeccanici della Campania a mobilitarsi per la piena riuscita dello sciopero nazionale in tutte le aziende della regione.
In gioco è la possibilità di avere un contratto nazionale vero e senza trucchi, che realizzi l'obiettivo del pieno recupero dell'inflazione e del riconoscimento dell'andamento positivo del settore: 155.000 lire medie di aumento salariare, così come è previsto dalla piattaforma unitaria votata dalla maggioranza dei lavoratori della categoria.
Per questo è uno sciopero unitario per riaprire la trattativa con Federmeccanica e raggiungere l'accordo sulla base della richiesta unitaria del sindacato e dei lavoratori.
Ma, insieme, sono in discussione i diritti democratici dei lavoratori.
Oltre 350.000 lavoratori metalmeccanici italiani, 18.000 in Campania, dichiarandosi contrari all'accordo separato voluto da Federmeccanica, hanno firmato la richiesta di tenere un referendum e rivendicano che il Parlamento italiano approvi la legge sulla rappresentanza.
Ciò dimostra che la maggioranza dei lavoratori metalmeccanici italiani chiede di vedere riconosciuto il diritto a decidere sul proprio contratto nazionale.
Non si può consentire che passi il principio, non solo per i metalmeccanici, ma per tutti i lavoratori italiani, che, per il contratto nazionale come per quello aziendale, i padroni scelgano le proposte più convenienti per loro, sottoscrivendo accordi con Organizzazioni Sindacali che rappresentano una minoranza di lavoratori ed estendendone l'applicazione a tutti.
E', quindi, uno sciopero per la democrazia, per il riconoscimento dei diritti democratici dei lavoratori.
I padroni vorrebbero passare prima sul CCNL dei metalmeccanici e poi con il libro bianco del Ministro del Lavoro Maroni e del Governo che, facendo proprio il programma di Confindustria, intende:
Cancellare il metodo della concertazione, per affermare il potere di decisione unilaterale di Governo e Confindustria.
Annullare il contratto nazionale di lavoro e la contrattazione aziendale con le gabbie salariali e la contrattazione individuale.
Definire un mercato del lavoro in cui i giovani saranno definitivamente precari.
Negare i diritti previsti dallo statuto dei lavoratori, come l'articolo 18 sui licenziamenti.
Per questo lo sciopero dei metalmeccanici ha un valore più generale di riaffermazione dei diritti e della dignità dei lavoratori nel nostro Paese.
Sono questi i motivi per cui è necessario il contributo di tutti i lavoratori metalmeccanici con l'adesione allo sciopero e la partecipazione alla
Partenza con i pullman dalle fabbriche negli orari che saranno comunicati dalle strutture e dai delegati Fiom.
La Segreteria Regionale Fiom Campania
Napoli, 8 novembre 2001
Volantino per la manifestazione regionale dei quadri e dei delegati Fiom della Campania in preparazione dello sciopero del 16 novembre
IN PREPARAZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE
E DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
DEI METALMECCANICI DEL 16 NOVEMBRE
Giovedì 8 novembre
alle ore 9.30
presso il salone G. Federico
Cgil Napoli via Torino, 16
|
ATTIVO REGIONALE DEI QUADRI E DEI DELEGATI FIOM DELLA CAMPANIA |
Partecipa RICCARDO NENCINI
della Segreteria Nazionale Fiom
La Segreteria Regionale Fiom Campania
Iniziative della Fiom Regionale Campania in preparazione dello sciopero del 16 novembre
Confermiamo a tutte le strutture territoriali Fiom della Campania le iniziative programmate in preparazione dello sciopero e della manifestazione nazionale dei metalmeccanici del 16 novembre.
MERCOLEDI' 7 NOVEMBRE ORE 16.00
Presso il Politecnico di Napoli a Fuorigrotta
Incontro con il Segretario Generale Fiom Claudio Sabattini con le Organizzazioni e le Associazioni della Rete No Global.
E' necessario garantire una partecipazione qualificata di quadri e delegati.
GIOVEDI' 8 NOVEMBRE ORE 9.30
presso il salone della Cgil di Napoli
Attivo regionale dei quadri e dei delegati Fiom
Con la partecipazione di Riccardo Nencini (Segretario Nazioanle Fiom)
Per l'attivo è stato convocato il Direttivo regionale Fiom.
Chiediamo a tutti i comprensori di convocare i Direttivi territoriali e/o organizzare la partecipazione dei delegati delle Aziende più significative per garantire la piena riuscita dell'iniziativa.
Vi iniformiamo, inoltre, che abbiamo partecipato alla riunione convocata dalla Segreteria regionale Cgil, nella quale è stato deciso, con tutte le categorie regionali e le CDL, l'impegno:
per folte delegazioni di lavoratori e pensionati con striscioni di categoria e territorio, organizzati con propri pullman per la manifestazione;
un impegno economico straordinario di tutte le strutture a favore della Fiom, la sottoscrizione Fiom estesa ad alcuni importanti luoghi di lavoro di altre categorie, una sottoscrizione straordinaria individuale e volontaria di tutti i dirigenti Cgil di tutte le strutture della regione che sarà applicata naturalmente in primo luogo nella Fiom;
ordini del giorno di adesione di RSU, categorie ed iniziative delle CDL per adesioni di Enti locali e del mondo della cultura.
Nell'augurarVi buon lavoro, inviamo fraterni saluti
Segreteria Regionale Fiom
Napoli, 6 novembre 2001
Nota della Fiom – Cgil Regionale sul settore Aeronautico in Campania
Le conseguenze degli eventi dell’11 settembre stanno determinando un forte calo della domanda nel trasporto aereo civile.
Gli effetti si stanno estendendo al settore industriale, che in Campania vede particolarmente concentrate nel settore civile attività di costruzione, manutenzione, revisione e trasformazione di velivoli negli stabilimenti Alenia Aeronautica di Pomigliano d’Arco, Nola, Casoria e O.A.N. di Capodichino con circa 4.500 addetti ed attività di costruzione di componenti, manutenzione e revisione di motori aeronautici negli stabilimenti Fiat Avio di Pomigliano d’Arco e Acerra con circa 1.500 addetti.
Nella nostra regione è, inoltre, particolarmente esteso e qualificato un tessuto di piccole e medie aziende dell’indotto aeronautico, con migliaia di addetti.
Già primi segnali di difficoltà si erano registrati prima dell’11 settembre per effetto dell’andamento calante della crescita economica negli Stati Uniti.
Si sono già segnalati, infatti, ridimensionamenti di alcuni programmi Boeing in Alenia Aeronautica a Pomigliano d’Arco e slittamenti negli ordini di Aziende USA per trasformazioni in cargo di DC 10 realizzate dalle Officine Aeronavali anche nello stabilimento di Capodichino.
Bisognerà ora verificare le conseguenze degli avvenimenti dell’11 settembre.
L’AIAD (Associazione Industriale per l’Aerospazio, i Sistemi e la Difesa) denuncia l’esistenza di un concreto rischio di esuberi nel comparto civile dell’industria italiana del settore, la maggior parte dei quali concentrati nel Mezzogiorno, con particolare impatto sulle piccole e medie imprese.
Le maggiori compagnie aeree, sia statunitensi sia europee, per fronteggiare la crisi, ridimensionano i piani di ammodernamento delle flotte e cancellano ordini per nuovi aeromobili.
Gli analisti del settore considerano che siamo in presenza di una crisi ciclica, che avrà una durata prevedibile di 18 – 24 mesi.
I maggiori problemi nella nostra regione potrebbero determinarsi in Alenia Aeronautica per la dipendenza da Boeing per la parte prevalente delle attività produttive, con particolari riflessi negativi nello stabilimento di Pomigliano d’Arco.
C’è da considerare, inoltre, che Alenia Aeronautica partecipa solo come subcommittente al più importante programma europeo previsto: A 380.
E’, infatti, sospesa per decisione del Governo nazionale la fase conclusiva di definizione dell’accordo internazionale con EADS e tanto più qualsiasi decisione per acquisire la partecipazione azionaria diretta ad AIRBUS, attuale Consorzio Europeo direttamente concorrente di Boeing.
Si profila cos’ una crisi senza prospettive, dalla quale l’industria Aeronautica Campana potrebbe uscire ridimensionata e marginalizzata.
La mancata realizzazione del progetto per un nuovo programma, denominato SMALL JET, che avrebbe comportato la linea finale a Napoli, e, contestualmente, l’obsolescenza del programma ATR vanifica la qualificazione del polo napoletano sul segmento degli aerei da trasporto regionali.
Vanno, pertanto, ridefiniti, con la relativa dotazione finanziaria, gli impegni già previsti nell’aggiornamento del piano aeronautico nazionale, con i finanziamenti della legge 808/85 nel settore civile.
Bisogna aprire un confronto a tutto campo con il Governo, per rimettere al centro della strategia nazionale per il settore l’opzione europea nel settore civile con la partecipazione diretta ad AIRBUS.
Va in questo quadro escluso, tanto più in una fase di crisi, qualsiasi ipotesi di scorporo societario delle attività civili, americane e non, confermando l’unitarietà aziendale di Alenia Finmeccanica.
Pur essendo prevalente in Campania nelle attività aeronautiche il settore civile, un intervento del Governo nel settore militare teso a garantire la velocizzazione degli ordini e la definizione dei contratti da parte del Ministero della Difesa e delle altre Amministrazioni dello Stato per importanti programmi di manutenzione, revisione e trasformazione, ATR per le capitanerie di porto, C27 J, elicotteristica, potrebbe contribuire a compensare almeno parzialmente gli effetti della crisi nel civile.
Parziale compensazione tra militare e civile che si evidenzia nelle attività di costruzione di parti di motori aeronautici di Fiat Avio a Pomigliano d’Arco ed Acerra, mentre desta preoccupazione per la stessa azienda nello stabilimento di Pomigliano d’Arco l’attività di manutenzione e revisione di motori aeronautici concentrata nel settore civile, con il 60 per cento di fatturato da contratti con Alitalia.
Particolare attenzione andrà riportata sull’indotto aeronautico, che potrebbe rappresentare l’anello più debole della catena per il deficit strutturale di qualificazione ed innovazione industriale che lo caratterizza.
In questo
quadro è decisivo il ruolo che le Istituzioni locali, ed in particolare la
Regione, possono svolgere per le loro competenze dirette e nei confronti del
Governo nazionale.
Fiom - Cgil
Regionale Campania
Napoli, 19 ottobre 2001
Situazione
sullo stato della vertenza FIAT
Piattaforma
che si è arenata dopo gli ultimi incontri tenuti presso il Ministero del Lavoro
a fine marzo dove ci siamo trovati di fronte ad uno stravolgimento delle
richieste e ad una vera e propria contropiattaforma della FIAT che prevede:
Istituzione
del sabato lavorativo
in regime di retribuzione ordinaria.
Passaggio
dai 15 turni
(dal lunedì al venerdì) ai 18 turni
(dal lunedì al sabato).
Richiesta
di un ulteriore turno
di notte al sabato per gli
stabilimenti che già utilizzano i 18 turni passando in tal modo ai 19
turni.
Passaggio
ai 21 turni
(dal lunedì alla domenica) per Fiat AVIO e le manutenzioni.
Istituzione
delle squadre week-end
per rafforzare i turni sul sabato e la domenica attraverso l’uso di
lavoratori a termine con part-time verticale.
Istituzione
delle squadre week-end
per rafforzare i turni sul sabato e la domenica attraverso l’uso di
lavoratori a termine con part-time verticale.
Modifica
del CCNL
per passare ogni volta che serve
a 48 ore di lavoro ordinario
settimanale facendo rientrare anche l’auto nei prodotti considerati
dal contratto come “stagionali”.
Deroga
alla legge e al contratto
per poter definire con il Sindacato una norma che le permette di utilizzare
il lavoro del sabato in regime di straordinario volontario senza più
doverlo concordare con la RSU dello stabilimento (Infatti, oggi
l’orientamento della Magistratura consente all’azienda l’utilizzo
dello straordinario volontario al sabato fino a due ore, superate le quali
diventa indispensabile l’accordo sindacale).
La
Fiat propone che quanto sopra vada attuato al termine di una procedura di
informazione che si deve esaurire in 30 giorni e che, in caso di mancato
accordo, essa è libera di
procedere unilateralmente con la modifica degli orari di lavoro.
La FIAT punta
ad aumentare le percentuali dei
contratti a termine per passare dall’8 al 24%, chiede, inoltre, di utilizzare
il comando-distacco dei lavoratori presso altre aziende in maniera individuale e
senza alcuna accordo sindacale.
Con
l’introduzione di queste deroghe al contratto ci troveremmo in presenza del
massimo utilizzo degli impianti con orari di lavoro individuali, con contratti
ancora più precari e flessibili e senza alcun controllo del Sindacato.
Respinge
inoltre l’utilizzo delle ore di riduzione previste dal CCNL per evitare la
cosiddetta “ribattuta” (due o tre settimane di notte consecutive) per Melfi
e Avellino e contropropone un ulteriore turno domenicale passando da 18 a 19
turni.
Per
quanto riguarda il salario, l’Azienda ha
escluso qualsiasi erogazione per
l’anno 2000, ha proposto un premio di risultato tutto incentrato sulla
redditività dell’azienda, totalmente variabile ed aleatorio. Infatti è
contraria a modificare l’indice ROI (il rapporto tra investimenti e risultati operativi - che ormai
da tre anni non eroga neanche una lira) e propone un indice di QUALITA’
a partire dal 2004 esterno alle fabbriche (indagine telefonica) totalmente
variabile e per di più “incrementale” (ogni anno riparte da zero, senza
alcuna garanzia di erogazione, ed anche impedendo ai lavoratori di consolidare
gli aumenti conseguiti nell’anno precedente).
La
Fiat non ha preso in alcuna considerazione le richieste sindacali per rendere
strutturale un livello di informazione e di coinvolgimento sulle scelte
strategiche del Gruppo in relazione agli accordi internazionali ed alle ricadute
sui singoli stabilimenti. Ha anche respinto qualunque miglioramento sul sistema
delle commissioni e sulla istituzione del Comitato di Sito.
Rispetto
all’insieme di queste proposte aziendali
si interruppe di fatto la trattativa. La FIOM
ripropone oggi l’esigenza di una riapertura immediata del negoziato che
riparta dalle richieste del Sindacato e non da quelle aziendali sui seguenti
punti, sui quali chiamare alla lotta tutti i lavoratori del Gruppo:
Sulle
POLITICHE INDUSTRIALI bisogna
partire dal presupposto di voler mantenere inalterate le capacità
produttive, progettuali, occupazionali del Gruppo FIAT in Italia, in maniera tale da salvaguardare e
incrementare i livelli occupazionali oggi messi duramente a rischio (così
come è successo in questi ultimi mesi anche a Pomigliano d’Arco).
Per
quanto attiene al PREMIO si
chiede di passare ad una erogazione sulla qualità, che dia certezze tali da
evitare la situazione di non fruizione, così come è avvenuto negli ultimi
anni, definendo una qualità di stabilimento che consenta una verifica a
livello di fabbrica e di settore permettendo in tal modo che i miglioramenti
organizzativi realizzati sulla produzione siano controllati e possano essere
remunerativi per tutti i lavoratori interessati. Per questo chiediamo
in aggiunta al vecchio PPG/ PDR (2.500.000
anno) così suddivisi:
1.
lire 100.000 mensili uguali
per tutti
2.
lire 1.000.000 per l’anno
2000
3.
lire 1.000.000 per l’anno
2001
4.
lire 2.200.000 per l’anno 2002 e
per l’anno 2003 a cui aggiungere lire 200.000
di recupero per gli anni precedenti per arrivare a un totale di lire 2.400.000
a regime.
Per
i REGIMI DI ORARIO si riafferma
la necessità del superamento della “ribattuta”
per chi è oggi a 18 turni, attraverso l’utilizzo delle 16 ore
monetizzate e delle 8 ore di riduzione di orario acquisite con il nuovo CCNL
ed il rifiuto di qualsiasi
ulteriore discussione di flessibilità e aumento dei turni.
Per
i CONTRATTI A TERMINE E ATIPICI si
richiede la conferma di tutti i contratti atipici esistenti e l’avvio di
una mobilitazione sindacale negli stabilimenti laddove non sono stati
rinnovati, per costringere l’azienda a mantenere fede agli impegni di
riassunzione.
Su questi punti chiediamo il sostegno di tutti i lavoratori della fabbrica in una risposta di massa che non si è purtroppo registrata in occasione dello sciopero del giorno 12 ottobre scorso. Occorre uno sforzo collettivo da parte di tutti che permetta di respingere gli attacchi e le pretese della FIAT, che in questo momento sono in perfetta sintonia con quanto il GOVERNO intende attuare in materia di lavoro, previdenza, pensione, fisco, istruzione, sanità e giustizia che saranno al centro, insieme ai temi legati alle vicende del rinnovo del CCNL.
|
Sciopero Generale della Categoria per il prossimo 16 Novembre che si svolgerà con una grande manifestazione Nazionale a Roma. |
Fiom
- Cgil Comprensorio di Pomigliano d'Arco
Prospetto riepilogativo per la raccolta delle firme per l'indizione del referendum sul CCNL sottoscritto da Fim, Uilm e Federmeccanica - Asistal
|
Comprensorio |
N° Aziende |
Addetti |
N° firme raccolte |
Percentuale |
|
Avellino |
26 |
5.870 |
1.544 |
26.30 |
|
Benevento |
6 |
401 |
178 |
44.39 |
|
Caserta |
34 |
8.091 |
3.652 |
45.13 |
|
Castellammare di Stabia |
6 |
1.340 |
554 |
41.34 |
|
Napoli |
87 |
10.991 |
4.768 |
43.38 |
|
Pomigliano d'Arco |
16 |
14.008 |
4.347 |
31.05 |
|
Salerno |
44 |
2.889 |
1.704 |
58.98 |
|
TOTALE |
219 |
43.590 |
16.747 |
38.42 |
Napoli, 31 ottobre 2001
Riuscita l'assemblea indetta da Fim, Fiom, Uilm e Fismic con i lavoratori interinali dello Stabilimento Fiat Auto di Pomigliano d'Arco
Si
è svolta questa mattina, presso l’Aula consiliare del comune di Pomigliano
d’Arco, un’assemblea indetta dai sindacati Metalmeccanici di Cgil,
Cisl, Uil e Fismic con i 330 giovani
interinali occupati da oltre un anno presso lo Stabilimento Fiat Auto, usciti
dalla fabbrica il 31 luglio scorso per la flessione di mercato del modello Alfa
156.
L’assemblea ha visto la totale presenza dei giovani lavoratori, i quali, con la loro partecipazione attiva, hanno dimostrato di aver compreso ed apprezzato e condiviso le iniziative e la linea politica di Fim, Fiom, Uilm e Fismic per dare alla vertenza uno sbocco positivo, che consenta a questi giovani di rientrare gradualmente ed in tempi brevi in fabbrica.
L’accordo, sottoscritto in sede di Unione degli Industriali il 24 luglio scorso, prevede infatti la costituzione di un serbatoio di mano d’opera da cui la Fiat dovrà attingere per le future assunzioni legate alle le nuove versioni del modello Alfa 156, nonché agli interventi gestionali ed organizzativi già in atto all’interno dello Stabilimento.
Fim, Fiom, Uilm, Fismic
Pomigliano d’Arco, 7 settembre 2001
Venerdì 7 settembre 2001, alle ore 9,30, presso l'Aula consiliare del comune di Pomigliano d'Arco, si terrà un'assemblea promossa unitariamente da Fim, Fiom, Uilm e Fismic con i lavoratori interinali dello Stabilimento Fiat Auto di Pomigliano d'Arco il cui contratto è scaduto lo scorso 31 luglio.
Con questa iniziativa le Organizzazioni Sindacali si pongono l'obiettivo di informare i giovani sui contenuti dell'accordo raggiunto con la Fiat il 24 luglio e, insieme ad essi, di individuare gli strumenti idonei per una corretta applicazione dell'intesa, la quale prevede il graduale rientro in fabbrica dei 330 lavoratori interinali.
Fim, Fiom, Uilm, Fismic
Napoli, 5 settembre 2001
La Fiom -Cgil della Campania aderisce alla manifestazione indetta per oggi pomeriggio a piazza del Gesù a Napoli.
Dopo i gravissimi fatti di Genova in occasione delle manifestazioni indette dal Genoa Social Forum, è necessario che tutte le forze democratiche e pacifiste del Paese siano impegnate per isolare le frange estremistiche violente ed eversive ed allo stesso tempo per la difesa delle garanzie costituzionali e democratiche della nostra Repubblica antifascista.
Su questi obiettivi la Fiom - Cgil sarà a Napoli al fianco dei giovani, delle Associazioni democratiche e di tutte le forze impegnate con azioni pacifiche e non violente per l'affermazione dei diritti di tutti i popoli e di tutti gli uomini e le donne ad una vita dignitosa, libera dal bisogno, dalla malattie e dal sottosviluppo.
Segreteria Regionale Fiom - Cgil Campania
Napoli, 24 luglio 2001
La
Fiom denuncia l’aggressione
fisica subita dal segretario generale della Fiom di Pomigliano d’Arco ad opera
di un delegato
della Uilm nel corso dell’assemblea
del 2° turno, svoltasi in Fiat Auto a Pomigliano d’Arco
venerdì 13 luglio.
La
Uilm nei giorni scorsi aveva strumentalmente denunciato un clima di
intimidazione nelle
fabbriche della nostra regione senza averne alcun fondato motivo.
Nella
seconda assemblea dopo l’intervento del segretario generale
della Fiom, conclusosi
tra gli applausi di approvazione dei lavoratori alla proposta di
continuare la
vertenza contrattuale e raccogliere le firme
per l’abrogazione
dell’accordo separato, si è verificata una grave provocazione.
La
disperazione di chi è senza argomenti, si manifesta con la violenza fisica.
Nel
ritenere responsabile morale e politico del tentativo di aggressione
il Segretario regionale Uilm, responsabile del settore auto, presente al
fatto, va sottolineato
che la Uilm non ha avuto neanche la sensibilità politica di esprimere
scuse formali per il gravissimo fatto accaduto.
Fiom -Cgil Regionale Campania
Napoli,
16 luglio 2001
Comunicato sindacale Fiat Auto
Si è concluso oggi, presso l’Unione degli Industriali di Napoli, dopo due giorni di difficile confronto, il negoziato con la Fiat sulle problematiche emerse nello Stabilimento di Pomigliano d’Arco a seguito dell’abbassamento dei volumi produttivi del modello Alfa 156 e la conseguente messa in discussione di 660 posti di lavoro per altrettanti giovani assunti con contratti a termine (300) e con prestazione interinale (330).
Nel corso dell’incontro l’Azienda, nel riconfermare il ruolo strategico di Pomigliano nell’ambito del Gruppo, nonché il mantenimento di tutta la sua potenzialità produttiva (1.200 vetture al giorno), ha ribadito la necessità del ricorso in maniera congiunturale di strumenti di flessione produttiva indotte esclusivamente dal trend negativo di mercato e l’esigenza, quindi, di ridurre gli stoccaggi di vetture invendute, nonché di riallineare la produzione tra vetture prodotte rispetto a quelle vendute con l’abbassamento anche dei volumi giornalieri.
In questo contesto è emerso un momentaneo esubero di manodopera rispetto al quale si è incentrata la trattativa, che ha visto momenti di forte tensione e di drammatizzazione in fabbrica.
L’accordo raggiunto, che accoglie larga parte delle proposte del sindacato, prevede:
assunzione a tempo indeterminato dal 1° agosto 2001 di 100 giovani, il cui contratto a termine scade il prossimo 31 luglio;
riequilibrio delle produzioni tra i modelli Alfa 156 e Alfa 147;
verifica entro fine settembre 2001 (prima della scadenza di altri 230 contratti a termine) delle ricadute occupazionali in relazione ai suddetti interventi organizzativi;
impegno della Fiat di Pomigliano ad attingere per le future assunzioni esclusivamente dal bacino degli attuali giovani, anche in relazione all’uscita dei due nuovi modelli dell’Alfa 156: riutilizzata e GTA;
impegno alla collocazione anche in altri Stabilimenti Fiat del Centro Sud;
attuazione da parte delle Società interinali, a partire da settembre, di un programma di formazione professionale per i giovani che aderiranno all’iniziativa.
L’Azienda, nel corso dell’incontro, ha smentito le recenti notizie giornalistiche sullo spostamento in Thailandia delle produzioni dell’Alfa 156, chiarendo che si tratta di montaggio di 4.000 pezzi all’anno di vetture prodotte a Pomigliano d’Arco e trasferite all’estero in scatola di montaggio (CKD).
Le Organizzazioni Sindacali e la RSU ritengono soddisfacenti le conclusioni della trattativa che sarà sottoposta domani ai lavoratori in assemblea.
Fim
Fiom Uilm Fismic
Napoli, 24 luglio 2001
Comunicato sindacale LIFI
Si è tenuto, in data odierna, presso l’Unione degli Industriali di Napoli, un incontro con la Lifi per la verifica del piano industriale, a suo tempo illustrato per grandi linee dall’Azienda.
Nel corso dell’incontro il sindacato ha denunciato le grandi carenze ambientali ed organizzative che rendono difficile il lavoro degli addetti, limitandone fortemente il normale espletamento anche dal punto di vista professionale e di sicurezza.
I vertici del Grippo hanno confermato investimenti nel biennio pari a tre miliardi per migliorare l’organizzazione e l’ambiente di lavoro, aumentare la capacità impiantistica e produttiva nelle nuove aree che la Lifi ha richiesto alla Fiat e che si renderanno disponibili nel corso del mese di settembre.
L’Azienda ha ribadito che l’attivazione del piano industriale, illustrato nel verbale di riunione, permetterà di raggiungere la piena efficienza industriale per poter competere sul mercato.
E’ stato concordato di rivedersi entro il prossimo mese di ottobre per una verifica complessiva dell’evoluzione del piano e dei conseguenti assetti gestionali.
Fim
Fiom Uilm Fismic
Napoli, 24 luglio 2001
15.000
metalmeccanici alla manifestazione di Napoli.
80 per
cento di adesioni allo sciopero nelle fabbriche metalmeccaniche della Campania.
Straordinaria
partecipazione dei lavoratori metalmeccanici della Campania allo sciopero
nazionale indetto dalla Fiom – Cgil e alla manifestazione Regionale a Napoli.
15.000
metalmeccanici provenienti dalle aziende di tutte le province della Regione
hanno partecipato al corteo, che ha attraversato da piazza Garibaldi il centro
di Napoli fino a piazza Matteotti, dove si è svolto il comizio conclusivo nel
quale hanno preso la parola:
Monica
Rapuano: RSU Omintel Pozzuoli;
Massimiliano
Guglielmi: RSU Marconi Sud Marcianise;
Giovanna
D’Amato: RSU Servizi Informatici Nocera Superiore;
Raffaele
Romano: RSU Fiat Avio Acerra;
Giuseppe
Morsa: RSU FMA Avellino;
Raffaele
Busiello: Segretario Generale della Fiom – Cgil Campania;
Betty
Leone: Segretaria Nazionale Cgil.
Alla
manifestazione hanno aderito i Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista,
Comunisti Italiani, Sunia, i sindaci di Pomigliano d’Arco, Bacoli, Portici e
Castellammare di Stabia, la Provincia di Napoli, la rete No Global, Attak, il
movimento di lotta per il lavoro. Folte delegazioni dei pensionati dello SPI –
Cgil e delle altre categorie dell’industria, dei servizi e del pubblico
impiego hanno partecipato con i loro striscioni. Adesioni sono pervenute anche
dal mondo della cultura: Augusto Graziani, Francesco Barbagallo, Bruno Iossa e
Adriano Giannola.
Al
termine della manifestazione si sono svolti incontri con il Presidente della
Regione Campania Antonio Bassolino ed il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino.
Le
percentuali di adesione allo sciopero nelle grandi aziende hanno raggiunto
l’80% alla Fiat di Pomigliano d’Arco, all’Alenia di Giugliano,
all’Ansaldo Trasporti di Napoli, alla Whirpool di Napoli, alla Merloni di
Caserta, alla Fincantieri di Castellammare di Stabia, alla Alcatel di
Battipaglia. Punte anche del 100 per cento nelle piccole e medie aziende di
Salerno, Avellino, Benevento e nel resto della regione.
Napoli,
6 luglio 2001
Fiom - Cgil Regionale Campania
I metalmeccanici della Campania dicono sì ad un contratto vero, senza trucchi!

Napoli, 6 luglio 2001
Fiom - Cgil Regionale Campania
Venerdì 6 luglio
sciopero nazionale dei metalmeccanici
|
I METALMECCANICI DELLA CAMPANIA ALLA MANIFESTAZIONE REGIONALE A NAPOLI Concentramento alle ore 9.30 a piazza Mancini (piazza Garibaldi). Comizio a piazza Matteotti Interverranno i delegati RSU delle Aziende metalmeccaniche della Regione Raffaele Busiello Segretario Generale della Fiom - Cgil Campania Conclude Betty Leone Segretaria Nazionale della Cgil Hanno aderito alla manifestazione: Democratici di Sinistra Regionale Campania Partito della Rifondazione Comunista Regionale Campania Rete No Global Attac Napoli Coordinamento di lotta per il lavoro Sono previste delegazioni dello SPI - Cgil e delle altre categorie dell'industria del pubblico impiego e dei servizi |
Fiom- Cgil Regionale Campania
Napoli, 5 luglio 2001
Si
è svolta il 7 giugno, presso la sala riunioni della RSU di Pomigliano d’Arco,
la riunione dei delegati Fim Fiom Uilm delle RSU Alenia Aeronautica del polo
campano , con la partecipazione delle Segreterie Territoriali e Regionali Fim
Fiom Uilm.
Nella
riunione è stato affrontato il tema del rilancio della iniziativa sindacale
unitaria confederale e sono stati esaminati i problemi della applicazione
dell’accordo aziendale sul premio di risultato e le prospettive industriali e
commerciali in rapporto agli accordi internazionali in via di definizione.
Nella
riunione è stata decisa la costituzione del Coordinamento
Regionale Fim Fiom Uilm di Alenia Aeronautica e di un gruppo
di lavoro/commissione per la definizione delle proposte del sindacato sui problemi
di politica industriale.
Nella
riunione sono stati individuati gli indirizzi e le proposte da portare
nell’incontro di osservatorio regionale, previsto per lunedi 11 giugno p.v.
presso l’Unione degli Industriali di Napoli, sulla verifica dell’andamento
degli obiettivi del premio di risultato fino a maggio c.a.
E’
stato inoltre deciso di chiedere una riunione con le Segreterie nazionali Fim
Fiom Uilm per una verifica
sull’applicazione dell’accordo aziendale e sulle prospettive industriali di
Alenia Aeronautica in Campania.
Nella riunione è stata confermata la decisione nazionale del blocco di tutti gli straordinari, a sostegno della vertenza contrattuale nazionale, in tutti gli stabilimenti Alenia Aeronautica della Campania.
Fim Fiom Uilm Regionali Campania
Napoli
08.06.01
della RSU presso lo Stabilimento CGA di Casalnuovo di Napoli
La
FIOM - CGIL vince le elezioni per il rinnovo della RSU presso lo Stabilimento
CGA di Casalnuovo di Napoli tenute in data 25 maggio c.a.
Su
tre Organizzazioni Sindacali
partecipanti alle elezioni, la FIOM - CGIL ottiene, su 206 voti validi, 112
preferenze pari al 54,36 per cento, seguita dalla UILM - UIL
con 71 voti pari al 34,46 per cento e dalla FIM - CISL con 23 voti, pari
al 11,16 per cento.
I
tre RSU vengono attribuiti uno per Organizzazione, mentre i tre RLS vanno
assegnati 2 alla FIOM e 1 alla UILM.
Pomigliano d'Arco, 4 giugno 2001
|
Fiom - Cgil |
Associazione Biondi - Bartolini |
Convegno in occasione del centenario
Napoli 24 - 25 maggio 2001
CNR - Istituto dei motori - Fuorigrotta
|
Dalle partecipazioni statali alle politiche industriali. Storie industriali e del lavoro |
24 Maggio 2001
Partecipazioni statali e trasformazioni sociali nel secondo dopoguera:impresa, lavoro e conflitto nell'industria siderurgica pubblica.
Relazioni ore 9.30 - 11.00
25 Maggio 2001
Dalle partecipazioni statali alle privatizzazioni; il punto sulle politiche industriali
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sui lavori usuranti
Il 18 maggio ultimo scorso, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 114 il decreto sui lavori usuranti (il testo completo è consultabile alla pagina dedicata alla "CONTRATTAZIONE").
Per quanto concerne l'operatività dei 90 giorni (vedi articolo 1), è da prendere in considerazione la data di pubblicazione sulla G. U. con scadenza, quindi, il prossimo 16 agosto.
Napoli, 22 maggio 2001
Fiom - Cgil regionale Campania
Pienamente
riusciti sciopero e manifestazioni dei lavoratori metalmeccanici in Campania.
A
Napoli 3000 lavoratori hanno manifestato a Piazza dei Martiri presso la sede
dell’Unione Industriali di Napoli, dove si è tenuto un comizio concluso da
Riccardo Nencini Segretario Nazionale Fiom.
Alla
Fiat Auto di Pomigliano d’Arco, dove dalle 3 del mattino erano stati
organizzati presidi ai cancelli, l’adesione allo sciopero ha raggiunto il 95%
in tutti i turni. Si è registrata una grave provocazione nel corso della
giornata, un delegato RSU della Fiom è stato investito da un’auto.
Nelle
altre fabbriche di Napoli, Pomigliano d’Arco e Castellammare di Stabia
adesione allo sciopero dall’80 al 90% in Ansaldo Trasporti, Whirlpool, AMS di
Giugliano, nel Porto di Napoli, negli stabilimenti Alenia di Nola Pomigliano
d’Arco e Casoria e nella Fincantieri di Castellammare di Stabia.
Oltre
500 lavoratori hanno presidiato la sede dell’Unione degli Industriali di
Avellino dove si è svolto un comizio concluso da Giovanni Sgambati Segretario
Nazionale Uilm.
Significativa
partecipazione allo sciopero con oltre il 90% di adesione nelle piccole e medie
aziende dell’indotto Auto di Avellino ed in alta Irpinia, 65% alla Iveco di
Grottaminarda.
Medie
del 90% di adesione allo sciopero nelle fabbriche metalmeccaniche della
provincia di Benevento, dell’85% in provincia di Salerno, in particolare negli
scatolifici dell’Agro Nocerino Sarnese e del Sele, forte adesione in provincia
di Caserta, in particolare nelle aziende del settore telecomunicazioni e punte
di partecipazione oltre il 90% alla Merloni, alla Ixtant di Marcianise e
Aversa, al Firema e nelle piccole e medie
aziende.
Napoli 18 maggio 2001
Fiom – Cgil
Regionale Campania
Sciopero per il Contratto Nazionale di Lavoro
|
Si sviluppa la mobilitazione dei metalmeccanici della Campania per venerdì 18 maggio |
E’ in corso in tutte le fabbriche metalmeccaniche della Campania la preparazione dello sciopero nazionale del 18 maggio per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro – biennio salariale.
Precedute da assemblee ed iniziative di sciopero in tutte le grandi aziende della regione con la forte ripresa della partecipazione dei lavoratori, alla Fiat Auto di Pomigliano d’Arco, all’Alenia di Pomigliano d’Arco, Nola e Casoria, alla AMS di Giugliano, alla Nuova Magrini, alla Fincantieri di Castellammare di Stabia e tante altre, in tutte le province della Campania sono state programmate le iniziative e le manifestazioni per il 18 maggio:
Avellino 8 ore di sciopero con manifestazione e presidio all’Unione degli Industriali, comizio con la partecipazione di Giovanni Sgambati (per le Segreterie Nazionali di Fim - Fiom – Uilm)
Caserta 4 ore di sciopero in tutte le aziende;
Benevento 4 ore di sciopero in tutte le aziende;
Salerno 8 ore di sciopero in tutte le aziende;
Napoli 6 ore di sciopero con manifestazione a piazza dei Martiri, presidio dell’Unione degli Industriali e comizio con la partecipazione di Riccardo Nencini (per le Segreterie Nazionali di Fim – Fiom – Uilm).
Alla Fiat Auto di Pomigliano d’Arco 8 ore di sciopero con presidi agli ingressi.
I metalmeccanici della Campania con l’adesione allo sciopero ed alle manifestazioni indette confermeranno con il loro impegno per il doppio livello di contrattazione, per l’unità dei lavoratori del Sud e del Nord, per la difesa del Contratto Nazionale di Lavoro, per aumenti salariali che garantiscano il potere d’acquisto dei salari e riconoscano il positivo andamento di settore.
Napoli, 16 maggio 2001
Fim – Fiom – Uilm Campania
Costituzione
del Comitato per l'abrogazione dell'art. 23 della Legge
n° 134 del 29 marzo 2001
E’
stato costituito un comitato composto da avvocati civilisti, personalità
dell’associazionismo e del mondo del lavoro, che ha l’obiettivo di abrogare
l’art. 23 della Legge 134/2001 che, con voto favorevole di tutti i partiti, ha
cancellato l’art. 10 della legge 533/73 che consentiva la gratuità della
cause del lavoro e previdenziali ed il principio quindi del gratuito patrocinio
per le persone meno abbienti come i lavoratori, i disoccupati, gli invalidi, i
pensionati per l’esecuzione delle
sentenze relative a tali giudizi e per il recupero dei crediti di lavoro nelle
procedure fallimentari e l’esenzione delle imposte di bollo e di registro e di
ogni spesa tasse e diritto di qualsiasi specie e natura.
Il
29 marzo il Parlamento ha approvato la legge 134/01 che con decorrenza 1°
luglio 2002 abolisce le predette norme. Per effetto di tale abrogazione le spese
di causa di lavoro o di previdenza vengono equiparate a quelle di una causa
civile per cui tante persone non potranno sostenerle.
Eliminare
la gratuità del giudizio nel contesto di una legge che estende a tutti i
cittadini con reddito inferiore ai 18 milioni annui il gratuito patrocinio,
appare poi particolarmente meschino perché non solo inquina la portata e la
rilevanza sociale dell’intera legge ma cancella decenni di civiltà giuridica
con una operazione subdola che
vorrebbe sottrarre i nostri parlamentari dalla assunzione della necessaria
responsabilità politica.
Il
gratuito patrocinio e la gratuità dei giudizi di lavoro e previdenza hanno
infatti finalità diverse poiché tendono l’uno a sollevare i cittadini non
abbienti dalle spese processuali e dagli onorari dei propri difensori l’altro
a consentire l’accesso alla giustizia dei lavoratori in quanto soggetti deboli
del rapporto contrattuale e come tali meritevoli di una tutela speciale. La FIOM
di Pomigliano che ha già aderito al predetto comitato, lancia un
invito a tutti i sinceri democratici, agli operatori del diritto, agli
operatori della comunicazione, ai lavoratori, ai pensionati, agli invalidi ed
alle loro organizzazioni affinché anch’essi aderiscano all’iniziativa nelle
forme e nei modi che riterranno più opportuni. La Fiom si fa promotore di
raccogliere adesioni presso la propria sede territoriale di Pomigliano in Via
Niccolò Paganini 24 tel. 081 8841503 8844201 fax 081 8034076 oppure inviando
e-mail.
Nei
prossimi giorni comunicheremo le iniziative che saranno attuate dal Comitato.
Pomigliano d'Arco, 4 maggio 2001
Comunicato
sindacale Alenia
Si
è svolto lunedì 23 aprile, presso l’Unione Industriale di Napoli, il
previsto incontro con Alenia Aeronautica con la partecipazione delle Segreterie
nazionali FIM-FIOM-UILM, i massimi
vertici aziendali ed il Capo
azienda Dott. Zappa.
Al
centro dell’incontro vi erano i temi delle strategie commerciali e industriali
di Alenia Aeronautica nel Mezzogiorno anche in rapporto alla definizione in corso degli aspetti societari e
industriali dell’accordo internazionale con
EADS.
L’azienda
nel confermare gli impegni produttivi per
il 2001-2002 sui programmi americani ed europei negli stabilimenti campani
e meridionali, ha sottolineato l’importanza dell’acquisizione del
programma BOEING 757 che sarà allocato a Pomigliano e delle attività relative
alla realizzazione del A 380 ( almeno il 7/8% del programma) che sarà allocato
a Nola.
Infatti
l’azienda ha precisato, su richiesta di chiarimenti del sindacato, che
l’indirizzo strategico sul militare dell’alleanza internazionale con EADS
sarà equilibrato da un forte
impegno nel civile:
-
salvaguardando i rapporti commerciali con BOEING anche con soluzioni
societarie ancora allo studio;
-
verificando nei prossimi 3
anni l’esercizio della opzione per il 5% di AIRBUS al costituirsi in Società
dell’attuale consorzio europeo, che il sindacato ha sottolineato essere
fondamentale per lo sviluppo del civile;
-
restando interlocutore privilegiato nella eventuale realizzazione
di un programma AIRBUS nel segmento
degli aviogetti regionali ( 80-100 posti), fermo restando la continuità
della Società GIE per la produzione di ATR.
FIM
- FIOM - UILM hanno posto con forza l’esigenza di una qualificazione , in
questo quadro generale, delle attività Alenia Aeronautica in Campania e nel
Mezzogiorno in particolare puntando a nuovi progetti e
funzioni nella ricerca, nella progettazione, certificazione del velivolo e ingegneria di produzione, nella innovazione tecnologica e
nel decentramento produttivo, insieme ad un sostanziale riequilibrio delle
attività OAN tra Venezia e Capodichino. Il Sindacato ha sottolineato
l’esigenza che il recupero di produttività e costi deve realizzarsi con
un’azione coordinata dell’azienda a partire dalla gestione dell’accordo
sul PDR con il recupero delle perdite tecnico- organizzative.
L’azienda,
come da tempo sostiene il sindacato campano,
ha sottolineato l’esigenza di rilanciare la ricerca a partire dal ruolo
del CIRA di Capua , ha dato la piena disponibilità a verificare congiuntamente
al sindacato nuove funzioni di progettazione a Napoli, ha annunciato
significativi investimenti nei sistemi informativi (Centro Bonifacio) e per i
nuovi programmi industriali 50 miliardi per
il 757, 130 miliardi per A380, 30 – 40 miliardi per OAN.
In
conclusione si è concordato di proseguire
il confronto con incontri articolati:
-
in sede istituzionale di Regione Campania per le attività di ricerca (CIRA),
formazione e decentramento delle attività
-
in sede di Osservatorio regionale su
decentramento delle attività e gestione dell’accordo sul premio di risultato
-
in sede aziendale con Alenia Aeronautica per le attività di
progettazione e con OAN sui
programmi industriali e di investimento.
LE
SEGRETERIE REGIONALI
Napoli,
24 aprile 2001
I Trattamenti economici per i lavoratori in mobilità per l’anno 2001
|
Trattamenti di integrazione salariale
|
|||
|
Imposta mensile lorda |
Al netto del 5,54% |
Maggiorazione del 20% |
Al netto del 5,54% |
|
A) Retribuzioni fino a 3.182.908 lire (comprese mensilità aggiuntive) |
|||
|
Lire 1.471.235 |
1.389.729 |
(*) 1.765.482 |
(*) 1.667.674 |
|
B) Retribuzioni superiori a 3.182.908 lire (comprese mensilità aggiuntive) |
|||
|
Lire 1.768.283 |
1.670.320 |
(*) 2.121.940 |
(*) 2.004.384 |
|
Indennità di mobilità e trattamento speciale disoccupazione edile |
|||
|
Gli importi massimi mensili, al lordo e al netto della riduzione contributiva del 5,54%, spettanti per i primi 12 mesi da liquidare in relazione ai licenziamenti successivi al 31 dicembre 2000 sono i seguenti: |
|||
|
Importo mensile lordo |
Al netto del 5,54% |
||
|
A) Retribuzioni fino a 3.182.908 lire (comprese mensilità aggiuntive) |
|||
|
Lire 1.471.235 |
1.389.729 |
||
|
B) Retribuzioni superiori a 3.182.908 lire (comprese mensilità aggiuntive) |
|||
|
Lire 1.768.283 |
1.670.320 |
||
|
(*) Per le imprese edili e del settore lapideo gli importi massimi sono aumentati del 20% per intemperie stagionali |
|||
INDUSTRIA METALMECCANICA (FEDERMECCANICA E ASSISTAL)
|
Livello contrattuale |
Minimi contrattuali |
Indennità in vigore dal 1°aprile |
|
1 |
1.737.500 |
8.861 |
|
2 |
1.870.000 |
9.537 |
|
3 |
2.013.500 |
10.269 |
|
4 |
2.086.000 |
10.639 |
|
5 |
2.208.000 |
11.261 |
|
5s |
2.326.500 |
11.865 |
|
6 |
2.492.500 |
12.712 |
|
7 |
2.684.000 |
13.688 |
INDUSTRIA
METALMECCANICA (UNIONMECCANICA Confapi)
|
Livello contrattuale |
Minimi contrattuali |
Indennità in vigore dal 1° aprile |
|
1 |
1.737.500 |
8.861 |
|
2 |
1.870.000 |
9.537 |
|
3 |
2.013.500 |
10.269 |
|
4 |
2.086.000 |
10.639 |
|
5 |
2.208.000 |
11.261 |
|
6 |
2.326.500 |
11.865 |
|
7 |
2.492.500 |
12.712 |
|
8 |
2.684.000 |
13.688 |
|
9 |
2.895.500 |
14.767 |
FIM - CISL
FIOM - CGIL UILM - UIL
Sciopero
Nazionale per il rinnovo del Contratto
Nel decisivo
incontro del 19 aprile per il rinnovo del secondo biennio salariale del
Contratto Nazionale di Lavoro, a pochi giorni dalla scadenza della moratoria
sugli scioperi, la Federmeccanica ha formulato la sua proposta finale di un
aumento salariale di £ 85.000.
PROPOSTA
RITENUTA INACCETTABILE DA FIM FIOM UILM
La posizione di netta chiusura della controparte per avviare una discussione su:
ANDAMENTO DI SETTORE
INFLAZIONE PREGRESSA
INFLAZIONE PROGRAMMATA
evidenzia l’inequivocabile obiettivo di mettere in discussione diritti contrattuali, collettivi e individuali.
La
Federmeccanica ha dichiarato, con estrema brutalità, che il contratto nazionale
deve servire, nella migliore delle ipotesi, solo al recupero dell’inflazione
programmata e che i due livelli contrattuali, nazionale e aziendale, sono troppi
(perché portano troppi soldi!!!).
QUESTA
POSIZIONE E’ PER IL SINDACATO ED I LAVORATORI INTOLLERABILE!
Perché in netto contrasto con quanto stabilito dalle regole previste nell’accordo per la politica dei redditi di luglio 93 e che hanno liberamente sottoscritto.
Perchè punta
al superamento nei fatti del Contratto Nazionale come strumento di unità e di
solidarietà dei lavoratori del Nord e del Sud, della grande e della piccola
azienda, dei giovani e dei meno giovani, decisivo per il mezzogiorno con
altissimi tassi di disoccupazione. In alternativa al Contratto, col sostegno di
alcune forze politiche, si propongono i contratti individuali in una logica del “
si salvi chi può”, per
ridimensionare il ruolo del Sindacato, aumentando
le discrezionalità ed i ricatti
aziendali.
TUTTO
CIO’ DEVE ESSERE SCONFITTO!
LAVORATRICI E
LAVORATORI, la sfida di Federmeccanica non è solo sui soldi ma è per la libertà
di licenziare, contro le conquiste dei lavoratori, contro il ruolo del Sindacato
e contro la politica dei redditi.
|
PER QUESTI MOTIVI GLI ESECUTIVI NAZIONALI UNITARI DI FIM FIOM UILM HANNO PROCLAMATO PER IL GIORNO 18 MAGGIO UNA GIORNATA DI SCIOPERO NAZIONALE. |
PER QUESTI
MOTIVI GLI ESECUTIVI NAZIONALI UNITARI DI FIM FIOM UILM HANNO PROCLAMATO PER IL
GIORNO 18 MAGGIO UNA GIORNATA DI SCIOPERO NAZIONALE.
PARTECIPIAMO COMPATTI ALLA
MANIFESTAZIONE PRESSO L’UNIONE INDUSTRIALI DI NAPOLI.
Nei prossimi giorni si
terranno assemblee in tutti i luoghi di lavoro con 2 ore di sciopero.
Napoli, 4 maggio 200
Rinnovo
del CCNL: scaletta per le assemblee per le RSU
Nell’incontro del 19 aprile alla vigilia della scadenza moratoria la Federmeccanica dopo tre mesi di incontri ha finalmente reso nota la controproposta salariale alla piattaforma presentata da FIM FIOM UILM. La piattaforma prevedeva una richiesta di aumenti di 135 mila lire al 5° livello (in percentuale il 4.65%, composto dal 4% per l'inflazione e dal 0,65% dall'andamento di settote) sulla base, quindi, di tre argomentazioni: l’inflazione programmata per il biennio 2001-2002 (2,9% composta da 1,7 anno 2001 e 1,2 anno 2002), il recupero integrale dello scostamento tra inflazione programmata (1,5%) e quella registrata nel biennio 1999-2000 (2,6%) e un’ulteriore quota di salario motivata dal positivo andamento di settore e dalla dinamica delle retribuzioni del settore stessa. La risposta di Federmeccanica (85.000 al 5° livello) non solo sono assolutamente insufficienti dal punto di vista quantitativo ma coincidendo con la sola inflazione programmata (2.9%) esclude di fatto quindi sia recupero sia il buon andamento di settore. Federmeccanica infatti esclude qualsiasi riferimento al buon andamento di settore sostenendo che, pur in presenza di volumi elevati di produzione, i margini di profitto sono bassi e in ogni caso la distribuzione di una quota della ricchezza prodotta dalle imprese è materia, secondo la controparte non disponibile per il c.c.n.l.
La Federmeccanica sostiene, inoltre, che lo scostamento tra l’inflazione programmata e quella realizzata è sostanzialmente inflazione importata. Ma il protocollo del 23 luglio non fa riferimento all’inflazione importata ma alle ragioni di scambio che hanno un effetto sicuramente negativo per le famiglie dei lavoratori in quanto aumentano i prezzi al consumo, mentre per le imprese causa anche forti vantaggi nell’export che sostanzialmente annullano l’effetto negativo dell’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. Inoltre, il mancato recupero dei differenziali di inflazione mette seriamente in discussione la credibilità del modello contrattuale: come si può tenere una politica salariale legata all’inflazione programmata se non si ha la certezza del recupero dei differenziali?
Di fatto siamo di fronte alla Federmeccanica che nega la possibilità di tutelare con il contratto nazionale il potere d’acquisto delle retribuzioni. Vogliono quindi aumentare gli spazi di discrezionalità a loro disposizione. Non è un caso che l’unica ulteriore disponibilità che hanno formulato e che è stata respinta dalla delegazione alle trattative prevede di andare oltre (ma di quanto non lo hanno neppure detto) a patto di prevedere assorbimenti della contrattazione aziendale e dei superminimi individuali. Con un chiaro tentativo di intervenire per modificare la struttura contrattuale articolata sui due livelli.
Inoltre la proposta di Federmeccanica sull’inflazione programmata non tiene conto di un’inflazione reale ben superiore alle previsioni e che con ogni probabilità sarà corretta al rialzo nel Dpef di giugno. Se ciò accadrà il confronto con Federmeccanica non potrà che tenerne conto.
L’Union meccanica Confapi ha risposto alle stesse richieste sindacali con una proposta di incremento delle retribuzioni di 98.000 lire al 5° livello (3,4%). Tale cifra valutata anche questa assolutamente insoddisfacente dalla delegazione Sindacale, segnala l’autonomia della Confapi e il fatto che non viene negato il principio se pur parziale del recupero dello spostamento tra inflazione reale e programmata. Nel prossimo incontro sui valuterà la concreta disponibilità e i necessari avanzamenti qualitativi e quantitativi. Il giudizio, in ogni caso, è allo stato negativo per l’insufficiente qualità proposta, e quindi si conferma anche per queste aziende le iniziative di lotta della categoria insieme al proseguimento del confronto negoziale.
FIM FIOM UILM a fronte di un atteggiamento di rigidità negoziali delle controparti, riconfermano l’interezza della piattaforma, l’obiettivo della difesa del potere d’acquisto delle retribuzioni, del ruolo del contratto nazionale, nonché il sistema contrattuale articolato su due livelli. A sostegno di questi obiettivi e per produrre la ripresa e l’avanzamento del confronto negoziale hanno deciso le seguenti iniziative:
assemblee informative con due ore di sciopero da tenersi in tutti i luoghi di lavoro entro il 10 maggio ’01
ulteriori otto ore di sciopero da effettuarsi entro il mese di maggio di cui almeno quattro da svolgersi nella giornata nazionale di mobilitazione per il 18 maggio con manifestazioni a livello territoriale
blocco di ogni forma di prestazioni straordinarie.
Iniziative
in programma per il primo maggio
Si torna in piazza. Dopo la doverosa “pausa” legata agli eventi del Giubileo del 2000, il sindacato napoletano si appresta a celebrare la Festa del Lavoro nella maniera più tradizionale. Riportando bandiere e striscioni nelle strade della nostra città. Per la manifestazione del 1° Maggio del 2001 abbiamo scelto la Villa Comunale di Napoli, uno spazio rinnovato e riorganizzato, finalmente a disposizione di tutti i napoletani che amano il verde e la natura. Un’area questa che ha già ospitato il nostro corteo negli anni ‘80, alla fine di un lungo e difficile periodo sul fronte dell’unità sindacale.
L’evento
Primo Maggio di quest’anno prevede il ritorno a tutti quegli elementi che
hanno sempre fatto della festa del lavoro uno degli appuntamenti più amati.
Bande musicali, artisti di strada, striscioni e bandiere del Sindacato unitario
saranno con noi e con le nostre famiglie. Il palco della Villa Comunale ospiterà
l’intervento del vicesegretario generale della CGIL Guglielmo Epifani e
l’esibizione degli artisti partenopei che festeggeranno con noi.
Anche
a Napoli, come a Pescara, dove è in programma la manifestazione con i Segretari
Generali di CGIL CISL UIL e in tutto il resto del Paese, la manifestazione sarà
caratterizzata dagli slogan “più lavoro più sicurezza” per sostenere la
necessità di consolidare ed ampliare la ripresa occupazionale, in particolare
al sud, e di garantire la sicurezza del lavoro e fronte dei troppi infortuni,
malattie professionali e decessi che si registrano nelle nostre realtà.
Ci
saranno, ovviamente, importanti appuntamenti nelle altre città della Campania.
Il sindacato sarà presente in tantissime piazze. L’appuntamento sarà
preceduto, come sempre, dall’anniversario del 25 aprile, che cade quest’anno
in una delicata ed importante fase politica. A Milano le Associazioni della
resistenza organizzano una manifestazione nazionale, alla quale le
Organizzazioni Sindacali dovranno dare, con una forte partecipazione di
lavoratori e pensionati, un contributo fondamentale.
Per
il primo maggio il programma è il seguente:
·
Concentramento a Piazza Vittoria ore 9
·
Comizio alla Rotonda Diaz di Guglielmo Epifani
·
Concerto di Enzo Gragnaniello
Peppe
Errico
Segreteria CdLM Napoli
Napoli,
20 aprile 2001
Informativa
sulla vertenza
festività
2 giugno
(fac
simile del comunicato unitario da affiggere in bacheca)
COMUNICATO
FIM FIOM UILM
Con
riferimento al comunicato affisso in data ___________ dalla Direzione Aziendale,
avente ad oggetto “ripristino festività del 2 giugno”, le scriventi
Organizzazioni Sindacali ribadiscono la erroneità dell’interpretazione della
“dichiarazione comune” 18.11.1999 offerta dalla Federmeccanica e rilevano
che il mero pagamento della retribuzione corrispondente alle ore di P.A.R. non
esaurisce il diritto dei lavoratori, che comprende anche l’effettiva fruizione
del permesso.
E’ stato deciso, pertanto, la costituzione del Collegio Legale Nazionale, per l’avvio di azioni giudiziarie nei confronti delle Aziende che applicheranno tale modalità di utilizzo dei P.A.R.
Roma,
20 aprile 2001
Comunicato delle Segreterie Nazionali Fim, Fiom, Uilm sul rinnovo del Contratto
Nel
decisivo incontro del 19 aprile, a pochi giorni dalla scadenza della
moratoria, Federmeccanica, per il rinnovo biennale del contratto, ha
formalizzato una proposta salariale di 85.000 lire, equivalenti alla sola
inflazione programmata. Ha inoltre aggiunto che la condizione per una possibilità
di innalzamento di questa cifra è l’accettazione del meccanismo degli
assorbimenti di quote di salario aziendale, già rifiutato dal sindacato nel
precedente incontro. FIM FIOM UILM giudicano quantitativamente insufficiente a
costituire una base utile per ricercare un accordo, oltre che qualitativamente
inaccettabile in quanto introduce elementi di modifica degli assetti
contrattuali.
FIM
FIOM UILM indicono pertanto 2 ore di sciopero, come inizio di una fase di
mobilitazione, le cui modalità saranno definite nella riunione degli esecutivi
Nazionali unitari convocati per il 24 Aprile. Tale riunione definirà anche un
tempestivo programma di assemblee di informazione e confronto con i lavoratori.
La
proposta di Federmeccanica rivela la volontà sostanziale di non rispettare
l’accordo di luglio e la politica dei redditi in esso concordata, il cui
fondamentale obiettivo è la tutela del potere di acquisto dei salari.
Per
questi motivi FIM FIOM UILM nazionali invitano tutte le strutture ad per
sensibilizzare e mobilitare i lavoratori contro tale pericolosa volontà
politica della controparte.
FIM
FIOM UILM Nazionali
Roma 19 Aprile 2001
FIAT:
la vertenza infinita
E’ entrata in una fase di stallo la trattativa per il rinnovo della piattaforma FIAT. Gli incontri tenuti ad inizio mese presso il Ministero del Lavoro non hanno dato alcun esito positivo, ne si sa quando la trattativa potrà riprendere. Intanto la Fiat ha deciso di aprire la procedura per collocare in mobilità 454 lavoratori delle Meccaniche di Mirafiori. A pochi giorni dalla conclusione dell’accordo relativo agli esuberi degli impiegati degli Enti Centrali, si apre a Torino un contenzioso occupazionale. E’ questo uno degli aspetti più preoccupanti delle relazioni sindacali all’interno della maggiore impresa industriale italiana. In teoria, dal settembre scorso è aperta la vertenza per l’integrativo di gruppo. In pratica, questa vertenza segue un andamento altalenante che la fa apparire e sparire a fasi alterne. Dopo una serie di incontri a Torino tra settembre e ottobre dello scorso anno, l’Azienda non comunicò la data per un ulteriore appuntamento. Pur senza una rottura formale la vertenza sparì di fatto dall’agenda sindacale. In marzo, su richiesta sindacale, il Ministro del Lavoro ha convocato la Fiat e i sindacati per vedere se fosse possibile far ripartire un confronto diretto tra le parti. Dopo una serie di incontri separati, il Governo ha preso atto a malincuore che le controproposte messe sul tavolo dalla Fiat non consentivano di riaprire il negoziato. Dopo una mezza emersione la vertenza si è così nuovamente inabissata. Nel frattempo però le cose non filano lisce nei tanti stabilimenti che compongono l’arcipelago Fiat. Nella fase di continui cambiamenti attraversati dall’azienda dopo l’alleanza con General Motors, ogni giorno si apre qua e là un problema di tipo organizzativo o di altro genere. Il fatto, però, è che il gruppo dirigente della Fiat sembra aver smarrito la bussola con cui si orientava nelle relazioni con i sindacati e con i lavoratori. Dando prova di nervosismo, tende ad assumere più spesso, decisioni unilaterali. A cassino brucia ancora l’accordo separato sulla nuova “metrica” del lavoro delle linee di montaggio.
Una
visione più chiara su un possibile data di ripresa del confronto la si potrà
avere solo all’indomani del confronto, ripreso questo pomeriggio, tra
Sindacati e Federmeccanica per il rinnovo del biennio salariale del Contratto
Nazionale di Lavoro.
19
aprile 2001
Ratificato al Ministero del Lavoro l'accordo sulla mobilità per gli stabilimenti
Fiat
Avio di Pomigliano d’Arco ed Acerra.
E’ stato ratificato lo scorso 5 aprile, presso il Ministero del Lavoro, l’accordo stipulato il 23 febbraio all’Unione Industriali di Napoli, tra la Soc. FIAT AVIO e le Organizzazioni Sindacali Fim Fiom Uilm Fismic Territoriali e Regionali, per la gestione della mobilità negli stabilimenti di Pomigliano e Acerra. L’intesa prevede in sintesi:
a) di procedere alla collocazione in mobilità a norma degli art. 4 e 24 della Legge 223/91 di 35 tra quadri e impiegati e 35 operai indiretti del Comprensorio di Pomigliano/Acerra.
I citati lavoratori saranno individuati tra coloro che matureranno, secondo quanto previsto dalla vigente normativa, i requisiti per accedere al pensionamento di vecchiaia o di anzianità entro i termini di fruizione dell’indennità di mobilità ordinaria (max. quattro anni).
b) le parti concordano che i requisiti di cui al precedente punto a) costituiscono criterio di scelta dei lavoratori da collocare in mobilità, in applicazione di quanto previsto dall’art. 5, comma uno, della Legge 223/91.
c) il collocamento in mobilità dei lavoratori interessati sarà effettuato a partire dal 1° aprile 2001 ed entro il 31 luglio 2002, compatibilmente con le esigenze tecnico-organizzative, ai sensi di quanto previsto dall’art. 8 comma quattro, della legge 236/93, in deroga alla disposizione dell’art. 24 1° comma della Legge 223/91.
d) l’Azienda riconoscerà ai lavoratori collocati in mobilità un importo integrativo lordo del TFR (trattamento di fine rapporto), secondo modalità e criteri riportati dalla tabella allegata.
e) l’erogazione dell’importo di cui al precedente punto d) è subordinata alla sottoscrizione di un verbale di rinuncia all’impugnazione del provvedimento.
f) le parti convengono che, qualora dovessero essere emanate disposizioni legislative volte ad incidere sull’insieme dei requisiti previsti dalla normativa vigente per il conseguimento della pensione, si incontreranno per valutare le ricadute derivanti dalla nuova normativa e l’Azienda si dichiara sin d’ora disponibile ad affrontare le soluzioni più idonee per non avere ricadute negative sui singoli lavoratori.
Le parti convengono di incontrarsi entro il mese di luglio 2001 per procedere alla verifica circa l’applicazione dell’accordo.
La ratifica del 5 aprile prevede inoltre che: “Il Ministero del Lavoro – attesa la rilevanza sociale del problema – si attiverà nelle sedi proprie per l’applicazione al personale posto in mobilità – e che in detto periodo maturi i requisiti di pensionabilità – delle disposizioni attualmente vigenti in materia di requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico.
|
IMPORTI INTEGRATIVI LORDI |
|||||
|
Anni di mobilità |
1^ fascia fino a 36,9 milioni |
2^ fascia 36,91 - 43,9 milioni |
3^ fascia 43,91 - 52,9 milioni |
4^ fascia 52,91 - 66,9 milioni |
5^ fascia oltre i 66,9 milioni |
|
1° |
5.000.000 |
8.000.000 |
10.500.000 |
14.000.000 |
17.000.000 |
|
2° |
8.000.000 |
10.000.000 |
12.500.000 |
16.000.000 |
20.000.000 |
|
3° - 4° |
8.500.000 |
11.500.000 |
14.500.000 |
18.000.000 |
23.000.000 |
|
Per i periodi inferiori all'anno gli importi saranno proporzionalmente ridotti |
|||||
Nell’accordo
vengono illustrate positive prospettive di mercato che consentiranno di assumere
ulteriori trenta giovani operai, che si aggiungono agli oltre 100 nuovi
lavoratori già entrati nel corso degli ultimi 12 mesi. Gli investimenti
assommano a 23 miliardi di lire per il 2001, 9 destinati alle revisioni civili,
8 ai Combustori e 6 alle Pale, che si aggiungono ai 90 miliardi già spesi nel
periodo 1997/2000.
Lo scorso 27 marzo è stato
sottoscritto presso il Ministero del Lavoro l’accordo sugli esuberi dichiarati
dalla Fiat Auto per gli stabilimenti di Torino, Arese, Napoli, Pomigliano
d’Arco.
L’intesa, di cui viene
riportata una sintesi, evita la chiusura del settore Tecnologie di Montaggio
annunciata nella lettera di procedura di mobilità inviata il 6 febbraio scorso,
interessando 56 addetti su 57, in prevalenza quadri e impiegati. Con
l’accordo, infatti, si confermano ruoli e missioni specifiche delle strutture
centrali, commerciali, tecniche e di progettazione e si prevedono assunzioni in
tutti gli stabilimenti già interessati dalla mobilità di 300 giovani diplomati
e laureati per rispondere alle nuove esigenze e che attenuano, in parte, gli
effetti occupazionali della riorganizzazione annunciata.
La collocazione in mobilità
del personale interessato avverrà entro il 30 settembre prossimo e riguarderà
i lavoratori che raggiungeranno i requisiti della pensione per anzianità o
vecchiaia entro il periodo della fruizione della mobilità ordinaria (max.
quattro anni).
“Ai fini della determinazione dell’anzianità contributiva utile per l’accesso ai trattamenti di mobilità, si terrà conto di tutti i periodi contributivi, compresi quelli figurativi e volontari, sulla base della documentazione in possesso dell’Azienda essendo la medesima impossibilitata, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, al reperimento di tali dati presso gli Istituti Previdenziali. A tal fine sarà cura del lavoratore presentare eventuali documenti a modifica di quanto risultante in Azienda dai libretti di lavoro; i lavoratori interessati potranno altresì dichiarare autonomamente di trovarsi in possesso delle prescritte condizioni per accedere al trattamento di quiescenza entro il termine del periodo di mobilità, sollevando l’Azienda da ogni onere di verifica e responsabilità al riguardo.”
“In relazione alla suddetta procedura di mobilità, al fine di perseguire una minore gravosità del provvedimento, le Parti convengono di estendere il provvedimento stesso anche alle strutture impiegatizie dello stabilimento di Pomigliano.”
Le parti si incontreranno entro il mese di giugno 2001 per una verifica complessiva dell’accordo.
L’Azienda erogherà, quale incentivo all’esodo, in aggiunta al TFR (trattamento di fine rapporto) un importo lordo secondo le modalità di cui alla tabella:
|
IMPORTI INTEGRATIVI LORDI |
|||||
|
Anni di mobilità |
1^ fascia fino a 32 milioni |
2^ fascia da 32 a 42 milioni |
3^ fascia da 42 a 52 milioni |
4^ fascia da 52 a 62 milioni |
5^ fascia oltre i 62 milioni |
|
1° anno |
5.315.000 |
8.115.000 |
12.366.000 |
19.366.000 |
23.566.000 |
|
2° anno |
8.732.000 |
11.532.000 |
16.472.000 |
23.472.000 |
27.672.000 |
|
3° anno e succ. |
8.732.000 |
11.532.000 |
16.472.000 |
23.472.000 |
27.672.000 |
|
Per i periodi di mobilità inferiori all'anno gli importi saranno proporzionalmente ridotti. |
|||||
“il
Ministero del Lavoro, attesa la rilevanza sociale del problema, si attiverà
nelle sedi proprie per l’applicazione al personale collocato in mobilità –
che in detto periodo maturi i requisiti di pensionabilità - delle disposizioni
attualmente vigenti in materia di requisiti per l’accesso al trattamento
pensionistico.
Sono ancora distanti le posizioni tra le parti registrate nel corso dell’incontro tenuto in data 11 aprile tra la Federmeccanica e i Sindacati Nazionali di Categoria Fim Fiom Uilm. Il prossimo incontro è fissato per il 19 aprile nel tentativo di trovare una conclusione prima della scadenza del periodo di moratoria (22 Aprile), oltre il quale è possibile fare gli scioperi.
“La discussione proposta dalla Federmeccanica sul metodo – ha dichiarato Claudio Sabattini – si è rapidamente risolta confondendo il contratto nazionale con il salario aziendale. Si persegue quindi l’obiettivo di ridimensionare il contratto nazionale. Per noi questo è inaccettabile”. “Il 19 ci dovrebbe essere una proposta economica – ha continuato Sabattini – Sulla base di questa proposta decideremo, ma le posizioni sono molto lontane”.
Comunicato Alenia Aeronautica
Si è tenuto in data 28 marzo ultimo scorso l’incontro richiesto dalle Organizzazioni Sindacali con la Direzione Alenia Aeronautica, avente a oggetto l’esame della situazione aziendale, con particolare riferimento ai nuovi programmi e a quelli in corso, ai carichi di lavoro e conseguenti livelli occupazionali, all’annunciato processo di iternazionalizzazione con E.A.D.S.
A) PROGRAMMI:
EFA: è il programma che garantirà significativi carichi nel breve – lungo periodo; Alenia Aeronautica dovrà rispettare pienamente le parti di programma di propria responsabilità, soprattutto per poter intercettare le positive ricadute produttive derivanti dall’EFA EXPORT.
AMX: nonostante i due programmi di aggiornamento previsti (Italia e Brasile), il 2001 si presenta come anno “difficile”.
C27J: nel corso del 2001 sarà ottenuta la certificazione civile; l’aeromobile presenta prestazioni significative e accertate; il concorrente CASA 295 costa notevolmente meno; il C27J – a detta dell’Azienda – potrà vincere la sfida commerciale a condizione di contenere i costi.
A 400 M: dopo l’adesione data di massima al programma da sette Governi Europei, compreso l’italiano, la sottoscrizione definitiva del M.O.U. dovrebbe avvenire in tempi brevi.
Aerostrutture Boeing: acquisita una nuova importante attività (Fusoliera del 757); proseguono le altre collaborazioni sul 767 e 777; per quanto riguarda il 717 l’Azienda denuncia seri problemi di qualità e costi.
Airbus: acquisito il “tail cone” dell’A321; si stanno definendo a favore di Alenia attività relative al “Super Jumbo” A380, pari circa il 10% dell’intero valore del velivolo.
ATR 42: viene mantenuta l’attività per 17 velivoli/anno.
B) CARICHI DI LAVORO
Ore produttive: si prevedono stabili fino al 2002; dal 2003 al 2006 in incremento.
Ore impiegatizie: si passerà dalle attualli tre milioni di ore/ anno interne a 3,5 milioni di ore/anno interne (+15%).
ANDAMENTO ORGANICI:
Anno 200: l’organico è cresciuto di circa 100 unità, attestandosi a fine anno a 7.240 addetti (300 assunzioni a fronte di circa 200 uscite).
Anno 2001: per quanto riguarda l’area produttiva, è previsto il graduale rientro dei lavoratori operai (130 unità) oggi “in prestito” ad OAN, più qualche altro inserimento; l’area impiegatizia darà interessata da circa 250 assunzioni di ingegneri e diplomati (130 per rimpiazzo turn-over e 120 unità aggiuntive), di cui 60% al Nord e 40% al Sud.
Lavoro temporaneo: si assisterà a un incremento di tale prestazioni (dagli attuali 130 a circa 150 unità).
C) ALLEANZA CON EADS
I positivi risultati di Alenia Aeronautica anche per l’esercizio 2000 (incremento fatturato del 10% ROS parl al 13% - 14%) favoriscono il confronto aperto con EADS; l’alleanza – della quale viene confermata la pariteticità – sarà probabilmente formalizzata entro i prossimi due mesi. Alenia sta già partecipando in maniera significativa al programma A380; l’ingresso con il 5% nelle quote Airbus – diritto previsto dall’accordo EADS – sarà esercitato in funzione della certezza di adeguati ritorni economico/produttivi.
Al termine dell’esposizione aziendale, le Segreterie Nazionali di Fim Fiom Uilm ed il Coordinamento delle RSU hanno ribadito la necessità che Alenia Aeronautica rafforzi il più possibile il proprio peso specifico (in termini di investimenti, capacità progettuale e produttiva, etc.) anche in previsione del futuro, previsto ingresso di DASSAULT nella costituente Società transnazionale con DASA - CASA.
In tal senso non deve essere tralasciata la caratteristica di Alenia Aeronautica che – contrariamente ai propri partner che hanno una forte prevalenza sul militare (70%) – vede invece una percentuale pressoché equilibrata tra attività militari e civili.
Questa peculiarità – importante in rapporto alla prevista espansione del mercato civile/commerciale – deve vedere Alenia Aeronautica impegnata non solo nel settore delle trasformazioni e della produzione di aerostrutture (mercato questo sempre più “affollato” di competitori), ma anche nell’individuazione di attività di produzione di interi velivoli (per es. nella gamma dei Regionali) che la possano vedere nel ruolo “Primer”.
Le Organizzazioni Sindacali infine hanno chiesto di definire incontri di approfondimento sui singoli programmi e sulle conseguenti strategie industriali aziendali, che saranno tenuti a livello locale, alla presenza delle Segreterie Nazionali stesse.
Fim Fiom Uil Nazionali
Coordinamento Nazionale Alenia Aeronautica
Roma,
3 aprile 2001
Interrogazione presentata dai parlamentari della Campania
dell’Ulivo per Fiat Enti Centrali
Al Ministro del Lavoro
On. Cesare Salvi
Ed al Ministro dell’Industria
Dottor Enrico Letta
In considerazione di quanto segue:
La società Fiat Auto ha attivato una procedura di mobilità a norma della legge 223, art. 24 del 23/07/91, per 142 lavoratori;
Entro il 22 aprile prossimo verranno licenziati 56 lavoratori del settore tecnologie di montaggio dello stabilimento di Pomigliano d’Arco;
Il settore tecnologie di montaggio di somigliano comprende pianificazione/programmazione, budget/investimenti, analisi dei tempi di lavorazione, metodi impianti specifici e assistenza cantieri ed è completamente autonomo;
Negli ultimi anni esso è stato impegnato in:
l’industrializzazione del modello 178 con attrezzamento (attrezzatura ed impiantistica) e certificazione del processo in tutto il mondo (Brasile, Argentina, Turchia, Polonia, India, Sud Africa, Marocco e Cina),
l’industrializzazione de Doblò con attrezzamento e certificazione del processo (Turchia e Brasile),
l’industrializzazione del modello 156 PW con attrezzamento e certificazione del processo oltre alla 156 CEE fase 3 e della 156 MY 2001 e GTA. Per quanto concerne la 156 Berlina è stata realizzata tutta la parte impiantistica specifica e generale oltre a partecipare alla certificazione del processo,
l’industrializzazione del modello 147 con attrezzamento (attrezzature, macchinari e impiantistica) e certificazione del processo,
numerosi progetti minori;
Si tratta di progetti completi “chiavi in mano”, seguiti dall’inizio delle relative piattaforme fino al completo avviamento dei vari stabilimenti;
Le tecnologie montaggio di Pomigliano, in considerazione del carico di lavoro eccessivo, aveva previsto di affidare all’esterno, per l’anno 2001, circa 19.000 ore per studio r progettazione.
Quali urgenti iniziative intendono assumere per bloccare le procedure di messa in mobilità e di licenziamento dei lavoratori in questione.
Come valutano le iniziative assunte dall’Azienda, tenuto conto dello sviluppo produttivo dello stabilimento di somigliano ed in particolare dei livelli di professionalità ed efficienza del personale coinvolto.
Napoli, 16 marzo
Manifestazione
a Pomigliano d’Arco dei lavoratori del Gruppo Fiat
Nell’ambito delle quattro ore di sciopero proclamate a livello nazionale per tutte le aziende del Gruppo Fiat per il rinnovo della piattaforma integrativa aziendale, scaduta da oltre un anno, si è svolta a Pomigliano d’Arco una manifestazione cui hanno partecipato migliaia di lavoratori Fiat (Auto, Avio, Elasis) e delle aziende terziarizzate allocate all’interno dell’area dello stabilimento (Comau, Marelli, Autostamp, Ergom, Lifi, De Vizia, Gsa, Gesco, Sepin).
Lo sciopero di quattro ore, che si è sviluppato con cortei nei reparti e con blocco dei cancelli, è culminato con una manifestazione lungo le strade di Pomigliano, con presidi all’incrocio tra Viale Alfa e Via Nazionale delle Puglie e con blocco di un’ora della circolazione dei treni della Circumvesuviana.
Con la vertenza i lavoratori Fiat rivendicano:
Netta affermazione della Fiom - Cgil all'elezione per il rinnovo della RSU
presso lo Stabilimento Fiat Avio di Acerra
La Fiom - Cgil vince le elezioni per il rinnovo della RSU presso lo Stabilimento Fiat Avio di Acerra. Il suo successo, netto ed inequivocabile, è il frutto di un lavoro svolto con serietà e con grande senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori e di sensibilità verso le problematiche esistenti in fabbrica.
Su sei Organizzazioni Sindacali partecipanti alle elezioni, la Fiom - Cgil ottiene, su 238 voti validi, 116 preferenze, pari al 49 per cento; aggiudicandosi due delegati su tre. Ma oltre a questo dato, estremamente positivo, va sottolineato il fatto che le elezioni erano state indette da un'Organizzazione, la UGL, che alla prova del voto non ha ottenuto nessuna preferenza, segno di una loro scarsa, per non dire nulla, rappresentatività fra i lavoratori.
Questo il risultato finale:
|
Addetti: 292 |
Voti validi: 238 |
||
|
Organizzazione |
Totale voti |
Percentuale |
RSU attribuite |
|
FIM - Cisl |
22 |
9 |
0 |
|
FIOM - Cgil |
116 |
49 |
2 |
|
UILM - Uil |
20 |
8 |
0 |
|
FISMIC |
54 |
33 |
1 |
|
CISAL |
2 |
1 |
0 |
|
UGL |
0 |
0 |
0 |
Pomigliano d'Arco, 23 febbraio 2001
Assemblea Generale retribuita
Giovedì 15 febbraio 2001
Sala mensa dalle ore 10.15 alle ore 11.30 Turnisti dalle ore 16.45 alle ore 18.00
O.d.G.: situazione industriale e produttiva Alenia Marconi System.
Partecipa la Segreteria Nazionale
|
Fim - Cisl |
Fiom - Cgil |
Uil - Uilm |
|
Emilio Lonati |
Riccardo Nencini |
Giovanni Contento |
Venerdì 16 febbraio 2001 ore 9.30
Azienda del Gas di Salerno
Convegno promosso dalla Fiom - Cgil di Salerno
|
Ciclo delle acque Depurazione Le proposte dei metalmeccanici |
Partecipano:
Giuseppe Ferrigno, Vincenzo De Luca, Nino Paravia, Antonio Crispi, Francesca Re David, Raffaele Busiello, Gerardo Giordano, Alfonso Denardo, Cosimo Peduto, Felice Marotta, Enzo Nugnes, Paolo Traci, Sen. Gianni Iuliano
I dati definitivi della Campania del Referendum Nazionale Fim Fiom Uim sulla piattaforma Ccnl Metalmeccanici biennio economico 2001 - 2002.
|
Rapporto percentuale tra votanti ed aventi diritto: 68,7% |
|
Province |
Addetti |
Av. diritto |
Votanti |
B. & N. |
SI |
NO |
Voti validi |
Perc. SI |
Perc. NO |
|
Avellino |
298 |
239 |
168 |
1 |
155 |
12 |
167 |
92,8% |
7,2% |
|
Benevento |
688 |
688 |
540 |
30 |
454 |
56 |
510 |
89% |
11% |
|
Castellammare |
1.168 |
1.168 |
844 |
9 |
803 |
32 |
835 |
96,2% |
3,8% |
|
Caserta |
6.679 |
6.278 |
4.847 |
139 |
3.843 |
865 |
4.708 |
81,6% |
18,4% |
|
Napoli |
9.784 |
9.395 |
6.118 |
107 |
4.925 |
1.086 |
6.011 |
81,9% |
18,1% |
|
Pomigliano |
12.896 |
12.228 |
7.566 |
68 |
5.862 |
1.636 |
7.498 |
78,2% |
21,8% |
|
Salerno |
3.701 |
3.280 |
2.775 |
14 |
2.493 |
268 |
2.761 |
90,3% |
9,7% |
|
Totale complessivo |
35.214 |
33.276 |
22.858 |
368 |
18.535 |
3.955 |
22.490 |
82,4% |
17,6% |
Napoli, 7 febbraio 2001
Avviata
la contrattazione aziendale in Simav
Comunicato delle Segreterie Territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic sull'esito dell'incontro informativo con la Sistemi Sospensioni
Si è svolto in data odierna, presso la sede dell'Unione degli Industriali di Napoli, un incontro con l'Azienda Sistemi Sospensioni e le Organizzazioni Sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic e la RSU di Stabilimento, nel corso del quale si è discusso degli assetti industriali del sito di Pomigliano d'Arco, in relazione ai volumi produttivi per il 2001 e agli investimenti, di processo e di prodotto, riferiti alle linee di produzione dei nuovi modelli di vettura della gamma "Alfa Romeo" e del modello di Cassino.
Il piano prevede un investimento di otto miliardi, di cui una parte sarà utilizzata per il miglioramento dell'organizzazione del lavoro, della sicurezza e dell'ambiente.
L'Azienda ha illustrato un quadro di sostanziale sviluppo dell'unità produttiva di Pomigliano d'Arco rispetto al quale si procederà all'assunzione con contratto interinale fino al 31 maggio prossimo, per 18 giovani.Nove di questi, secondo gli impegni in precedenza assunti dall'Azienda con la RSU, saranno lavoratori già utilizzati lo scorso anno.
Le Organizzazioni Sindacali e la RSU di fabbrica nel ribadire la necessità di procedere ad assunzioni di giovani in modo strutturale, dato che oggi vi sono tutte le condizioni per farlo, hanno convenuto con l'Azienda di incontrarsi per una verifica complessiva il prossimo 16 maggio.
Il Sindacato, pur esprimendo un giudizio positivo sull'esito dell'incontro, ha espresso forti preoccupazioni in merito al comunicato stampa emesso dalla Società capogruppo.
Le Segreterie Territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic
La RSU di fabbrica
Napoli, 31 gennaio 2001
Lettera della RSU di fabbrica alle Istituzioni Nazionali,
Regionali, Provinciali e locali sulla vertenza ICMI
1)
Si ritiene irrimandabile e decisivo un incontro a cui partecipano Riva,
Sofinpar, Governo, Regione, Comune e Provincia di Napoli a Roma presso il
Ministero dell’Industria. Questo incontro dia finalmente certezze
occupazionali e produttive sul futuro dell’ICMI.
2)
Non sono mancate forti critiche circa il disimpegno a tutt’oggi evidenziato
dagli scarsi esiti prodotti dalle strutture nazionali Fim - Fiom e Uilm e
Ministero dell’Industria. Per questo i lavoratori dell’ICMI chiedono alle
strutture nazionali ed al coordinamento FIM-FIOM-UILM di sostenere con
un’iniziativa di gruppo la vertenza in atto.
3)
In assenza di risposte l’assemblea ha confermato l’orientamento delle
R.S.U. di iniziative di lotta a partire dal Ministero dell’Industria.
Napoli,30 gennaio 2001
RSU
I.C.M.I. Napoli
Comunicato di Fim, Fiom, Uilm e RSU di fabbrica
sulla
vertenza dello Stabilimento ICMI
Le vicende
relative al futuro dello stabilimento ICMI sono entrate in una fase decisiva,
momento che richiede il massimo di attenzione e di mobilitazione da parte dei
lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali.
Martedì 23
gennaio u. s. si è svolta l’attesa apertura del confronto tra le Istituzioni
locali, il Ministero dell’Industria ed il Gruppo Riva. Da quanto è dato
sapere, il prossimo incontro dovrebbe concernere l’analisi delle rispettive
proposte di merito: quali progetti industriali, gli strumenti finanziari a
sostegno, quale ipotesi sui suoli.
La nostra iniziativa in questi giorni deve servire a pretendere che questa volta si faccia sul serio: vigilare affinché nel prossimo incontro effettivamente si indichino proposte chiare ed esaustive sul futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento.
L’Azienda non
può continuare a promettere piani industriali senza mai dire concretamente di
cosa si tratta. Una volta e per tutte chiarisca quali sono i progetti e quali i
livelli occupazionali per lo stabilimento di Napoli e, soprattutto, di quale
quantità di area produttiva ha bisogno. Questo è l’unico modo per capire le
reali intenzioni delle Istituzioni, se intendono realmente impegnarsi a sostegno
dell’occupazione dei lavoratori dell’ICMI, con quali strumenti finanziari e
quale proposta sui suoli. Deve essere chiaro, in ogni caso, che questa tornata
d’incontri non può esaurirsi con un nulla di fatto.
Troppi impegni
sono stati disattesi. Da quello assunto dall’Azienda a livello nazionale di
non modificare gli assetti produttivi ed occupazionali dell’ICMI, che, cosa
inaccettabile e su cui bisogna intervenire, in questo ultimo periodo sta
clamorosamente disattendendo.
In particolare,
anche per affrontare, questo ultimo preoccupante aspetto, le Segreterie
Nazionali di Fim, Fiom, Uilm hanno chiesto un incontro urgente con l’Azienda.
Il ruolo della struttura nazionale in questa fase è importante anche perché la
vicenda dello stabilimento napoletano, se sarà necessario, deve essere assunta
come questione dall’insieme del Gruppo.
Rispetto a
tutto ciò, nell’incontro tenuto a Roma lo scorso 25 gennaio, le Segreterie
Territoriali, insieme alla RSU, hanno deciso di promuovere una serie di
iniziative:
Napoli,
26 gennaio 2001
Fim, Fiom, Uilm,
RSU ICMI
Piattaforma contrattuale di Fim – Fiom – Uilm
per
il rinnovo del biennio economico 2001 – 2002
La ripresa
dell’iniziativa Sindacale per avviare un confronto di merito sulla piattaforma
contrattuale per il rinnovo del biennio economico 2001 – 2002, impatta con una
posizione di intransigenza strumentale di Federmeccanica, Unionmeccanica e
Confindustria, in linea con l’atteggiamento di scontro durissimo che ha
contraddistinto i rapporti col Sindacato in questi mesi.
Permane,
infatti, in maniera sempre più chiara e radicale, la volontà del padronato e
dei suoi sostenitori politici, di rendere sempre più marginale e meno
significativa la presenza ed il peso del Sindacato nel nostro Paese. Il
tentativo è quello di limitare gli spazi contrattuali e la stessa agibilità
attraverso un ridimensionamento di fatto del ruolo delle stesse Strutture
Sindacali di Fabbrica. E’ nota, infatti, la volontà di eliminare il secondo
livello di contrattazione e quindi la possibilità del Sindacato di intervenire
sulle condizioni di lavoro in azienda.
A questa
posizione si è affiancata una politica, praticata dalle aziende, che si è
sempre più caratterizzata con l’uso indiscriminato di aumento “ad personam”,
per una gestione sempre più unilaterale dell’inquadramento, e
dell’organizzazione del lavoro, perseguendo così l’obiettivo di impoverire
l’azione Sindacale delle Rappresentanze Sindacali Unitarie di fabbrica.
Per tutte
queste ragioni occorre, da subito, un risposta forte ed unitaria dei
METALMECCANICI.
Le Segreterie
Nazionali di FIM – FIOM – UILM propongono per la piattaforma del rinnovo
economico del CCNL 2001- 2002 una richiesta pari a 135.000 lire medie per il V°
livello d’inquadramento.
Tali valori,
calcolati con parametri utilizzati nel rinnovo contrattuale del 1999, sono pari
a:
|
Federmeccanica
Assital |
Unionmeccanica
Cooperative |
|
|
|
Livello |
Livello |
Aumenti |
Parametri |
|
1° |
1° |
84.375 |
100 |
|
2° |
2° |
98.719 |
117 |
|
3° |
3° |
116.438 |
138 |
|
4° |
4° |
123.188 |
146 |
|
5° |
5° |
135.000 |
160 |
|
5° s |
6° |
149.344 |
177 |
|
6° |
7° |
164.531 |
195 |
|
7° |
8° |
183.938 |
218 |
|
- |
9° |
208.406 |
247 |
La tabella ha
scopo orientativo. E’ infatti il puro svolgimento tecnico della richiesta
presentata in piattaforma, riparametrata ai diversi livelli, senza neppure gli
abituali arrotondamenti.
REFERENDUM
Nazionale
16
gennaio 2001
Fim – Fiom –
Uilm Provincia di Napoli
Tesseramento Fiom - Cgil Campania
Dati definitivi anno 2000
|
Comprensorio |
Anno 1999 |
Anno 2000 |
Differenza |
|
Avellino |
1.452 |
1.480 |
+28 |
|
Benevento |
390 |
350 |
-40 |
|
Caserta |
4.152 |
4.450 |
+298 |
|
Castellamare di Stabia |
950 |
910 |
-40 |
|
Napoli |
6.210 |
6.110 |
-100 |
|
Pomigliano d'Arco |
2.850 |
2.760 |
-90 |
|
Salerno - Sele |
2.320 |
2.300 |
-20 |
|
TOTALE |
18.324 |
18.360 |
+36 |
Comunicato
della Fiom - Cgil sull’accordo Fag Italia
L’improvvisa
e grave decisione assunta dalla multinazionale tedesca di cessare la produzione
dei cuscinetti in Italia, scaturita dalla contrazione del mercato internazionale
del settore, è stata respinta dalle Organizzazioni Sindacali e dai lavoratori,
con iniziative che hanno coinvolto i vari livelli sociali ed istituzionali, ivi
compreso la Regione Campania, il Ministero del Lavoro e dell’Industria.
Sono state
successivamente individuate tre aziende che hanno manifestato interessi
industriali tali da consentire la ricollocazione di tutti i lavoratori
licenziati. Una produrrà nella stessa azienda sedili per auto di nuova
generazione, un’altra farà attrezzature per aziende aeronautiche e la terza
continuerà, parzialmente, a produrre cuscinetti ad alto valore aggiunto.
Nell’accordo
siglato tra le parti vengono garantiti quali punti essenziali:
Le
Organizzazioni Sindacali Fim – Fiom – Uilm esprimono un giudizio positivo
sull’accordo, anche in considerazione di uno scenario di dismissioni continue
di attività nei nostri territori senza soluzioni alternative.
La stessa
copertura economica, seppur parziale, delle differenze salariali che si
determineranno con le riassunzioni in nuove attività industriali, è stata una
risposta importante alle lacune che la legge 223/91 prevede in materia di
ricollocazione e mantenimento dei diritti normativi e salariali.
Per questi
motivi i lavoratori hanno condiviso il nostro giudizio.
Ora si apre di
fronte a noi uno scenario di gestione delle nuove attività, tutte allocate
nella stessa azienda, non semplice che comporterà sicuramente altre difficoltà,
che riusciremo a superare solo se conserveremo l’unità dei lavoratori Fag, la
quale nemmeno in momenti così drammatici è mai stata messa in discussione.
Napoli, 12
gennaio 2001
Fiom – Cgil
Comprensorio di Pomigliano
Fiom – Cgil
Regionale Campania
Comunicato della Segreteria provinciale Fiom - Cgil di Salerno
sul rinnovo delle R.S.U. nelle aziende Paravia e Sirti
Si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle R.S.U. nelle società Paravia e Sirti.
In queste due importanti realtà della provincia di Salerno si è registrata un'alta partecipazione al voto, consolidando così una tendenza che già si era verificata nel corso dell'anno 2000 in altre realtà industriali.
Nel contempo, il risultato elettorale ha riconfermato un'ampia adesione dei lavoratori alla lista della Fiom, che ha ottenuto la maggioranza assoluta nelle realtà in cui si è votato.
Questo dato estremamente positivo, tra l'altro già registratosi nelle elezioni all'Ideal Clima nei primi mesi del 2000, nel mentre ci assegna nuovamente una rappresentanza maggioritaria, all'interno delle R.S.U., ci impone un rinnovato impegno a proseguire sulla strada già tracciata ed a risolvere le problematiche dei nostri iscirtti e, in generale, di tutti i lavoratori.
La Segreteria provinciale Fiom - Cgil di Salerno ringrazia i lavoratori per la stima e la fiducia che hanno riposto alla nostra lista ed ai candidati, augurando ai delegati eletti buon lavoro.
Salerno, 9 gennaio 2001
la Segreteria provinciale Fiom- Cgil
Comunicato Fim Fiom Uilm Napoli, sulla vertenza Sofer
In
questi ultimi giorni i lavoratori della Sofer, insieme
alla loro Rsu, hanno indetto una serie di iniziative per la difesa del sito
industriale di Pozzuoli.
Su
questa importante vicenda occorre il massimo di chiarezza per evitare che si
possano innestare
fenomeni di strumentalizzazione che niente hanno a che vedere con il futuro
dei lavoratori e dello stabilimento.
Già
due anni fa, l'Azienda, nell'ambito della vertenza Ansaldo-Breda annunciò
la propria intenzione di andare ad uno snellimento del processo industriale
complessivo attraverso una riduzione dei siti produttivi: con la
soppressione di alcuni, la vendita di altri e per la Sofer ipotizzando il
trasferimento dei lavoratori e, forse, delle attività (questo non è mai
stato chiarito).
Tale
trasferimento era stato individuato verso il Firema di Caserta.
In
quella occasione, sia al tavolo di trattativa, che con comunicati pubblici,
il sindacato napoletano di Fim-Fiom-Uilm espresse con chiarezza la propria
posizione contraria a quella ipotesi.
Nel
merito, in quella fase articolammo la nostra opposizione su scelte precise:
1)
Qualsiasi operazione di intervento nel processo produttivo del
territorio napoletano non doveva impoverire la struttura produttiva
esistente. Questo significava allora e significa oggi, salvaguardia e
sviluppo delle attività e consolidamento dell'occupazione anche in
relazione alle uscite avvenute, in particolare per l'amianto.
2)
Specificamente per la Sofer e per la salvaguardia dell'occupazione
presente in quello stabilimento, riconferma e rilancio delle capacità
professionali e produttive, abbandonando la strada dei trasferimenti, in
altre regioni d'Italia, delle attività svolte (in particolare per ciò che
riguarda i carrelli).
Per due anni, di quella ipotesi non si è più discusso.
L'accordo
di fusione tra Ansaldo-Breda e Firema sembra saltato.
Oggi,
nell'ambito del nuovo assetto societario di Ansaldo-Breda, l'Azienda
ripropone quella ipotesi: stavolta il trasferimento dei lavoratori
Sofer è ipotizzato in Ansaldo Napoli.
E' evidente che questo continuo cambiamento di indirizzi dimostra tutta
la superficialità e la non credibilità con cui il gruppo dirigente
aziendale pensa di affrontare questioni che riguardano il futuro dei
lavoratori e della stessa impresa.
Ciò
che appare, è che le decisioni vengono assunte sulla base delle emergenze
senza nessuna strategia per il futuro.
Rispetto
a ciò, Fim, Fiom e Uilm confermano la loro chiara e trasparente opposizione
ad un progetto di trasferimento che non trova giustificazioni industriali
credibili.
Del
resto anche il paventato passaggio in Ansaldo, sembrerebbe accompagnato da
un trasferimento di attività (carrelli e carpenteria) fuori dal nostro
territorio, lasciando a Napoli la sola attività di allestimento, cosa
questa che serve ulteriormente a dimostrare l'incongruenza di un progetto
che a quel punto creerebbe problemi di saturazione per i lavoratori della
Sofer ma anche per quelli dell'Ansaldo.
A
supporto di ciò è altrettanto importante fare in modo che la nostra
iniziativa costruttiva
serva a definire alleanze e nello stesso tempo non disperdere con
azioni disperate ciò che del resto vogliamo difendere: produzioni ed
occupazione.
In
questo quadro di riferimento diventa indispensabile il massimo di unità tra
i lavoratori e tra
lavoratori e sindacato.
Rispetto
all'ipotesi avanzata dall'azienda (ma chissà se è l'ultima…) le
posizioni del sindacato e dei lavoratori sono chiare e motivate e non
lasciano adito a dubbi o a strumentalizzazioni.
La
vicenda della Sofer è dentro una questione più generale che riguarda il
futuro dell'insieme del gruppo che ha bisogno dei necessari tempi di
confronto,
di un quadro di riferimento più chiaro, evitando da ogni parte
forzature che puntano a far precipitare la situazione e che produrrebbero
come unico effetto il sovrapporsi di eventi a quel punto non più
governabili dal sindacato e dai lavoratori.
Questa
è la strategia
su cui si può e si deve articolare la nostra azione rivendicativa,
decisiva per la difesa delle nostre realtà e dell'occupazione.
05/12/2000
FIM - FIOM - UILM
Comunicato delle Segreterie Regionali, Territoriali e Nazionali di Fim - Fiom - Uilm - Fismic sull'intesa sottoscritta con Fiat Auto a seguito della verifica degli andamenti produttivi ed occupazionali dello Stabilimento di Pomigliano d'Arco.
Il giorno 5 dicembre 2000, presso l’Unione degli Industriali di Napoli, si è tenuto un incontro con la Fiat, cui hanno partecipato le organizzazioni Sindacali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic Nazionali, Regionali, Territoriali e le RSU dello stabilimento di Pomigliano d’Arco per una verifica degli assetti produttivi ed occupazionali dello stabilimento, secondo quanto previsto dagli accordi precedenti.
Nel
corso dell’incontro, l’Azienda ha illustrato il positivo andamento di
mercato ed in particolare quello relativo al marchio Alfa Romeo, nonché
l’evoluzione produttiva dei modelli prodotti a Pomigliano d’Arco: Alfa
156 berlina e SW ed Alfa 147. Tale evoluzione ha consentito, nel corso degli
ultimi mesi, l’assunzione presso lo stabilimento di circa 600 giovani con
contratto a termine, con C.F.L. e con la Legge 482, nonché l’impiego di
380 operai con contratto interinale.
La
Fiat ha tracciato il quadro produttivo per il 2001, rispetto al quale si è
concordato quanto segue:
Il sindacato, nell’esprimere un giudizio positivo sulle prospettive industriali ed occupazionali dello stabilimento, è fortemente impegnato, a partire dal prossimo incontro, a rendere strutturale l’occupazione di Pomigliano d’Arco.
Fim – Fiom – Uilm – Fismic
Nazionali Regionali Territoriali RSU di fabbrica
Napoli, 5 dicembre 2000
Comunicato SATA - FMA
E' ripresa la trattativa
E' ripresa in data odierna la trattativa per il contratto integrativo di SATA e FMA.
La proposta dell'Azienda rappresenta una prima apertura su fondamentali tematiche fino ad oggi negate, quali l'orario e il salario; queste aperture sono tuttavia giudicate insoddisfacenti dalla delegazione.
|
Il Sindacato ha sottolineato la necessità di definire con certezza il superamento della ribattuta, anche al fine di permettere al gruppo di lavoro che si costituirà, di lavorare sulla base di un obiettivo inequivocabile quale il suo definitivo superamento. Nel contempo, il Sindacato ha sostenuto la inderogabile necessità di meglio precisare delle soluzioni, anche transitorie, possibili alla doppia battuta, già dal gennaio 2001. Per quanto riguarda il salario, la delegazione trattante giudica importante, rispetto alle posizioni espresse precedentemente, ma insufficiente la proposta di Fiat di togliere le voci della legge dei congedi parentali dal computo dell'assenteismo che incide negativamente sul Premio di Competitività ed altrettanto giudica importante ma insufficiente la proposta dell'Azienda di adeguare le maggiorazioni di turno. |
Approvata in tutti gli stabilimenti della Campania l'Ipotesi di accordo per la contrattazione di secondo livello Alenia Aeronautica
RISULTATI DEL REFERENDUM SULL'IPOTESI DI ACCORDO
|
Realtà produttive |
Addetti |
Votanti |
% |
SI |
% |
NO |
% |
B/N |
|
Casoria |
429 |
370 |
86 |
239 |
65 |
130 |
35 |
1 |
|
Nola |
789 |
591 |
75 |
415 |
71 |
168 |
29 |
8 |
|
Pomigliano |
2481 |
1584 |
64 |
927 |
59 |
650 |
41 |
7 |
|
TOTALE |
3699 |
2545 |
69 |
1581 |
63 |
948 |
37 |
16 |
Ordine del Giorno dell'Attivo Regionale dei Quadri e delle RSU Fiom della Campania
L'attivo regionale dei Quadri e delle RSU Fiom della Campania, riunito a Caserta l'8.11.2000, respinge con forza la rappresaglia che la Fiat ha esercitato nei confronti di due lavoratori della FMA di Pratola Serra sospendendoli cautelativamente perchè colpevoli di aver partecipato allo sciopero indetto dalla RSU di Fim Fiom Uilm e Fismic a sostegno della vertenza integrativa del Gruppo Fiat ed in particolare di quella di Sata ed FMA.
Nello stesso tempo l'Attivo dei Quadri e delle RSU della Campania sottolinea l'emblematicità e l'importanza che la lotta dei giovani lavoratori di Pratola Serra assume per tutta la categoria dei metalmeccanici in una fase di rinnovo della piattaforma integrativa e di rinnovo del secondo biennio contrattuale e si impegna a sostenere in tutti i luoghi di lavoro la lotta dei giovani di Pratola Serra allargando la partecipazione di tutti i lavoratori alle discussioni e alle lotte che si svolgeranno nei prossimi giorni e nei prossimi mesi a sostegno delle piattaforme integrative e del rinnovo del secondo biennio contrattuale per sconfiggere l'arroganza della Fiat e di Federmeccanica.
Caserta 8.11.2000
MARTEDI' 7 NOVEMBRE ORE 9.30
SALA CONGRESSI STAZIONE MARITTIMA NAPOLI
ATTIVO REGIONALE UNITARIO
DEI DELEGATI R.S.U DEL GRUPPO FIAT SU:
PIATTAFORMA FIAT STATO DELLA TRATTATIVA E INIZIATIVE SINDACALI |
Interverranno le segreterie nazionali di Fim - Fiom - Uilm e Fismic
MERCOLEDI 8 NOVEMBRE ORE 9.30
HOTEL SERENELLA
CASERTA
ASSEMBLEA REGIONALE DEI QUADRI E DELEGATI FIOM DELLA CAMPANIA SUI TEMI DELLA CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO E DEL RINNOVO BIENNALE DELLA PARTE SALARIALE DEL CCNL
L'assemblea si concluderà con l'intervento del compagno CLAUDIO SABATTINI Segretario generale nazionale della Fiom
Le richieste della Fiom - Cgil per l'area ex Sevel
Alla C. A. del Sindaco
di Pomigliano d’Arco
Alla C. A. dei Capigruppo
Consiliari
Siamo venuti a conoscenza che
nei prossimi giorni il Consiglio Comunale di Pomigliano d’Arco si pronuncerà
sull’assegnazione delle aree industriali dismesse dell’ex stabilimento
Sevel, chiuso dalla Fiat nel giugno del 1994. I circa 1.100 lavoratori
che avevano lottato strenuamente per impedire tale chiusura furono poi
ricollocati in parte nel vicino stabilimento Fiat Auto, in parte posti in
prepensionamento. Fu in ogni modo una sconfitta pesante per il movimento
sindacale e per il Mezzogiorno che si vide privare di una classe operaia e di
una fabbrica che, sotto il marchio ALFA ROMEO, aveva scandito, con le sue lotte
e con un forte impegno politico e sociale, la storia e il progresso civile e
democratico di un intero territorio. Una sconfitta solo mitigata dal fatto che
il Sindacato riuscì con l’accordo del 20 febbraio 1994 a strappare
l’impegno della Fiat a deindustrializzare l’area con nuove attività
industriali (rottamazione e riciclaggio di auto, revisione veicoli). Il
protocollo di intenti firmato dall’Azienda nello stesso anno e successive
intese di Programma stipulate nel corso degli anni in ripetuti incontri in sedi
Ministeriali, stabilivano appunto il riutilizzo delle aree, anche con
l’impiego di risorse pubbliche finalizzate a promuovere attività
produttive.
Proprio in questa direzione
vanno profusi ulteriori sforzi dell’Amministrazione Comunale che, con
l’attribuzione dell’uso delle aree ad imprenditori locali, sta svolgendo
un’azione positiva per lo sviluppo del territorio, colmando ritardi e lentezze
delle Istituzioni Nazionali. In questo senso noi auspichiamo che il Consiglio
Comunale di Pomigliano d’Arco vincoli gli imprenditori, attraverso il
Consorzio, all’uso delle aree esclusivamente per attività produttive che
portino occupazione aggiuntive evitando, in tal modo, possibili speculazioni
che andrebbero a vanificare e a svuotare gli accordi che l’intero movimento
Sindacale ha strappato con durissime lotte e con il contributo determinante dei
cittadini e dei lavoratori di Pomigliano d’Arco.
Cordiali saluti
Pomigliano d’Arco, 11
ottobre 2000
Napoli - Hotel Terminus in Piazza Garibaldi
Mercoledì 18 ottobre 2000 ore 9,30
Iniziativa regionale sul Fondo di previdenza integrativa per i metalmeccanici Cometa.
Parteciperanno, oltre ai delegati e ai funzionari di tutta la Campania, componenti del Consiglio di amministrazione di Cometa, esponenti delle segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic e il direttore di Cometa.
Concluderà i lavori Riccardo Nencini, segretario nazionale Fiom.
La Fiom – Cgil è il primo sindacato alla Fiat Avio di Pomigliano d’Arco
La Fiom - Cgil si conferma la prima Organizzazione Sindacale all’elezione per il rinnovo della RSU dello stabilimento Fiat Avio di Pomigliano d’Arco. Alta è stata la partecipazione al voto sia degli operai (668 votanti su 724 aventi diritto, pari al 92%) sia degli impiegati (340 votanti su 385 aventi diritto, pari all’88%). Su dodici delegati da assegnare, il risultato è il seguente:
|
Organizzazione Sindacale |
Preferenze |
N° delegati assegnati |
Percentuale voti |
|
FIOM – CGIL |
264 |
4 |
27% |
|
FIM – CISL |
246 |
3 |
24% |
|
UILM – UIL |
242 |
3 |
24% |
|
CISAL |
104 |
2 |
10% |
|
FISMIC |
95 |
0 |
9% |
|
UGL |
45 |
0 |
4% |
L’affermazione della Fiom – Cgil, appare ancora più netta ed importante se si considerano alcuni fattori che rendevano la competizione elettorale maggiormente impegnativa e difficile rispetto a tre anni fa. Diversamente dalla precedente elezione, infatti, il numero dei delegati complessivamente da assegnare è diminuito, passando da 18 agli attuali 12; mentre contestualmente il numero delle Organizzazioni Sindacali che hanno preso parte alla tornata elettorale sono aumentate, passando da 5 a 6. A questi fattori bisogna aggiungere anche un altro elemento: le ristrutturazioni messe in atto dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Fiat dello stabilimento Alfa Romeo, la difficile trattativa sull’armonizzazione tra Alfa Romeo e Fiat, nonché la complessa e travagliata vertenza legata alle flessibilità degli orari.
Pomigliano d’Arco, 6 ottobre 2000
DATI R.S.U. 2000 FIAT E AZIENDE TERZIARIZZATE
|
Azienda/RSU |
Addetti |
Votanti |
Voti validi |
FIM |
FIOM |
UILM |
COBAS |
UGL |
FISMIC |
Tot. RSU |
|
LIFI |
137 |
126 |
126 |
19 |
63 |
23 |
14 |
/ |
7 |
|
|
RSU |
0 |
2 |
1 |
0 |
0 |
0 |
3 |
|||
|
COMAU |
448 |
420 |
414 |
36 |
221 |
102 |
/ |
1 |
54 |
|
|
RSU |
1 |
4 |
1 |
0 |
0 |
0 |
6 |
|||
|
MARELLI |
354 |
319 |
310 |
103 |
37 |
84 |
36 |
18 |
32 |
|
|
RSU |
2 |
1 |
2 |
1 |
0 |
0 |
6 |
|||
|
DE VIZIA |
57 |
40 |
39 |
8 |
8 |
- |
- |
1 |
22 |
|
|
RSU |
0 |
1 |
- |
- |
0 |
2 |
3 |
|||
|
FIAT VETT. |
5364 |
4786 |
4664 |
993 |
796 |
1036 |
536 |
454 |
849 |
|
|
RSU |
10 |
8 |
10 |
3 |
5 |
9 |
45 |
|||
|
LOGINT |
729 |
643 |
628 |
182 |
50 |
93 |
110 |
62 |
131 |
|
|
RSU |
3 |
1 |
1 |
1 |
1 |
2 |
9 |
|||
|
ERGOM |
28 |
28 |
26 |
6 |
9 |
- |
- |
5 |
6 |
|
|
RSU |
2 |
- |
- |
3 |
||||||
|
SIRIO |
89 |
|||||||||
|
RSU |
3 |
|||||||||
|
FIAT E.C.li |
160 |
119 |
111 |
15 |
58 |
22 |
- |
- |
16 |
|
|
RSU |
0 |
2 |
1 |
- |
- |
0 |
3 |
|||
|
TOTALE |
8.073 |
6.481 |
6.318 |
1.362 |
1.242 |
1.360 |
696 |
531 |
1.101 |
81 |
|
TOT RSU |
16 |
19 |
16 |
5 |
6 |
13 |
77 |
|||
|
percentuale voti |
21.55 |
19.65 |
21.52 |
11.01 |
8.40 |
17.42 |
||||
|
percentuale rsu |
20.77 |
24.67 |
20.77 |
6.49 |
7.79 |
16.88 |
||||
|
Azienda/RSU |
Addetti |
Votanti |
Voti validi |
FIM |
FIOM |
UILM |
COBAS |
UGL |
FISMIC |
Tot. RSU |
|
FiatAutoSpA 1997 |
7.686 |
6.688 |
6.547 |
1.123 |
1.931 |
1.239 |
720 |
354 |
1.180 |
|
|
RSU |
12 |
17 |
13 |
4 |
3 |
11 |
60 |
|||
|
percentuale voti |
17.15 |
29.49 |
18.92 |
10.99 |
5.40 |
18.02 |
||||
|
percentuale rsu |
20 |
28.33 |
21.56 |
5.67 |
5 |
18.33 |
AA